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<title>Eventi e Manifestazioni in Liguria - Visit Riviera</title>
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<description>Eventi e Manifestazioni in Liguria</description>
<language>it</language>
<copyright>Copyright 2002-2012 Tiziano Louis Umberto Caviglia</copyright>
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<managingEditor>info@visitriviera.com (Visit Riviera)</managingEditor>
<webMaster>info@visitrivera.com (Visit Riviera)</webMaster>
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<title>In visita al presepe nella Genova del Settecento</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br />A Palazzo Rosso in via Garibaldi.]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Gran Fondo Città di Loano</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Loano dal 2-/20 al 2-/20<br />Gara ciclistica.]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Cibio - la fiera del gusto</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br />Stand gastronomici, degustazioni e incontri al Porto Antico, magazzini del Cotone.]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Presepe Tradizionale Ligure</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Manarola dal 1-/20 al 2-/20<br />Nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, sulla collina delle Tre Croci, a Manarola a dicembre sarà illuminato il Presepe più grande del mondo. La grandiosa opera è realizzata con una fitta rete di fili elettrici e lampadine che a tutt’oggi sono oltre quindicimila. Le sagome luminose sono trecento, e ricordano il tipico paese di mare con pescatori, pastori e pesci. Ammirato da lontano regala uno spettacolo davvero unico e suggestivo.]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=685</link>
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<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Notte dei Furgari</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Taggia dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il paese di Taggia, nella Riviera dei Fiori, il secondo sabato di febbraio si reinventa medieval-rinascimentale con un grande corteo in costume e con i rioni in gara con ambientazioni a tema.</p>
<p>Una ricorrenza che si perde nella notte dei tempi e ricorda le terribili razzie dei Saraceni quando dall&#146;Africa e dall&#146;Asia con le loro imbarcazioni corsare arrivavano sulle nostre coste, depredavano, incendiavano, distruggevano case, chiese, raccolti, uccidevano, rapivano donne e bambini, portavano via tutto quello che trovavano.</p>
<p>Secondo la leggenda per evitare i saccheggi dei predoni San Benedetto un giorno, vedendo arrivare dal mare le vele saracene, suggerì ai taggesi di accendere subito all&#146;interno delle mura grandi fuochi in modo da far credere ai pirati che tutta la città era già stata invasa ed incendiata da altri predoni. Scoraggiarli quindi da un nuovo sbarco e da un loro imminente attacco in quanto a Taggia non c&#146;era più nulla da poter razziare.</p>
<p>Alla vista di tutti quegli incendi, dalle alte fiamme, dal fumo densissimo, dalle urla e spari che si alzavano da dietro le mura fortificate il trucco, sempre secondo la leggenda, funzionò benissimo. I saraceni non sbarcarono, cambiarono rotta andandosi a cercare un altro centro abitato da depredare nella vicina Francia. Da quel giorno, ogni anno, il secondo sabato di febbraio i taggesi per ricordare lo scampato pericolo e per ringraziare San Benedetto "incendiano" il proprio Comune.</p>
<p>Giovani ed anziani alzano nelle piazze grandi cataste di legna e vi danno fuoco. Accendono anche i "furgari", grossi pezzi di canna di bambù riempiti con limatura di ferro e polvere da sparo. 
<br />I "furgari" danno vita ad alte cascate di scintille variopinte. Per tutta la notte folle di gente percorrono le strade, i vicoli di Taggia, si fermano davanti ai falò, accendono furgari, ascoltano musica. Nelle cantine a residenti ed ai tantissimi turisti vengono offerti pietanze e vino locale. Si festeggia tutti insieme sino all&#146;alba dentro ad una città, tornata nel medio evo, che brucia per salvarsi dai Saraceni.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=23</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Un territorio appetibile</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Masone dal 2-/20 al 2-/20<br />Museo Civico A.Tubino, piazza Castello 1.

Orari: sab e dom (15:30-18:30); per visite infrasettimanali di scuole o gruppi contattare il 347 1496802.]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=693</link>
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<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Race. Alla conquista del Polo Sud</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 1-/20 al 2-/20<br />Da domenica 16 ottobre 2011 a domenica 18 marzo 2012, nel Sottoporticato di Palazzo Ducale, è allestita Race. Alla conquista del Polo Sud: la mostra, a cura dell’American Museum of Natural History sull’esplorazione dell’Antartide, si svolge nel centenario dell’epica sfida tra il norvegese Roald Amundsen e il britannico Robert Falcon Scott per la conquista del Polo Sud.

Unica tappa italiana e in anteprima europea, attraverso oggetti storici, modelli, cartine, supporti interattivi, filmati e altri strumenti, la mostra ha lo scopo di far conoscere le prime esplorazioni polari e le modalità di sopravvivenza in Antartide.

Grazie a ricostruzioni tridimensionali, riproduzioni, oggetti storici e materiale dell’epoca, Race ricostruisce la preparazione di Amundsen e Scott per i rispettivi viaggi. Alimentazione, resistenza umana, equipaggiamento, logistica e condizioni climatiche estreme tipiche dell’Antartide furono alcuni fra i molti fattori che ciascuna squadra dovette valutare, spesso disponendo di una quantità insufficiente di informazioni.

I visitatori possono visionare fotografie, dipinti e manufatti storici sopravvissuti alle spedizioni, tra cui abiti ed equipaggiamenti usati da entrambe le squadre durante il viaggio, modelli a grandezza naturale di parte dei campi base e un diorama che ricostruisce l’habitat della più grande specie di pinguini al mondo, il pinguino imperatore.

Diverse attività pratiche aiutano i visitatori a comprendere cosa significasse avventurarsi nel posto più freddo della Terra cento anni fa e cosa significhi effettuarvi ricerche scientifiche oggi. È possibile scegliere una carta-personaggio raffigurante un membro di una delle squadre di esplorazione e, seguendo il percorso della mostra, scoprire indizi sulle esperienze vissute durante il viaggio. Servendosi inoltre di supporti touch-screen, è possibile visionare fotografie, disegni e documenti relativi alle spedizioni e agli uomini che affiancarono Scott e Amundsen.

Al termine del percorso della mostra è presente un'installazione video interattiva intitolata L’ultima frontiera, omaggio di National Geographic per il centesimo anniversario della conquista del Polo Sud. Le immagini affiancano le testimonianze storiche di Amundsen e Scott, mostrando il fascino del Polo Sud, il continente più remoto.

L’ultima frontiera è uno studio su un terriorio ancora inesplorato, ma che comunque ospita importanti basi internazionali di ricerca scientifica per lo studio del riscaldamento globale e per esperimenti sul campo per la messa a punto di nuovi modelli di cooperazione fra le nazioni.

Per 15 giorni inoltre, durante il periodo della mostra, un inviato di National Geographic Italia e di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, racconterà in diretta streaming su internet la vita e il lavoro degli scienziati dalla stazione antartica italiana Mario Zucchelli.]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=661</link>
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<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Milano-Sanremo</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Sanremo dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La Milano-Sanremo &egrave; una corsa in linea maschile di ciclismo su strada, una delle pi&ugrave; importanti corse ciclistiche del circuito internazionale e prima grande classica nel calendario della stagione ciclistica. Dal 1989 al 2004 la corsa ha fatto parte del circuito di Coppa del mondo, e dal 2005 al 2007 &egrave; stata inclusa fra le prove dell'UCI ProTour.</p>
<p>Conosciuta con il nome di Classica di Primavera o la Classicissima, &egrave; la pi&ugrave; importante e famosa corsa di un giorno che si corre in Italia e, con una lunghezza di circa 290 km, &egrave; anche una delle pi&ugrave; lunghe. Il percorso ed il chilometraggio sono rimasti pressoch&eacute; invariati sin dalla prima edizione, particolare che rappresenta una rarit&agrave; nel panorama delle grandi classiche internazionali. Nel 1937 fu stabilita la data fissa della gara il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe. Dopo l'abrogazione di tale festivit&agrave;, la corsa oggi avviene il sabato pi&ugrave; vicino al 19 marzo.</p><p>La prima edizione si svolse nel 1907 in seguito all'idea di alcuni ragazzi che, dopo aver visto fallire la gara automobilistica Milano-Acqui-Sanremo, decisero di sottoporre al vaglio del direttore della Gazzetta dello Sport Eugenio Costamagna il progetto della corsa ciclistica. Pur con qualche perplessit&agrave;, Costamagna affid&ograve; la realizzazione del progetto ad uno dei massimi esponenti del mondo del ciclismo, Armando Cougnet. Il 14 aprile 1907, al ritrovo della prima Milano-Sanremo, nell'osteria della Conca Fallata di Milano, si presentarono trentatr&eacute; dei sessanta corridori iscritti. Era una giornata di pioggia e freddo ed a vincere fu il francese Lucien Petit-Breton, che correva per la Bianchi.</p><p>Nel 1910 la Classicissima entr&ograve; definitivamente nella leggenda delle due ruote, in una giornata d'inferno, con i corridori che cercavano rifugio nelle case lungo il percorso a causa delle condizioni atmosferiche estreme. Dei circa sessanta iscritti solo sette riuscirono ad arrivare al traguardo, ed a vincere fu il francese Eug&egrave;ne Christophe che, convinto di aver sbagliato strada, fu rincuorato dalla vista delle prime case della citt&agrave; ligure. Dopo i primi anni arriv&ograve; l'epoca di Girardengo, che leg&ograve; il suo nome a questa classica in maniera indelebile, vincendola per ben sei volte in undici anni. Si pass&ograve; quindi all'era di Guerra e Binda, da ricordare per le sconfitte a cui andarono incontro a causa la loro grande rivalit&agrave;. Una rivalit&agrave; simile si ripropose poi negli anni mitici di Bartali e Coppi.</p><p>Segu&igrave; un periodo difficile, non per la gara ma per gli italiani che, dopo la vittoria di Loretto Petrucci del 1953, per ben sedici anni non seppero pi&ugrave; imporsi. Nel 1960 venne inserita la famosa salita del Poggio, voluta fortemente da Torriani, stanco di vedere sul traguardo sanremese i velocisti fiamminghi alzare le braccia al cielo; tuttavia non si ebbero gli effetti desiderati e le vittorie straniere continuarono. Nel 1966 si apr&igrave; l'era Merckx, il quale con sette affermazioni super&ograve; lo storico record dell'Omino di Novi (si tratta anche del record assoluto di vittorie di un ciclista in una singola grande classica). Dal Cannibale in poi la gara non ebbe pi&ugrave; un vero padrone fino al 1997, quando il forte e potente velocista tedesco Zabel seppe inanellare una lunga striscia positiva di quattro vittorie e due secondi posti.</p><p>Fra le vittorie pi&ugrave; belle degli ultimi due decenni vanno ricordate quella di Sean Kelly nel 1992, quando l'irlandese raggiunse Moreno Argentin lungo la discesa del Poggio per poi batterlo in uno sprint a due, e quella di Andrei Tchmil nel 1999, che con uno splendido allungo all'ultimo chilometro riusc&igrave; a giungere sul traguardo con pochissimi secondi d'anticipo sul gruppo, regolato da Zabel. L'edizione numero 100 ha visto il trionfo di Mark Cavendish (alla sua prima partecipazione), che dopo un incredibile recupero ha superato al fotofinish il tedesco Heinrich Haussler, scattato in anticipo sul gruppo a 250 m dal traguardo.</p>
<h2>Il percorso</h2>
<p>Il percorso della Milano-Sanremo ha avuto poche significative variazioni dagli inizi del 1900 ad oggi. Nei primi anni, il tratto di maggior difficolt&agrave; della corsa era il Passo del Turchino, dove spesso avevano luogo le azioni decisive; tuttavia, con il passare degli anni e l'avvento del ciclismo professionistico, l'ascesa del Turchino si rivel&ograve; non eccessivamente impegnativa e troppo lontana dal traguardo per essere risolutiva. Molto spettacolare e tipico &egrave; il tratto del percorso che si snoda lungo l'Aurelia, quando i ciclisti attraversano la Riviera Ligure di Ponente superando i famosi tre capi che precedono Imperia (Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta). Le ascese della Cipressa (inserita nel 1982) e del Poggio sono le principali difficolt&agrave; che i corridori affrontano negli ultimi chilometri; il fatto che si trovino in prossimit&agrave; del traguardo ha spesso fatto s&igrave; che la selezione su questi colli risultasse decisiva. L'arrivo della corsa &egrave; posto tradizionalmente in via Roma, nel centro di Sanremo. Negli ultimi anni raramente c'&egrave; stata una grande selezione nelle ultime fasi di corsa e si &egrave; spesso assistito ad uno sprint finale con il gruppo compatto.</p><p>Nel 2008 sono state introdotte due significative modifiche al percorso classico, mantenute anche nell'edizione successiva. A causa di una frana sulla Via Aurelia all'altezza di Capo Noli, fra Noli e la frazione Varigotti di Finale Ligure, &egrave; stata inserita una nuova salita: un'ascesa di 4 km circa, con pendenze del 5-9%, che da Noli sale attraversando la frazione Voze fino all'altopiano delle M&agrave;nie, con discesa verso il mare all'altezza dell'abitato di Finale. La seconda novit&agrave; &egrave; rappresentata dallo spostamento dell'arrivo a Sanremo sul lungomare Italo Calvino, per alcuni lavori urbanistici che impediscono all'organizzazione di far transitare tutti i mezzi ed i veicoli impegnati nella corsa in via Roma. Il chilometraggio complessivo &egrave; aumentato cos&igrave; di 4 km, passando dagli usuali 294 a 298.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=15</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Sanremo in Fiore</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Sanremo dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La prima edizione del Corso Fiorito si svolse nel gennaio 1904 con il nome di Festa della Dea Flora. Vi fu una sfilata di carrozze ornate da creazioni floreali lungo le vie cittadine e, poich&eacute; l'evento riscosse un notevole successo, divenne un appuntamento fisso per molti anni e ne fu ideata anche un'edizione con il nome di Battaglia dei Fiori, con numerosi carri interamente ricoperti di fiori.</p>
<p>Dopo la guerra la manifestazione prese il nome di Italia in Fiore, e ai carri fioriti si affiancarono bande musicali e gruppi folcloristici. La città  di Sanremo divent&ograve; grazie a questa manifestazione la città  dei fiori per eccellenza.</p>
<p>Oggi Sanremo in Fiore &egrave; uno degli eventi cardine del programma delle manifestazioni cittadine, senza dubbio il pi&ugrave; atteso. Le fasi preparatorie durano qualche mese e poi tutto si compie in una notte per utilizzare fiori freschi.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=4</link>
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<pubDate>Mon, 01 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Expo Savona</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Expo Savona è la più grande rassegna commerciale della provincia di Savona, si svolgerà nell’area ex FF.SS. antistante Piazza del Popolo a Savona, da Sabato 26 Marzo a Lunedì 4 Aprile 2011, con orario feriale dalle 17:00 alle 23:00, sabati e domeniche dalle 14:30 alle 23:00.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=3</link>
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<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Processione del Venerd&igrave; Santo</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Tradizionalmente, ogni due anni negli anni pari, la citt&agrave; di Savona assiste alla processione per le vie del centro di imponenti casse con gruppi ligneii.
<br />La processione &egrave; aperta da un Crocifisso in legno detto in dialetto "Cruxe du Pasciu" (Croce di Passione) o volgarmente "Cruxe du Gallu" (Croce del Gallo), perch&egrave; porta dipinti e sagomati tutti i simboli della Passione (tra i quali, appunto, il gallo che cantando annunci&ograve; il tradimento di Pietro), ed &egrave; chiusa da un reliquario contenente una reliquia della Santa Croce.</p>
<p>Una peculiare vicenda accomuna la sorte degli oratori savonesi, edificati accanto alla Cattedrale sul Priam&agrave;r nella cosiddetta Contrata Batutorum o Contrada dei dieci oratori, tra il XIII e il XIV secolo, quali sedi delle confraternite dei disciplinanti, sorte in seguito al fervore penitenziale diffuso in Liguria nel XIII secolo, e che costituirono ben presto veri autentici centri di aggregazione sociale, spesso connessi ad istituzioni assistenziali vere e proprie quali ospedali e ospizi. Demoliti in seguito alla costituzione della fortezza genovese dopo il 1542, grazie anche al fervore popolare rinnovato dalla miracolosa apparizione di N.S. di Misericordia, gli oratori furono ricostruiti in piano nell'ambito del tessuto cittadino, riducendo progressivamente il loro numero fino agli attuali sei. Tali edifici furono rinnovati nel '600 uniformandosi ai principi della Controriforma; essi furono quindi ristrutturati e abbelliti al loro interno nel '700, epoca a cui risale l'acquisizione di prestigiose opere d'arte, tra cui i grandi cicli pittorici con le storie dei santi titolari che rendono i nostri oratori una sorta di veri musei della pittura savonese, gli apparati lignei processionali, i ricchi corredi di arredi, argenterie e paramenti liturgici che contribuirono con il loro sfarzo a rendere pi&ugrave; suggestivo e convincente il messaggio di edificazione dei fedeli con l'allestimento di un vero e proprio theatrum sacrum, in cui andavano ambientandosi con sempre maggiore verosimiglianza le sacre rappresentazioni liturgiche culminanti nella processione dei Misteri.</p>
<p>Scampati alla tempesta napoleonica, che ne requis&igrave; in parte le sedi e i beni, essi furono rinnovati e valorizzati nel corso del XIX secolo per il risorgere delle antiche tradizioni, nel periodo successivo alla Restaurazione e quindi nel tardo Ottocento, epoca in cui si assiste ad un vero e proprio revival delle confraternite che rinnovarono i loro corredi di preziosi arredi liturgici.</p>
<p>Tuttavia, con il nuovo piano regolatore cittadino del 1889 le sedi degli oratori subirono una nuova migrazione nel tessuto urbano savonese, dovuta alla ristrutturazione edilizia operata dai "picconi demolitori" ottocenteschi, che inglob&ograve; alcuni oratori in isolati di civile abitazione, mentre altri dovettero trasferirsi in edifici religiosi preesistenti.</p>
<p>Oltre alla commissione delle pi&ugrave; note e prestigiose opere d'arte che li abbellirono nel corso dei secoli, &egrave; da segnalare infine presso i nostri oratori la realizzazione nell'Ottocento di alcune immagini a stampa celebrative da distribuire ai fedeli, in sostituzione delle tradizionali fugacce con l'effigie dei Santi patroni: La Madonna di Misericordia a N. S. di Castello, (incisione del Gismondi da una copia piolesca di G.Rastellino), S.Giovanni Evangelista nel deserto (incisa a bulino nel 1828 da Daniele Del Re e Giuseppe Piaggio da un originale di Guido Reni) e la pi&ugrave; tarda e accademica effigie del Cristo Risorto.</p>
<h2>Le confraternite di Savona</h2>
<h3>Confraternita di Nostra Signora di Castello</h3>
<p>L'Oratorio, edificato nel 1260 accanto alla antica cattedrale nel quartiere degli edifici sacri sul Priam&agrave;r, fu il primo ad essere ricostruito nel 1544 accanto al complesso francescano, presso cui si trasferirono le sedi di altre casacce savonesi; nel corso del '600 esso accolse il polittico rinascimentale del pittore Vincenzo Foppa (Brescia, 1427-1515), terminato da Ludovico Brea (Nizza, 1450- 1523), quale prestigiosa vestigia dell'antico duomo di S. Maria, per cui era stato commissionato dal futuro papa Giulio II, raffigurato presso il trono della Vergine tra i SS. Giovanni Battista ed Evangelista, mentre nei registri superiori sono figure di Evangelisti e di Dottori della Chiesa.
<br />L'interno dell'edificio, ristrutturato nel 1775, veniva decorato dai delicati stucchi rococ&ograve; di Giuseppe Petonti, che raccordavano i busti dei due papi rovereschi e i dipinti con episodi della vita di Maria, tra cui L'adorazione dei pastori, una copia della Piet&agrave; di Valerio Castello, L'Assunzione donata da un confratello e La Madonna di Savona con due committenti, mentre la miracolosa apparizione della Mater Misericordiae veniva effigiata nella tela attribuita al Brusco, collocata sulla tribuna della controfacciata, nonch&egrave; nelle pregevoli mazze pastorali in argento di L. Canepa (1814) e in legno dipinto del Brilla e del Runngaldier (1920).
<br />Durante la ristrutturazione edilizia ottocentesca l'edificio fu inglobato nel fabbricato prospiciente l'attuale Via Manzoni.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Via Manzoni</p>
<h4>Le casse</h4>
<h5>Cristo morto in croce</h5>
<p>Risale alla met&agrave; del XVI secolo ed &egrave; probabilmente di scuola romana</p>
<h5>La Piet&agrave;</h5>
<p>Di Stefano Murialdo detto "il Crocetto" (1776-1838), realizzata nel 1833</p>
<h5>Deposizione dalla croce</h5>
<p>Datata 1795, realizzata dal savonese Filippo Martinengo. Il suo peso &egrave; di circa 16 quintali</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Blu con risvolti bianchi</p>
<h3>Confraternita dei SS. Giovanni Battista Evangelista e Petronilla</h3>
<p>L'oratorio delle confraternite dei S.Giovanni Battista ed Evangelista, che risultano gi&agrave; unite sul Priam&agrave;r nel 1526, e a cui si colleg&ograve; in seguito il culto di Santa Petronilla, fu riedificato in piano nel 1546 accanto al complesso francescano, tra via Scarzeria e Borgo Ratto, dove si andavano ricostruendo in quegli anni alcuni degli oratori demoliti sul Priam&agrave;r.
<br />Bruciato in un incendio nel 1650 fu riedificato e nel '700 furono acquisiti i gruppi scultorei maraglianeschi e del Pastelica.
<br />Espropriato nel 1887 e demolito, esso venne ricostruito nel 1888 sotto la direzione di G.Cortese e N..Campora, rispettandone le strutture originarie onde potervi ospitare le numerose opere d'arte, nell'isolato prospiciente l'attuale via Guidobono.
<br />Dei grandi cicli pittorici celebrativi con le storie dei santi titolari eseguiti nel '700, spiccano le 10 tele ovali con Episodi della vita del Battista, eseguite verso la met&agrave; del secolo da Giovanni Agostino Ratti (Savona, 1699-1737), unendo la correttezza marattesca romana alla tradizione narrativa ligure, assieme a due altri dipinti con S. Giovanni Evangelista e Santa Petronilla, mentre l'ancona dell'altar maggiore di Paolo Gerolamo Brusco (1742- 1820) ritrae La gloria di S.Giovanni Battista e la discesa di Cristo al Limbo (1807).
<br />Per la facciata lo scultore Antonio Brilla esegu&igrave; le statue dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Via Guidobono</p>
<h4>Le casse</h4>
<h5>La Promessa del Redentore</h5>
<p>Detta anche "Adamo ed Eva" del savonese Filippo Martinengo, &egrave; datata 1777</p>
<h5>Ges&ugrave; legato al palo</h5>
<p>Realizzata nel 1728 dal Maragliano, &egrave; di scuola genovese</p>
<h5>Ges&ugrave; nell'orto</h5>
<p>Datata 1728</p>
<h5>Cristo spirante</h5>
<p>Realizzata tra il 1727 e il 1738 dal Maragliano</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Bianche con nastri rossi</p>
<h3>Confraternita di S. Domenico e Cristo Risorto</h3>
<p>L'antico oratorio di S. Domenico, edificato verso la fine del Duecento sul Priam&agrave;r e a cui vennero aggregate le Casacce di S. Maria Maddalena e dell'Annunziata, dopo la ricostruzione sul colle di Monticello tra il 1547 e il 1568 assumeva la nuova intitolazione al Cristo Risorto, dopo l'acquisizione della statua taumaturgica.
<br />Dopo la demolizione dell'edificio, esso si trasferiva, dal 1908, nella seicentesca chiesa della SS. Annunciata, gi&agrave; delle monache agostiniane, ornata dal ricco apparato barocco del presbiterio, opera di Filippo e Domenico Parodi e di Stefano Robatto, autori della fastosa macchina dell'altare marmoreo, illusionisticamente prolungata dalla gloria d'angeli dipinta da Stefano Robatto, in cui si inseriva la venerata statua del Cristo di Pasqua, al posto della tela ovale con l'Annunciazione di Domenico Parodi; nella controfacciata, al di sotto della cantoria barocca che ospita l'organo del torinese Conconi, veniva inoltre collocato il coro ligneo, opera di un artista nordico rinascimentale, acquisito dall'antica cattedrale.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Via Pia</p>
<h4>Le casse</h4>
<h5>L'Annunciazione</h5>
<p>Del genovese Anton Maria Maragliano (1664-1739), &egrave; stata realizzata nel 1722</p>
<h5>La deposizione nel Sepolcro</h5>
<p>Realizzata dal savonese Antonio Brilla (1813-1891) ed eseguita nel 1866. Si tratta della cassa pi&ugrave; pesante della processione: 17 quintali (ben 24 uomini servono per trasportarla)</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Bianche con nastri bianchi</p>
<h3>Confraternita dei SS. Pietro e Caterina</h3>
<p>Nel 1260 la domus di S. Caterina risulta fornita sul Priam&agrave;r di una sede autonoma, unita quindi alla domus Sancti Petri.
<br />La sede fu trasferita al piano nel 1544 nella contrada di Scarzeria presso l'Ospedale dei Calegari intitolato ai SS. Crispino e Crispiniano, vicino al quale sorgevano gli Oratori di S. Giovanni Battista e della SS.Trinit&agrave;, e nel corso del Seicento acquis&igrave; le casse con La flagellazione e Ges&ugrave; e il Cireneo, e la copia dipinta della santa Sindone nel 1653. Dopo la demolizione, avvenuta nel 1724, nel 1729 fu costruito il nuovo oratorio, decorato dai cicli pittorici con le Storie dei santi titolari dei pittori savonesi Carlo Giuseppe Ratti, Paolo Gerolamo Brusco e Giuseppe Bozzano.
<br />Demolito l'oratorio nel 1882, la confraternita veniva quindi ospitata nella Chiesa della SS. Concezione, edificata su pianta a matrice ellittica su progetto di Gio Antonio Ricca dal 1761 al 1763.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Via dei Mille</p>
<h4>Le casse</h4>
<h5>La flagellazione</h5>
<h5>Cristo cade sotto la croce</h5>
<p>Giunte da Napoli nel 1623 sono molto arcaiche e statiche nella composizione</p>
<h5>Ecce Homo</h5>
<p>E' la cassa pi&ugrave; recente. Realizzata nel 1978 dalla scultrice savonese Renata Cuneo in sostituzione di una cassa seicentesca di identico soggetto (opera dello scultore genovese Gio Andrea Torre) andata perduta durante il secondo conflitto mondiale</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Bianche con nastri blu</p>
<h3>Arciconfraternita della SS. Trinit&agrave;</h3>
<p>Ubicato sul Priam&agrave;r gi&agrave; nel 1530, dopo il 1544 l'oratorio trasfer&igrave; la sua sede di fronte alla chiesa di S. Francesco, poi abbandonata per la costruzione dell'abside dell'attuale cattedrale, quindi, a partire dal 1589, in quella di S. Giuliano dei Lanieri nella contrada dei Cassari.
<br />Nel 1678 veniva commissionata la cassa processionale con L'Ecce Homo di Gio Andrea Torre.
<br />Espropriata la sede in seguito al nuovo piano regolatore nel 1872, l'oratorio fu successivamente trasferito nella Chiesa di S. Croce dei Serviti e quindi in quella di S. Filippo Neri degli Scolopi, costruita nel 1663 e demolita dopo l'ultima guerra. Dopo essere stati ospitat&igrave; presso il Cristo Risorto, attualmente i confratelli si riuniscono, dal 1995, presso la Chiesa di S. Rita in Piazza della Consolazione.
<br />Il privilegio di fregiarsi del colore purpureo deriva dall'aggregazione, fin dal 1550, all'omonima arciconfraternita di Roma.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Piazza della Consolazione</p>
<h4>La cassa</h4>
<h5>L'Addolorata</h5>
<p>Realizzata da Filippo Martinengo all fine del Settecento</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Rosse con risvolti bianchi</p>
<h3>Confraternita dei SS. Agostino e Monica</h3>
<p>Dal 1539 la confraternita di S. Agostino si era costituita sul Priam&agrave;r. Dopo la demolizione della primitiva sede, i confratelli si riunirono in una piccola cappella presso la porta della Quarda, dove probabilmente si unirono alla Confraternita di S. Monica.
<br />Nel corso del Settecento fu commissionata la cassa con L'incoronazione di Spine del Maragliano.
<br />Dal 1750 al 1819 la sede fu trasferita nel piccolo Ospizio dei SS. Crispino e Crispiniano e quindi nella seicentesca chiesa dell'ex-convento dello Spirito Santo, espropriata nell'Ottocento.
<br />Dal 1888 quindi la confraternita si riunisce nella quattrocentesca chiesetta di S. Lucia, cara al poeta Gabriello Chiabrera, sua attuale sede.</p>
<h4>Dove si trova</h4>
<p>Via Santa Lucia</p>
<h4>Le casse</h4>
<h5>L'incoronazione di spine</h5>
<p>Realizzata dal Maragliano nel 1710</p>
<h5>Il bacio di Giuda</h5>
<p>E' stata realizzata nel 1926 dallo scultore gardenense Giuseppe Runggaldier</p>
<h4>Colore delle cappe</h4>
<p>Bianche con nastri verdi</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=5</link>
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<pubDate>Mon, 01 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Battaglie napoleoniche</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Valbormida dal 2-/20 al 2-/20<br /><h2>Battaglia di Montenotte</h2>
<p>La battaglia di Montenotte talvolta chiamata anche battaglia di Cosseria fu combattuta tra l'11 e il 12 aprile 1796 tra le truppe Austriache della prima coalizione, comandate dal Generale Jean-Pierre de Beaulieu e quelle francesi dell'Armata d'Italia, comandata dal Generale Napoleone Bonaparte, inviato in Italia dal Direttorio per contrastare la politica antirivoluzionaria e antifrancese degli Asburgo. Dopo un'aspra lotta si concluse con la vittoria dei francesi.</p>
<p>Nel marzo 1796 l'armata francese d'Italia forte "sulla carta" di circa 60.000 uomini di cui solo 37.000 pronti a combattere occupava la riviera ligure da Nizza a Savona con avamposti spinti sino a Sampierdarena.
<br />La Repubblica di Genova, con poche migliaia di armati concentrati nella Capitale e nei forti di Savona e Gavi aveva preferito mantenersi saggiamente neutrale nonostante l'invasione del suo territorio.
<br />I francesi erano contrastati dalle truppe piemontesi del Re di Sardegna e da quelle alleate dell'Imperatore Austriaco che schierava l'Armata di Lombardia.
<br />Le prime, forti di circa 48.000 uomini presidiavano i passi alpini dalla Val d'Aosta sino al Colle di Tenda e la sponda sinistra della valle del Tanaro sino al caposaldo di Ceva spingendosi con alcune unit&agrave; avanzate su Cengio, Millesimo e Cairo.
<br />Le seconde avevano occupato tutti i valichi dell'appennino compresi tra la localit&agrave; di Dego in Val Bormida sino al Passo della Bocchetta, alle spalle di Genova; contavano circa 30.000 uomini la maggior parte dei quali ancora acquartierati negli accampamenti invernali di Acqui, Alessandria e Pavia.</p>
<p>La strategia dal generale Scherer in quattro mesi di inattivit&agrave;, prevedeva l'avanzata della divisione del generale Mass&eacute;na (15.000 uomini) lungo la strada costiera in direzione di Genova in previsione di un movimento a seguire di tutta l'armata. Questa mossa esponeva, pericolosamente, il fianco al nemico che, se sceso dalle valli, avrebbe potuto spezzare facilmente lo schieramento francese.</p>
<p>Quando raggiunse Albenga in data 3 aprile 1796, il generale Buonaparte cancell&ograve; la strategia di Scherer ed ordin&ograve; alle truppe gi&agrave; in movimento tra Savona e Sampierdarena di ripiegare in fretta su Savona.</p>
<h3>Le fasi della battaglia</h3>
<p>Montenotte era allora una piccola comunit&agrave; agricola, territorio del Regno di Sardegna situato giusto al confine con la Repubblica di Genova ed a soli 13 chilometri da Savona. Era costituita da un nucleo abitato centrale costituito da tre case ed una cappella rurale, gi&agrave; antico "rastrello" daziario e, soprattutto, da numerose imponenti masserie sparse nei boschi circostanti.</p>
<p>Era la prima stazione di tappa sulla strada da Savona verso le Langhe ed anche un nodo viario importante perch&eacute; collegava la Serenissima Repubblica sia con i paesi della Valle Bormida, sia con quelli della Valle del Valla sia con quelli della Valle dell'Erro.
<br />Gi&agrave; nel 1747 durante le operazioni militari della Guerra di successione austriaca, il luogo fu presidiato da truppe Piemontesi, Spagnole ed Austriache; assai probabilmente fu in questo periodo che venne realizzato la ridotta del Castellazzo/Bric Tesoro ancora oggi ben visibile all'interno del Parco dell'Adelasia e le due note ridotte di Monte Negino nonch&eacute; una strada cannoniera che dalla Val Bormida consentiva il transito di cannoni pesanti per l'assedio di Savona.</p>
<p>Inoltre che Montenotte tra maggio e giugno del 1795 fu occupata stabilmente dalle truppe Imperiali che vi transitarono anche nel novembre dello stesso anno ritirandosi in Lombardia a seguito della sconfitta di Loano.</p>
<p>Il 7 aprile ad Alessandria, dove aveva sede il comando supremo imperiale, il comandante in capo austriaco Barone di Beaulieu si decise a muovere l'offensiva contro i francesi: il piano prevedeva l'avanzata dell'Armata di Lombardia verso la costa ligure su due colonne di manovra onde prendere il nemico in una classica "tenaglia".
<br />Una prima colonna costituita dalla divisione del Generale Sebottendorf forte di 8000 uomini su 11 battaglioni doveva muovere su due direttrici: da Novi per il Passo dei Giovi su Sampierdarena e da Ovada per il Passo del Turchino su Voltri.
<br />L'obiettivo affidato al Generale Sebottendorf era quello di fermare e respingere l'avanzata francese verso Genova.</p>
<p>La seconda colonna formata dalla divisione del Generale d'Argenteau forte sulla carta di 16.000 uomini muovendo da Sassello Cairo e Dego doveva occupare Savona e sorprendere alle spalle quella che si credeva essere la retroguardia dell'armata nemica.
<br />La divisione d'Argenteau aveva tuttavia due punti deboli.
<br />Il primo era la dispersione territoriale delle unit&agrave; in campo, la maggior parte delle quali erano ancora in marcia da Alessandria e da Acqui verso i tre punti di raccolta: il risultato fu che solo 10 battaglioni (circa 8000 uomini) poterono essere immediatamente impiegati.
<br />Il secondo punto deboleera la fama di pessimo comandante che il Conte Eugenio Alessio Guglielmo Mercy d'Argenteau si era guadagnata in almeno due occasioni recenti.</p>
<p>Il 9 aprile il d'Argenteau, di fronte all'ordine perentorio di avanzare entro il giorno seguente reag&igrave; senza troppa convinzione. Aveva a disposizione solo 10 battaglioni cos&igrave; dislocati: 4 a Sassello (reggimenti IR n. 24 Barone Preiss, IR n. 23 Granduca di Toscana, IR n. 25 Conte Brechainville, e confinario Karlstaadter), 1 a Pareto (reggimento IR n. 19 Barone Allvinczy), 2 tra Mioglia e Giusvalla (1&deg; e 2&deg; battaglione reggimento IR n. 52 Arciduca Antonio), 1 a Dego (reggimento IR n. 50 Conte Stain), 1 a Cairo (reggimento IR n. 49 Conte Pellegrini), 1 in viaggio tra Acqui e Pareto (reggimento IR n. 16 Barone Terzy) per un totale come si &egrave; detto di 8000 uomini (circa l'organico &egrave; opportuno precisare che nessuno dei reparti suddetti era a ranghi completi; circa la denominazione delle unit&agrave; queste venivano identificate sia dal numero d'ordine (IR sta per reggimento di fanteria( sia dal nome del cos&igrave; detto proprietario (esponente dell'aristocrazia militare asburgica).</p>
<p>Si trattava di forze oggettivamente insufficienti.</p>
<p>Domenica 10 aprile all'alba, d'Argenteau part&igrave; a cavallo da Pareto, ove aveva posto il suo comando tappa, e mosse con pochi uomini di scorta una puntuale ricognizione su Montenotte. Nonostante la nebbia abbondante sui crinali e le foschie di fondovalle rendessero difficile valutare esattamente la situazione, Montenotte in effetti si rivel&ograve; una facile preda, presidiata com'era da scarse truppe nemiche.</p>
<p>Alle 3 di mattina del giorno seguente 11 aprile i battaglioni Imperiali appostati a Cairo e Dego (al comando del subalterno generale Ruccavina) e Pareto, Giusvalla e Sassello ricevettero l'ordine di mettersi in marcia verso il loro destino.</p>
<p>Le truppe di Sassello, prive del loro comandante di brigata Generale Liptay, assente per malattia, non superarono il Passo del Giovo.</p>
<p>Non &egrave; ben chiaro il motivo tattico che spinse le truppe ad indietreggiare: in effetti il passaggio del colle del Giovo (presso la ridotta della Galera) era difeso da 1000 francesi della 14^ mezza brigata provvisoria, la quale gi&agrave; richiesta di rinforzo dal generale Massena era giunta da Albenga precipitosamente solo il giorno precedente.</p>
<p>Gli austriaci (due battaglioni per circa 1500 uomini; gli altri due battaglioni presumibilmente rimasero a Sassello per coprire eventuali aggiramenti nemici dalla parte del Monte Beigua) tornarono inspiegabilmente indietro senza riuscire a ricongiungersi con il d'Argenteau. <br />Questo dubbio episodio sar&agrave; una delle tante cause della sconfitta. Schieramento delle unit&agrave; francesi della divisione Massena al 10 aprile.</p>
<p>In ritirata lungo la costa tra Varazze e Voltri erano le due mezze brigate di linea 70^ e 99^ forti di circa 4300 uomini al comando del Generale Cervoni incalzate dalla colonna austriaca del Generale Sebottendorf.</p>
<p>Presso il Passo del Giovo in Valle Sansobbia erano appostati 1000 uomini della 14^ mezza brigata provvisoria.</p>
<p>A Montenegino presso Montenotte vi erano 1300 uomini della 1^ mezza brigata leggera. Alla Madonna di Savona vi erano 900 uomini della 21^ mezza brigata in transito verso la Valle del Sansobbia.</p>
<p>Al Colle di Cadibona erano i restanti 2000 uomini della 21^ mezza brigata di linea. A Legino e Quiliano erano accampati 2400 uomini dell'8^ mezza brigata leggera. A Savona dislocati in citt&agrave; e sulle alture vi erano circa 3000 uomini di varie unit&agrave;. Per un totale indicativo di 16000 uomini.</p>
<p>Riunite le sue forze a Montenotte (cinque battaglioni per circa 3700 uomini pi&ugrave; tre compagnie del Corpo franco Giulay per circa 300 uomini) alle ore 12.00, il d'Argenteau si diresse verso Savona incontrando la scarna resistenza dei picchetti francesi in ripiegamento.</p>
<p>La strada tuttavia divent&ograve; difficile a Montenegino localit&agrave; a circa tre chilometri a sud di Montenotte; qui i francesi della 1^ mezza brigata leggera appoggiati dai 900 uomini della 21^ di linea avevano riadattato due vecchie ridotte spagnole che dominavano la posizione.</p>
<p>Il caposaldo situato sul crinale tra le Valli del Sansobbia e del Letimbro era tatticamente molto forte poich&eacute; costringeva l'attaccante ad avanzare su di uno stretto terreno scoperto (il crinale stesso) con strapiombi ai due lati tali da non consentire un facile aggiramento mentre i difensori erano ben protetti dalle trincee della ridotta.</p>
<p>I francesi erano perfettamente consapevoli di dover lottare contro il tempo; infatti se gli austriaci fossero riusciti a sfondare la posizione entro la sera del giorno 11, la sorte di tutta l'armata sarebbe stata compromessa.</p>
<p>Respinsero strenuamente tre assalti austriaci, l'ultimo dei quali portato da 200 volontari del battaglione reggimento IR n. 19 Barone Allvinczy che si fecero letteralmente massacrare dal piombo francese.</p>
<p>Calata la sera il d'Argenteau, sorpreso dall'imprevista resistenza nemica, invece di sfruttare le tenebre a suo favore prefer&igrave; risparmiare gli uomini e rimand&ograve; l'attacco decisivo all'indomani. Nottetempo giunsero da Dego due cannoni che con la luce del giorno avrebbero dovuto spazzare via le ridotte.</p>
<p>Le truppe si accamparono sotto le stelle e passarono la notte alla merc&eacute; della pioggia con l'arma al braccio.</p>
<p>Il generale sapeva, inoltre, che il suo fianco destro era troppo esposto ad azioni nemiche provenienti da ovest; tuttavia per difenderlo stabil&igrave; solo due avamposti di circa 300 uomini l'uno.</p>
<p>Le staffette mandate in cerca dei battaglioni di Sassello non tornarono. Il resto della divisione era distante molte ore di marcia.</p>
<p>A notte fatta giunse da Pareto il battaglione Terzy con i suoi 800 uomini stanchissimi che subito furono inviati a presidiare la grande ridotta del Castellazzo/Bric Tesoro.</p>
<p>Nella notte tra il giorno 11 e 12 aprile 4000 uomini della brigata del Generale Cervoni ripiegarono in poche ore da Voltri a Savona.</p>
<p>Appena il tempo di lasciarsi cadere addormentati per le vie della citt&agrave; che subito furono inviati al Santuario della Madonna insieme con le altre unit&agrave; del presidio.</p>
<p>Nello stesso momento altre truppe salite a lanterne spente da Quiliano e Legino su Cadibona raggiunsero Altare e da li si diressero verso Montenotte.</p>
<p>L'alba del 12 aprile svel&ograve; agli occhi dei 1200 ungheresi del Reggimento Arciduca Antonio oltre 7000 francesi sui pendii di Montenegino.</p>
<p>Contemporaneamente altri 4500 francesi guidati dal Generale Massena assaltarono alla baionetta il fianco destro austriaco e facendo letteralmente scappare a gambe levate tutte le scarse truppe che incontrarono compreso il battaglione Terzy sul Monte Castellazzo.</p>
<p>Il rapporto di forze fu completamento ribaltato a favore francese: 11500 contro 4800. D'Argenteau abbozz&ograve; un contrattacco attraversando il vallone di Montenotte alla testa del battaglione Allvinczy ma fu presto costretto a riguadagnare i suoi passi.</p>
<p>Le truppe imperiali tentarono una resistenza sulle pendici di Monte San Giorgio ma furono costrette a ripiegare prima a scaglioni e poi disordinatamente lungo la strada di fondovalle. Una compagnia del reggimento IR n. 52 Arciduca Antonio (l'ultima dello schieramento) fu presa prigioniera presso la localit&agrave; Naso di Gatto; l'ultima compagnia del battaglione reggimento IR n. 19 Barone Allvinczy rimasto di retroguardia, fu presa prigioniera presso la localit&agrave; C&agrave; dell'Isola. Le restanti compagnie del battaglione dovettero aprirsi la strada combattendo presso il ponte sull'Erro in localit&agrave; Ferriera perdendovi la bandiera.</p>
<p>I resti dei battaglioni Pellegrini e Stain ripararono a Dego; D'Argenteau rientr&ograve; a Pareto con i resti del battaglione Allvinczy e Terzy; i battaglioni Arciduca Antonio ridotti a 500 uomini si ritrovarono a Mioglia; molti dei dispersi, come succede dopo una sconfitta, si diedero alla fuga in tutte le direzioni. Alcuni riuscirono a raggiungere la costa a Cogoleto riunendosi con le truppe imperiali a Voltri.</p>
<p>Alle nove del mattino la battaglia era finita; sappiamo che i francesi spogliarono i caduti di entrambe le parti per recuperare le armi e qualsiasi altra cosa utile; i contadini di Montenotte andarono con le loro carrette trainate dai buoi a recuperare i corpi dei caduti per gettarli nella fossa comune.</p>
<p>Nei rapporti di stato maggiore gli austriaci lamentarono 166 morti (di cui 4 ufficiali) 114 feriti (di cui 6 ufficiali) e 416 dispersi (fra cui 7 ufficiali) probabilmente i catturati. I rapporti francesi non hanno la stessa attendibilit&agrave;; tuttavia &egrave; ragionevole pensare che i loro caduti e feriti non abbiano superato il numero di un centinaio.</p>
<h2>Battaglia di Millesimo</h2>
<p>La battaglia di Millesimo fu combattuta tra il 13 e il 14 aprile 1796 tra le truppe Austriache della prima coalizione, comandate dal Generale Jean-Pierre de Beaulieu, le truppe del Regno di Piemonte e Sardegna, contro quelle francesi dell'Armata d'Italia comandata dal generale Napoleone Bonaparte, inviato in Italia dal Direttorio per contrastare la politica antirivoluzionaria e antifrancese degli Asburgo e fece seguito alla battaglia di Montenotte.</p>
<p>La battaglia riusci a dividere gli schieramenti di austriaci e i piemontesi indebolendone cos&igrave; le forze e la capacit&agrave; bellica.</p>
<h2>Battaglia di Dego</h2>
<p>La battaglia di Dego fu combattuta tra il 14 e il 15 aprile 1796 tra le truppe francesi dell'Armata d'Italia comandata dal Generale Napoleone Bonaparte, inviato in Italia dal Direttorio per contrastare la politica antirivoluzionaria e antifrancese degli Asburgo, contro ci&ograve; che rimaneva delle truppe austriache e del Regno di Piemonte e Sardegna, gi&agrave; sconfitte nelle due precedenti battaglie di Montenotte e Millesimo.</p>
<p>A causa della sconfitta gli austriaci furono costretti a ritirarsi verso la Lombardia, ma Bonaparte invece di inseguirli come desiderava il Direttorio, prefer&igrave; finire ci&ograve; che restava dell'esercito sabaudo.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=9</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Van Gogh e il viaggio di Gauguin</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 1-/20 al 2-/20<br />Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? L'interrogativo che Gauguin pone come titolo ad una delle sue opere più celebri è al centro della mostra allestita a Palazzo Ducale da sabato 12 novembre a domenica 15 aprile 2012, Van Gogh e il viaggio di Gauguin a cura di Marco Goldin.

Proprio la gigantesca tela dipinta dal pittore francese (quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza) è la grande protagonista dell'esposizione, con un'intera sala dedicata, allestita come una grande capanna tahitiana. Su un lato della parete spicca la storia di Gauguin e del dipinto, un vero e proprio 'testamento spirituale', che racconta la storia di un viaggio esotico e al contempo trascendente alla ricerca di una mitica e perduta età dell'oro.

Il tema del viaggio è anche quello che accompagna le opere di Van Gogh, dai paesaggi del Belgio e dell'Olanda alla brillantezza del colore di un quadro come Il seminatore, fino all'Autoritratto al cavaletto emblema di un viaggio alla ricerca del proprio essere. Un viaggio che parte anche dalla piccolezza di una stanza, come quella dova Van Gogh soggiornò ad Arles, ricostruita all'ingresso della mostra. Qui si trova un altro quadro celebre del pittore olandese, morto suicida a 37 anni, le Scarpe. Sono oltre una quarantina le opere di Van Gogh all'interno della mostra, tra cui anche una variante del Campo di grano con corvi, una delle ultime tele dipinte prima della tragica morte, oltre ad una decina di disegni e lettere autografe, mai esposte prima in Italia.

Il viaggio prosegue verso l'ignoto e verso terre da esplorare nella pittura americana di Edwin Churc, Albert Bierstradt, e Winslow Homer, ma anche nell'interiorità, come accade nelle tele di Mark Rothko. Si passa dunque alla pittura europea con Caspar David Friedrich e con William Turner. Se nel primo il viaggio è verso l'infinito, nel secondo la materia e il colore si compongono in un viaggio che sposa la potenza degli elementi.

In esposizione anche due opere di Claude Monet, Ninfee e Lo Stagno delle Ninfee e il ponte giapponese, che raccontano un viaggio verso la luce alla scoperta del colore all'interno del recinto protetto del giardino di Giverny. Il tema del viaggio si declina anche nelle opere di Wassili Kandinsky, dove il viaggio assume una connotazione più prettamente interiore e mentale.

«La mostra è per me un sogno che si realizza» dice Marco Goldin, il curatore, che da circa due anni ha avuto in mente il progetto. «Non è stato semplice far arrivare a Genova tutte queste opere» prosegue «specialmente la tela di Gauguin, che arriva in Italia per la prima volta».

Per il weekend d'inaugurazione (sabato 12 e domenica 13 novembre) sono previsti una serie di spettacoli ed eventi.
Di seguito il programma completo delle iniziative:

Sabato 12 novembre
Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio.
Apertura eccezionale della mostra fino all'una di notte.

ore 18
Omaggio a Sergio Bonelli. Il senso del viaggio e dello spazio nel fumetto da Tex a Zagor. Dialogo a più voci.

ore 19
La carne della luce. Le lettere di Van Gogh. Recital di Gilberto Colla. Al violoncello Piero Salvatori. Contrappunti narrativi sulle opere di Van Gogh di Marco Goldin.

ore 20
Marco Goldin racconta la mostra. Presentazione/spettacolo con inseriti anche due testi teatrali dello stesso Goldin, interpretati da Angelica Leo, Sandro Buzzatti e Gilberto Colla (in ordine di apparizione). Musiche originali eseguite da Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica), Piero Salvatori (violoncello).

ore 22
Officina Zoè in concerto con Baba Sissoko E Mamani Keita. Suoni dal mondo. Musica e viaggio nello spettacolo Taranta nera.

Domenica 13 novembre
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio.

ore 11 e ore 16
La carne della luce. Le lettere di Van Gogh. Recital di Gilberto Colla. Al violoncello Piero Salvatori. Contrappunti narrativi sulle opere di Van Gogh di Marco Goldin.

L'ingresso è libero fino a eventuale esaurimento dei posti nelle sale ed è riservato a chi è in possesso del biglietto d'ingresso alla mostra.]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=670</link>
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<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Battaglia di Fiori</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Ventimiglia dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La Battaglia di Fiori di Ventimiglia affonda le sue radici culturali nelle tradizioni del mondo agricolo, alimentate dai riti delle più antiche feste primaverili dedicate al risveglio della natura.</p>
<p>Alla metà del Settecento, nella Provenza e lungo la Riviera, il Carnevale veniva festeggiato con sfilate di carrozze e carri allegorici infiorati, cortei mascherati e lancio di fiori. Camillo Benso Conte di Cavour, allora luogotenente del Genio, di stanza a Ventimiglia, in una lettera alla nonna scrisse che "il carnevale è molto brillante a Ventimiglia, con lanci di confetti, coriandoli e fiori". Dopo la prima guerra mondiale, le feste dei fiori ripresero a Ventimiglia e Sanremo, che rilanciarono la manifestazione nel 1921.</p>
<p>A Ventimiglia la festa diventò l'odierna Battaglia dei Fiori, con carri allegorici realizzati con fiori a mosaico. Cary Grant, ospite negli anni Sessanta, affermò che la Battaglia era "lo spettacolo più bello del mondo". Uno spettacolo che dura un solo giorno: tanto è lunga la vita dei fiori! Vere opere d'arte sfilano per le vie cittadine: i Carri sono di notevoli dimensioni, con soggetti attinenti al tema dell'anno e curati nei minimi dettagli. Sono completamente ricoperti da corolle di fiori, fissate a mosaico, di grande freschezza e colore. Ad ogni carro hanno lavorato, in gran segreto, gruppi da venti a cinquanta persone, per circa tre mesi.</p>
<p>Si progetta la realizzazione, si costruiscono in ferro struttura del carro e scheletro dei soggetti, si scolpiscono i soggetti. Negli ultimi tre giorni si lavora ininterrottamente: l'opera completa è ricoperta di corolle di fiori, fissate a mosaico una per una! In un metro quadrato di superficie trovano posto circa 1000 garofani, su un carro circa 120 mila fiori. La grande sfilata dei carri nel centro della città si svolge in un clima festoso e di allegra confusione, reso più vivace dalla presenza delle bande folkloristiche che li accompagnano. Durante la festa si scatena una vera e propria lotta... all'ultimo fiore tra il pubblico e i figuranti sui carri! Si gettano e si lanciano reciprocamente centinaia di migliaia di fiori. E' la Battaglia, incruenta e colorata, che lascia sul corso, al termine della giornata, un tappeto di profumate corolle.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=22</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Dialogo nel buio</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 1-/20 al 2-/20<br />«Un'ora che vale un viaggio in un mondo diverso». Con queste parole Edoardo Garrone ha commentato la sua visita a Dialogo nel buio, un percorso interattivo multisensoriale che porta il visitatore in cinque stanze immerse nel buio, con l'aiuto di una guida non vedente. Dopo essere stato inaugurato a Milano, il progetto arriva anche a Genova.

Lo spazio espositivo si trova in piazza Caricamento, di fronte all'Acquario. La struttura misura 260 mq. «A Milano sono stati raggiunti i 500.000 visitatori - dichiara orgoglioso Rodolfo Masto, commissario straordinario dell'Istituto dei ciechi di Milano - aggiungendo all'esperienza della visita guidata anche quella degli happy hour e delle cene al buio, oppure presentazioni di libri». 

I cinque ambienti che si incontrano durante il percorso riproducono quelli della quotidianità: «L'obiettivo non è quello di far vivere l'esperienza di un non vedente - afferma Claudio Cassinelli, presidente dell'Istituto David Chiossone Onlus - I ciechi non vedono la luce, ma neanche il buio. L'obiettivo è quello di far vivere ai ragazzi, nella moderna società delle immagini, un'esperienza nuova, rivalutando così gli altri sensi».

L'inaugurazione dello spazio sarà il prossimo 14 ottobre e sarà visitabile fino al primo luglio 2012. Il percorso, che dura 45 minuti, può essere anche un modo per offrire alle persone non vedenti un nuovo e insolito sbocco professionale. Il progetto può essere quindi uno scambio proficuo fra due mondi diversi, ma che non sono poi così lontani.]]></description>
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<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Miss Muretto</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Alassio dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Miss Muretto &egrave; il tradizionale concorso di bellezza della citt&agrave; di Alassio. Nato un'estate del 1953, nel periodo di ripresa e del boom economico del dopoguerra.</p>
<p>Alassio era gi&agrave; allora il fulcro della mondanit&agrave; internazionale e, tra grandi feste ed estati da favola, nasceva il mito del "Muretto di Alassio", storico luogo di ritrovo che, per una geniale intuizione del pittore Mario Berrino ed Ernst Hemingway, cominciava ad accogliere le piastrelle con le firme dei personaggi pi&ugrave; famosi del mondo.</p>
<p>E' in quell'atmosfera unica ed eccezionale che a ferragosto si incominci&ograve; ad eleggere la ragazza pi&ugrave; bella dell'estate.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Palio del Golfo</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A La Spezia dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il Palio del Golfo &egrave; una disfida remiera che viene disputata ogni anno, la prima domenica di Agosto, nel mare del Golfo della Spezia. Il Palio rientra nell'ambito della Festa del Mare, e vi partecipano le imbarcazioni delle tredici borgate marinare che si affacciano sul Golfo dei Poeti.</p>
<p>Il venerd&igrave; sera antecedente la disputa delle gare, tutte la borgate, sotto l'egida del Comitato delle Borgate, sfilano per le strade della Spezia. Ogni borgata sceglie un tema, stabilito dal presidente o da appositi incaricati, che pu&ograve; essere relativo al quartiere o alla citt&agrave; intera. Con l'aiuto dei tifosi, la Borgata realizza i vestiti, costruisce carri e inventa le coreogafie. Il venerdì sera tutte le borgate sfilano per le vie del centro citt&agrave; (il percorso solitamente prevede la sfilata in Corso Cavour, via Chiodo ed arrivo in piazza Europa), presentando i loro temi, che vengono giudicati da una giuria composta da tredici giurati (ognuno in rappresentanza di una delle tredici borgate). Il luned&igrave; successivo la gara, in Piazza Europa viene effettuata la premiazione, sia della sfilata che del palio propriamente detto.</p>
<p>La gara ha luogo all'interno della diga foranea nel Golfo della Spezia, nello specchio d'acqua immediatamente antistante il capoluogo, compreso tra il molo Italia e la passeggiata Morin. Le imbarcazioni, i cui equipaggi sono composti da quattro vogatori ed un timoniere, percorrono un totale di due chilometri, girando cos&igrave; per tre volte le boe che delimitano il percorso di gara, in un tempo di poco superiore ai dieci minuti.</p>
<p>Il Palio del Golfo &egrave; una competizione che in una sola sfida raccoglie e completa l'intera stagione del canottaggio spezzino. Oltre alla tradizionale categoria Seniores, a partire dal 1964 &egrave; stato istituito il Palio anche per la categoria Juniores, con l'intento di dare spazi ai giovani vogatori delle Borgate, riuscendo cos&igrave; a creare un vivaio di vogatori per gli armi Seniores. Dal 1995, infine, si disputa anche il Palio Categoria Unica Femminile.</p>
<p>Il palio venne disputato per la prima volta nel 1925, allorquando le localit&agrave; rivierasche del Golfo si sfidarono in una gara rematoria fatta con imbarcazioni usate normalmente per la pesca in mare. Secondo le cronache dell'epoca, tuttavia, pare che gi&agrave; nel 1878 si fosse svolta una simile manifestazione in occasione del varo della Regia Nave Dandolo.</p>
<p>Volendo guardare indietro nel tempo alle origini della disfida, la tradizionale regata altro non era che una sfida tra gli equipaggi delle barche cariche di pesce o mitili (detti anche muscoli, in dialetto locale).</p>
<p>Non si trattava quindi di una vera e propria gara a carattere sportivo, ma una sorta di competizione commerciale: chi fosse rientrato per primo in porto avrebbe presumibilmente ottenuto maggiori ricavi rispetto alle altre imbarcazioni. Fu solo dal 1934 in poi che si cominciarono ad utilizzare scafi appositamente pensati e realizzati in funzione della gara, in sostituzione delle tradizionali imbarcazioni usate per la pesca.</p>
<h2>Il palio</h2>
<p>Il palio vero e proprio &egrave; costituito da un stendardo realizzato dal maestro Angelo Prini. Su un lato esso raffigura un cartiglio con la scritta "Palio del Golfo" e nella parte sottostante gli stemmi araldici dei tre comuni che, insieme alle loro frazioni, si affacciano sul golfo: Lerici, la Spezia e Portovenere. Sull'altro lato invece &egrave; raffigurato San Venerio, patrono del Golfo. Al termine della gara lo stendardo viene consegnato alla borgata vincitrice, che ha il diritto di conservarlo per un anno nella propria sede.</p>
<h3>Le borgate</h3>
<p>Le borgate che partecipano al Palio sono tredici.
<br />Ad ognuna di esse &egrave; assegnato un numero fisso, che appare sullo scafo dell'imbarcazione. Le borgate attuali, partendo dall'estremit&agrave; Ovest per arrivare alla estremit&agrave; Est del Golfo, sono:</p>
<p>01. Portovenere
<br />02. Le Grazie
<br />03. Fezzano
<br />04. Cadimare
<br />05. C.R.D.D. - La Spezia (Circolo ricreativo dipendenti difesa)
<br />06. Canaletto
<br />07. Fossamastra
<br />08. Muggiano
<br />09. San Terenzo
<br />10. Lerici
<br />11. Tellaro
<br />12. Venere Azzurra
<br />13. Marola</p>
<h2>Festa del Mare</h2>
<p>Il Palio del Golfo &egrave; l'evento principale della Festa del Mare, una manifestazione che si tiene alla Spezia per celebrare lo stretto rapporto tra la citt&agrave; e l'elemento ambientale pi&ugrave; vicino ad essa.</p>
<p>Il protocollo della Festa del Mare prevede anche, oltre l'evento sportivo del Palio, una manifestazione allegorica a tema, alla quale tutte le borgate partecipano sfilando in maschera per le vie del centro cittadino della Spezia, solitamente il giorno che precede la disfida remiera.</p>
<p>Prima della gara c'&egrave; il tradizionale lancio dei paracadutisti acrobatici del reparto COM.SUB.IN. della Marina Militare e la commemorazione dei caduti del mare, con il lancio di una corona di fiori nelle acque del Golfo. <br />Il suggestivo momento &egrave; suggellato dal suono del "silenzio", eseguito dal trombettiere della Marina, seguito dal saluto di tutte le imbarcazioni presenti nel Golfo con suoni di tromba.</p>
<p>La sera della gara, infine, la festa si conclude con uno spettacolo pirotecnico, particolarmente godibile dalle colline circostanti il Golfo.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Festa dei Gumbi</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Toirano dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La Festa dei Gumbi di Toirano &egrave; itinerario gastronomico con piatti tipici nelle cantine del centro storico. Nel borgo medievale, nei quattro giorni di festa, a partire dalle prime ore serali si svolge la mostra mercato dei prodotti agricoli e artigianali e la Festa dei frantoi.</p>
<p>Per l'ora di cena e sino alla chiusura, su un percorso che si snoda tra le vie del centro storico di Toirano, si possono degustare le specialit&agrave; locali servite dalle tre cucine del posto (Braia, Marchese e Giaire) o dagli innumerevoli punti sparsi nel paese.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Torta dei Fieschi</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Lavagna dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La Torta dei Fieschi &egrave; una manifestazione storica tenuta a Lavagna, in provincia di Genova, il 14 Agosto di ogni anno. Questa festa rievoca il matrimonio, avvenuto nel 1230, tra il conte Opizzo Fiesco e la nobildonna senese Bianca de' Bianchi, e comprende una sontuosa sfilata in costume per le strade della citt&agrave; sino ad arrivare in piazza Vittorio Veneto, ai piedi della Torre Fieschi, dove avviene il taglio della mastodontica torta che, secondo la tradizione, i due sposi avrebbero donato alla popolazione per festeggiare l'unione tra i loro due casati.</p><p>La storicit&agrave; di questo avvenimento non &egrave; stata accertata. Le cronache dell'epoca parlano infatti di un matrimonio e di una grande torta, ma non si sa per certo quale membri della famiglia fossero gli sposi, mentre il nome della contessa Bianca de' Bianchi &egrave; forse stato inventato da Yvon Palazzolo nel 1949.</p><p>La prima rievocazione storica del matrimonio dei Fieschi data il 1949, da un'idea di Yvon Palazzolo, appassionato studioso della storia e del folklore locale. Dal suo impegno nascono, circa un anno pi&ugrave; tardi, i Sestieri di Lavagna, gruppi storici ispirati alle antiche suddivisioni della citt&agrave;: il Sestiere del Borgo, il Sestiere di Cavi, il Sestiere della Scafa, il Sestiere di Ripamare, il Sestiere della Moggia e il Sestiere di San Salvatore.</p><p>Il lavoro di Yvon Palazzolo permette di reperire le prime informazioni sulla figura di Opizzo Fiesco e di costituire il primo corteo storico, che verr&agrave; successivamente perfezionato e limato dei dettagli pi&ugrave; anacronistici: dalla sua matita scaturiranno inoltre gli stemmi per i sei Sestieri, tutt'ora conservati nelle odierne rievocazioni. I riferimenti agli antichi possedimenti dei Fieschi verranno riportati sul proclama di matrimonio, vergato dalla penna della poetessa e scrittrice Elena Bono.</p><p>Verso la fine degli anni Sessanta, la guida del gruppo storico viene assunta dal professor Emilio Albino. Sotto la sua guida, e grazie alla collaborazione delle centinaia di volontari della citt&agrave; di Lavagna e dei dintorni, i Sestieri di Lavagna guadagneranno la fama nazionale ed internazionale, con ripetute apparizioni nelle trasmissioni della Rai e con le numerose partecipazione alle sfilate del Columbus Day di New York, a partire dal cinquecentenario del 1992, in onore della collaborazione tra la famiglia Fieschi e Cristoforo Colombo durante gli anni della scoperta dell'America.</p><p>La sera precedente alla Torta dei Fieschi, il 13 Agosto, si tiene un'altra celebrazione sul sagrato della Basilica dei Fieschi, nel borgo di San Salvatore di Cogorno: l'Addio do Fantin ("addio al celibato" in lingua ligure), che ricorda il sontuoso banchetto avvenuto prima delle nozze in onore del conte Opizzo Fiesco. I festeggiamenti prevedono l'esibizione di danzatori, duellanti e sbandieratori, con l'omaggio degli arcieri e scene di teatro d'epoca mentre il corteo storico banchetta in stile medievale davanti alla facciata della chiesa duecentesca.</p><h2>La Torta dei Fieschi</h2><p>La festa della Torta dei Fieschi prevede l'elezione, ogni anno, di due cittadini di Lavagna scelti per impersonare rispettivamente il conte Opizzo Fiesco e la contessa Bianca de' Bianchi. La manifestazione comincia, la sera del 14 Agosto, con la rievocazione del matrimonio tra i due nobili davanti alla basilica di santo Stefano: da qui, un nutrito corteo storico in costume, che conta ogni anno pi&ugrave; di un centinaio di partecipanti, sfila assieme ai due sposini per le strade della citt&agrave;, accompagnato da cavalieri e soldati in armatura, giullari e sbandieratori.
Panoramica aerea della citt&agrave; durante la festa.</p><p>La tappa finale del corteo &egrave; piazza Vittorio Veneto, nella quale viene eretto per l'occasione un palcoscenico completo di una ricostruzione della Torre Fieschi, antica fortificazione militare oggi inglobata nel tessuto urbano di via Roma. Davanti al palcoscenico si trova la gigantesca torta, un dolce di tredici quintali confezionato ogni anno dai migliori pasticceri di Lavagna, coperta da un lungo drappo di stoffa: in realt&agrave;, la "torta" non &egrave; un dolce unico, ma un gran numero di tranci di dolce confezionati singolarmente per motivi pratici e igienici, racchiusi in un contenitore a forma di torta, alto parecchi metri. Dopo la lettura dell'antico proclama di matrimonio, la contessa Bianca taglia la fune che regge il drappo, scoprendo alla vista di tutti la Torta dei Fieschi.</p><p>Comincia cos&igrave; la festa vera e propria, che coinvolge la popolazione sia come spettatori sia direttamente in prima persona. Mentre infatti sul palcoscenico si esibiscono i gruppi di danzatori, duellanti e sbandieratori in onore del matrimonio dei Fieschi, il pubblico viene coinvolto in un gioco che consiste nell'acquistare biglietti di carta rosa o azzurra con su scritti nomi di fantasia, e nel cercare tra la folla qualcuno che possieda il biglietto di colore opposto al proprio con lo stesso nome: le coppie che si presentano ai piedi della torta con l'accoppiamento giusto di biglietti vengono infatti premiate con una fetta a testa del gigantesco dolce. La torta viene poi venduta per giorni nelle pasticcerie cittadine.</p><p>La Torta dei Fieschi coinvolge ogni anno gruppi storici provenienti da citt&agrave; sempre diverse, dalla Toscana e dal Piemonte. Le celebrazioni vanno avanti fino a tarda sera, concludendosi poi con il ritorno del corteo alla Basilica di Santo Stefano, ed il pubblico che assiste alla manifestazione non scende ormai da anni sotto le quindicimila persone.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Tradizionale posa a mare dei lumini</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Una tradizione molto sentita in tutta la Riviera. Nel periodo estivo &egrave; tipico abbandonare sul mare calmo migliaia di lumini di cera accesi per creare la sensazione di un vasto incendio sul mare.
<br />Particolarmente estesa e spettacolare l'illuminazione del mare che avviene la notte del 14 Agosto a Savona. Visibile completamente sia dalla Fortezza del Priamar sia dalle alture circostanti.
<br />Orario: 22:30.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Sagralea</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Salea d'Albenga dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>E' la rassegna del vino Pigato che si svolge ogni anni in estate a Salea d'Albenga.</p>
<p>Nati nel lontano 1968 per volont&agrave; del parroco di Salea che lanci&oacute; la proposta di una manifestazione volta a valorizzare il famoso vino locale e dei prodotti tipici della zona.</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Regata storica dei Rioni</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Noli dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il tradizionale palio delle contrade medievali dell'antica repubblica marinara di Noli &egrave; l'evento che caratterizza il piccolo borgo ligure, nella seconda domenica di Settembre.</p>
<p>Dopo la sfilata del corteo storico per le vie del paese le quattro contrade nolesi si sfidano sullo specchio d'acqua antistante Noli.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=7</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Festival della Mente</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Sarzana dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il Festival della Mente &egrave; il primo festival europeo dedicato alla creativit&agrave;, una manifestazione culturale, dedicata ai processi creativi dell'uomo, alle idee ed alla messa in scena della creativit&agrave; umana che si svolge, dal 2004, ogni anno i primi tre giorni di settembre, nel borgo medioevale di Sarzana, su iniziativa del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia.</p>
<p>Il festival prevede degli incontri con artisti, scienziati, intellettuali e professionisti di ogni campo della conoscenza e della tecnica, sul tema delle mente e della creativit&agrave;. Generalmente gli incontri sono incentrati su come la creativit&agrave; influenzi le opere o la professione dei relatori, o sui percorsi di ricerca creativa.</p>
<p>Gli incontri avvengo nell'arco dei tre giorni di durata della manifestazione, nel luoghi simbolo del borgo sarzanese, come la Cittadella Firmafede, il Chiostro di S.Francesco, il Teatro Impavidi e Piazza Matteotti.</p>
<p>La particolarit&agrave; della manifestazione risiede nel fatto che molti invitati partecipano portando innanzitutto la loro esperienza intellettuale. Non &egrave; difficile trovare, in quei tre giorni, famosi matematici, illustri filosofi, affermati professionisti, artisti, musicisti, attori, scrittori, al bar di tutti i giorni a discorrere con il pubblico.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=10</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Notte Bianca</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Ancora una notte di sorprese e di bellezza nelle vie e nelle piazze più suggestive della nostra città e nei suoi dintorni, per riscoprire luoghi noti o ammirare spazi sconosciuti, in un'atmosfera notturna e incantata.</p>
<p>Un'occasione per incontrarsi e condividere piacevoli momenti di divertimento e di svago.</p>
<p>Genova resta sveglia una notte intera per offrire ai suoi cittadini e ai visitatori un ampio ventaglio di iniziative artistiche e musicali.</p>
<p>Esibizioni di grandi artisti, concerti di hip hop, rap, e reggae. Ci sarà musica dell'est, musica rock, jazz, leggera e classica ed altro ancora. 
<br />Si esibiranno artisti di strada e gruppi di musica latino-americana. Non mancherà la letteratura, il cinema e il teatro.</p>
<p>Per una notte intera si potrà passeggiare per i "carrugi" fino al porto antico, lungo le antiche "creuze" o fra i superbi palazzi, patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO, accompagnati dall'allegria e dalla piacevolezza della musica, dalla plasticità e dalla grazia della danza, dalle suggestioni della narrazione.</p>
<p><b>Edizione 2011</b></p>
<p>Antonello Venditti in piazza della Vittoria. Edoardo Bennato a De Ferrari. Ornella Vanoni a Sestri Ponente. E discoteca al Porto Antico con Joe T. Vannelli. 
Questi i nomi di punta della Notte Bianca 2011 a Genova, in programma la sera di sabato 10 settembre. Ma in totale sono circa 60 gli spettacoli a cura dei Civ sparsi per tutta la città: tanta musica dal vivo, ma anche dj-set, cabaret, artisti di strada, negozi aperti. 

Il tema dell'evento prosegue sulla scia dello scorso anno: la musica d'autore. Dopo Dalla & De Gregori, Patty Pravo e Niccolò Fabi (protagonisti nel 2010), quest'anno la triade dei big è altrettanto prestigiosa. Certo, si poteva pensare a qualche nome un po' più in voga tra le nuove generazioni (inizialmente si era parlato dei Modà, poi la trattativa era sfumata), ma tutto sommato c'è di che accontentarsi. Soprattutto se consideriamo che la realizzazione della Notte Bianca è stata a rischio fino all'ultimo: «fino a poche settimane fa vagheggiava l'ipotesi di non fare nulla piuttosto che un evento sottotono», rivela Marta Vincenzi. «Ci sono stati enormi problemi nel trovare le risorse economiche» prosegue la sindaca, «ma alla fine ce l'abbiamo fatta grazie all'aiuto e alle idee degli sponsor, che coprono interamente il costo dell'evento: 335 mila Eu, come nel 2010».

Ma veniamo al programma degli eventi. La quinta edizione della Notte Bianca genovese parte da Palazzo Tursi: alle 19.45 è previsto un omaggio a Ground Zero nel decimo anniversario dell'attentato alle torri gemelle. Lisa Galantini legge una poesia inedita di Fernanda Pivano, scritta nei giorni successivi ai tragici fatti di New York. Alle 21.00, sempre a Tursi, altro reading: per l'ultima serata della rassegna Da Caino all'11 settembre, Franca Nuti legge Oriana Fallaci.

Poi arriva la musica. Si parte un po' a sorpresa da Sestri Ponente con il concerto di Ornella Vanoni in piazza Baracca, alle ore 21.00: «avevamo promesso agli abitanti di Sestri, ancora provati dopo i danni dell'alluvione del 4 ottobre scorso, una valorizzazione del territorio», dice Marta Vincenzi. E il centro urbano del ponente genovese è diventato teatro di uno degli appuntamenti principali della Notte Bianca.

Poi, le tradizionali piazze del centro. Alle 22.00 circa parte la musica anche in piazza della Vittoria: sul palco Antonello Venditti, ma anche i genovesi Gnu Quartet e Federico Sirianni.
Il concerto di Edoardo Bennato in piazza De Ferrari comincia invece alle 23.30: prima di lui a scaldare il pubblico ci sono i Buio Pesto, i giovanissimi Ziggy e i Secret Journey, band genovese emigrata a Londra.

Per una notte tutta da ballare, l'appuntamento è al Porto Antico: dalle 22.30 l'area Mandraccio diventa una grande discoteca a cielo aperto con i ritmi house di Joe T. Vannelli, che torna per il secondo anno consecutivo ad animare la Notte Bianca genovese. 

Fin qui, gli eventi di richiamo maggiore. Ma a fare da contorno c'è un ampio programma di spettacoli organizzati da 32 Civ (Centri Integrati di Via) in giro per mezza Genova, da Sampierdarena (dove la Notte Bianca inizia venerdì 9) ai caruggi. Praticamente, un po' ovunque c'è qualcosa: qui il programma completo della Notte Bianca dei Civ.
Tra gli spettacoli musicali segnaliamo in particolare il tributo a De Andrè in piazza Fossatello con Le Quattro Chitarre (ore 20.30-22), i ritmi funky di Bobby Soul in piazza San Bernardo (ore 22.00-01.00), il jazz di Claudio Capurro e la sua Big Borgo Band in via Balbi (ore 21.30-24.00) e il Saint John Gospel Choir in via Cairoli (ore 20.30-23.30).

In piazza Matteotti, tributi a Ligabue e Vasco con le band Oro Nero e La combriccola del Blasco (ore 21.30-24.00). In galleria Mazzini, quartetto d'archi a cura degli studenti del Conservatorio Paganini (ore 20.00-22.30).
Musica dal vivo e degustazione di prodotti tipici in via Luccoli. In piazza Colombo, cabaret con Roby Carletta, Carlo Cicala e Marco Arena (dalle 19.30).
Per i più piccoli, giochi e animazioni in piazza Di Negro (ore 15.00-19.30) e spettacolo di burattini a cura del Teatro della Tosse ai giardini Luzzati (ore 17.00-19.00).

Presso la sede dell'Associazione Music for Peace, in via Balleydier a Sampierdarena, ci si avvicina alla Notte Bianca con Che Notti!: due giorni tra mercatini multietnici, gastronomia, musica live e cabaret (venerdì 9 e sabato 10, ore 14.00-02.00).

Oltre a Joe T. Vannelli, altre discoteche all'aperto sono ai giardini Baltimora con Francesco Farfa (dalle 16.00), in piazza Dante (dalle 19.00) e in largo Dodici Ottobre (dalle 20.00). Sempre al Porto Antico, ma presso l'Arena del Mare, dj-set di musica elettronica con Carola Pisaturo, Massimo Di Lena, Giovanni Verrina e Paolo Driver (venerdì 9 e sabato 10 settembre, dalle 22.30).

In occasione della Notte Bianca è previsto un prolungamento e potenziamento dei mezzi pubblici fino alle 3 di notte. Per chi preferisce spostarsi in auto, è allestito un parcheggio gratuito in piazzale Kennedy da cui partono le navette per il centro.
Diverse zone della città (indicativamente da piazza Tommaseo a via Venti Settembre, oltre a tutto il centro storico) vengono poi chiuse al traffico.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=24</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Salone Nautico Internazionale</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il Salone nautico di Genova &egrave; la principale fiera della nautica da diporto che si tenga in Europa. &egrave; una manifestazione riconosciuta dall'IFBSO, l'International Federation Boat Show Organizers.</p>
<p>Si tiene annualmente nella seconda settimana di ottobre presso la Fiera di Genova.</p>
<p>Nata nel gennaio del 1962 come una piccola esposizione articolata su una superficie espositiva di trentamila metri quadrati, attraverso le successive quarantasei edizioni ha raggiunto la dimensione di 300 mila metri quadrati.</p>
<p>Dal 1966 il Salone nautico di Genova &egrave; organizzato in collaborazione con UCINA (Unione cantieri industrie nautiche e affini) che &egrave; anche patrocinatore della manifestazione. Il 2 aprile 2007 &egrave; stato siglato un accordo fra la Fiera di Genova e UCINA che garantisce lo svolgimento delle prossime sei edizioni del salone a Genova.</p>
<h2>Raggiungere la Fiera di Genova</h2>
<h3>Auto</h3>
<h4>A12</h4>
<p>Uscita al casello autostradale Genova-Nervi o in alternativa a quello di Genova Est, e quindi seguire le indicazioni "Fiera".</p>
<h4>A10 - A7 - A26</h4>
<p>Uscita al casello di Genova-Ovest. Da qui ci si immette sulla Sopraelevata che conduce direttamente al quartiere fieristico.</p>
<h4>Parcheggi</h4>
<p>Piazza della Vittoria
<br />Piazza Paolo da Novi
<br />P.le Kennedy, P.le Luther King e P.le Vittorio Veneto
<br />Riparazioni Navali (area Fiera)
<br />Autopark Piccapietra
<br />Park Vittoria
<br />Lambruschini Park
<br />City Park</p>
<h3>Aereo</h3>
<p>L'aeroporto "C. Colombo" dista dalla Fiera circa 8 km.
<br />Il servizio di bus navetta della linea 100 "Volabus" collega l'aeroporto alla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe.</p>
<p>Servizi di bus navetta raggiungono gli aeroporti di Milano Malpensa e Nizza.</p> 
<h3>Treno</h3>
<p>La stazione pi&ugrave; vicina alla Fiera &egrave; Genova Brignole, circa 1 km.</p>
<h3>Mezzi pubblici</h3>
<p>Autobus dalla stazione di Genova Brignole: linee 31 e 10.
<br />Autobus dalla stazione di Genova Piazza Principe: linea 20 e servizio navetta.</p>
<h3>Battello</h3>
<p>Un servizio di trasporto in battello collega durante le manifestazioni pi&ugrave; importanti l' area Porto antico e il quartiere fieristico.
<br />I battelli partono dalla banchina dell'Acquario e dalla Marina della Fiera.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=8</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Festival della Scienza</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il Festival della Scienza &egrave; una rassegna tematica annuale dedicata a ogni forma di scienza che si tiene a Genova dal 2003.</p>
<p>Dedicato in particolare al mondo della scuola, &egrave; organizzato dai principali enti locali - comune e amministrazione provinciale di Genova e Regione Liguria, Camera di Commercio - con il contributo di enti ed istituzioni privati quali Telecom Italia, Compagnia di San Paolo, Ministero dell'Istruzione, dell'Universit&agrave; e della Ricerca, INFM-CNR, Lottomatica, GrandiStazioni-Ferrovie dello Stato, Sanofis Aventis.</p>
<p>Il Festival &egrave; articolato su sedi differenti fra cui il Palazzo Ducale, i Magazzini dell'Abbondanza e la piazza delle Feste al porto antico, il castello Mackenzie, i teatri della Tosse, Carlo Felice, Duse e Politeama Genovese, il Palazzo della Borsa Nuova a piazza De Ferrari.</p>
<h2>Matefitness</h2>
<p>Matefitness &egrave; la prima Palestra della matematica. E' stata aperta a Genova nell'aprile del 2006, a Palazzo Ducale, in collaborazione con l'Universit&agrave; degli studi di Genova e con il Comune di Genova. Con l'aiuto dell'animazione scientifica che &egrave; atta a seguire l'utente nelle varie fasi di allenamento, si possono sperimentare varie attivit&agrave; e percorsi a tema.</p>
<p>In virt&ugrave; dell'elevato numero di visitatori presso il Festival della Scienza, si &egrave; installata in pianta stabile nei locali siti nel piano del porticato del Palazzo Ducale di Genova.</p>
<p>Oltre alle normali attivit&agrave;, vengono organizzate anche eventi di richiamo per il grande pubblico e per le scolaresche, come ad esempio conferenze, feste a tema, tavole rotonde, giochi collettivi).</p>]]></description>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Santa Lucia</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Festa molto sentita in Liguria e particolarmente a Savona dove si svolge una grande celebrazione religiosa con la conseguente processione verso la chiesetta di Santa Lucia, posta sul piccolo promontario che domina la Vecchia Darsena.</p>
<p>E' l'occasione per visitare i mercatini di Natale lungo gli assi principali del centro ottocentesco.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=21</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Confuoco</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona e Genova dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Il Confuoco (O Confu&ecirc;go - Cunf&ouml;gu - Confeugo in ligure) &egrave; un'antica manifestazione culturale e religiosa della Liguria celebrata tradizionalmente la vigilia di Natale a Genova e la domenica che precede il 25 Dicembre a Savona. Evento storico legato alla Repubblica di Genova, viene ancora oggi commemorato principalmente a Genova e Savona, ma anche in altri comuni liguri anticamente sede di podesterie e capitaneati.</p>
<p>La tradizione nacque a Genova, come attestano alcune fonti storiche, nei primi anni del XIV secolo anche se molto probabilmente tale usanza storica risale a tempi pi&ugrave; antichi. Nata per omaggiare la massima carica del Comune, il podest&agrave;, e in seguito della Repubblica di Genova (i Capitani del popolo e dal 1339 il doge) la cerimonia popolare consiste nel donare all'autorit&agrave; pubblica un grosso tronco d'alloro coperto da rami e adornato di nastri bianchi-rossi, i colori del vessillo di Genova, e nella relazione dei diversi problemi cittadini ai quali l'amministrazione locale deve porre rimedio.</p>
<p>La commemorazione storica vuole che sia il Consiglio degli Anziani per Savona e per Genova l'abate del popolo (il rappresentante delle tre podesterie del Bisagno, del Polcevera e di Voltri) o il governatore di una zona della citt&agrave; ad officiare tale manifestazione.</p>
<p>Il confuoco fu celebrato annualmente fino al 1499 quando fu abolito durante la dominazione francese del re Luigi XII; ripristinato nel 1530 fu nuovamente soppresso dal Senato della Repubblica di Genova il 30 dicembre del 1637 poich&eacute;, secondo il testo del senato, causava gran confusione e una grave spesa per la popolazione della val Bisagno.</p>
<p>La cerimonia, celebrata in seguito con toni minori e pi&ugrave; in forma "privata", fu comunque eseguita fino al 24 dicembre 1796 dove l'ultimo abate di San Martino di Struppa, Antonio Bazzorao, consegn&ograve; l'augurio di inizio d'anno al doge. Storicamente fu l'ultimo omaggio alla massima carica repubblicana poich&eacute; il 22 maggio del 1797 la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte decret&ograve; la soppressione della Repubblica di Genova e della manifestazione popolare.</p>
<p>Ancora oggi la festivit&agrave; viene rinnovata in diversi comuni della Liguria con uguale formula ufficiale, il fal&ograve; del ceppo d'alloro, ma con varie modalit&agrave; celebrative a seconda del comune. Nel ponente ligure viene officiata a Pietra Ligure, Savona, Varazze, Arenzano e Genova; nel levante nei comuni di Uscio, Recco, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante (quest'ultima nella frazione di Riva Trigoso).</p>
<p>A Genova l'allora manifestazione prevedeva lo scambio di auguri tra l'abate del popolo e il doge a Palazzo Ducale lasciando nel cortile il ceppo di alloro e rami, chiamato confeugo da cui deriva la denominazione della cerimonia storica. L'abate, giunto al cospetto della massima carica repubblicana, proferiva le seguenti parole di saluto in dialetto genovese:</p>
<p><i>Ben trov&ograve;u Mess&eacute; ro Duxe</i>
<br />Ben trovato signor Doge</p>
<p>Il quale rispondeva a quest'ultimo con l'affermazione:</p>
<p><i>Ben vegn&ugrave;o Mess&eacute; l'Abb&ograve;u</i>
<br />Ben venuto signor Abate</i>
<p>Dopo lo scambio dei doni, un mazzo di fiori finti per il doge e un biglietto cartulario da cento lire del Banco di San Giorgio per l'autorit&agrave; religiosa, l'abate elencava i problemi della popolazione che il doge avrebbe dovuto porre rimedio nell'anno successivo. Il ceppo d'alloro veniva acceso nella notte della vigilia di Natale dal doge alla presenza di personalit&agrave; dei collegi comunali e dell'arcivescovo di Genova; la cerimonia si concludeva con lo spegnimento del fal&ograve; gettandogli sopra del vino, zucchero e confetti e con un banchetto gratuito presso il palazzo ducale.</p>
<p>Nella cerimonia del 22 dicembre 2007 si &egrave; verificato nel Confuoco del Comune di Genova un evento storico poich&eacute;, per la prima volta nella storia della tradizione popolare, si &egrave; dovuto cambiare la classica formula di saluto del XV secolo. Nel saluto tradizionale l'abate si &egrave; rivolto alla sindaco genovese Marta Vincenzi, prima donna a diventare primo cittadino del capoluogo ligure, con la denominazione <i>Madamma Duxe</i> (signora Doge) anzich&eacute; il classico <i>Mess&eacute; ro Duxe</i>.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=20</link>
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<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Capodanno in Vecchia Darsena</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Savona dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>La programmazione sul palco centrale di Piazzetta d'Alaggio prenderà il via alle 22, con la conduzione affidata a Marco Dottore accompagnato dall'attrice Mascia Foschi. 
<br />Ospiti d'onore i Matia Bazar, uno dei gruppi che hanno fatto la storia della musica leggera italiana (clicca qui per scaricare la biografia) Nato artisticamente a Genova nel 1975, il gruppo, che ha esordito con la voce di Antonella Ruggiero rimasta in formazione fino al 1989, è composto da Silvia Mezzanotte (voce), Piero Cassano (voce, tastiere, chitarra ), Fabio Perversi (pianoforte, violino, cori ), Giancarlo Golzi (batteria, percussioni, cori), autori di numerosi successi come “Solo tu”, “Vacanze Romane”, “Ti sento”, “Per un'ora di amore” o “Messaggio d'amore”, tra l'altro vincitori di due Festival di Sanremo (nel 1978 con “E dirsi ciao” e nel 2002 con “Messaggio d'amore”), un gruppo che negli anni ha saputo rinnovarsi e mantenersi attuale; infatti, preceduto dal singolo “Gli occhi caldi di Silvie”, uscito nel mese di novembre, è di imminente pubblicazione un nuovo cd, il primo dopo il ritorno nella formazione di Silvia mezzanotte e della sua splendida voce. Un gruppo dunque che, in sintonia con la festa savonese, si dimostra in grado di accontentare i gusti di tutti. 
Dopo lo show dei Matia Bazar, ancora musica ed animazione con Fabietto Dj per ballare e cantare tutti assieme come vuole la tradizione dell'appuntamento savonese.</p>
<p>A mezzanotte da non perdere l'appuntamento con con i fuochi d'artificio dalla Fortezza del Priamar, visibili da tutta la città. 
Seconda location il Terminal Crociere, una sede che permette ai bambini di potersi divertire anche nel caso di maltempo: qui, a partire dalle 21, in collaborazione con Palacrociere, prenderà il via il Capodanno dei Bambini, condotto da Luca Galtieri, con la partecipazione del Mago Alex e la collaborazione alla regia musicale di Roberto Capra.</p>
<p>Per la prima volta sarà allestito il “Villaggio dei bambini”, con le novità di “Pistilla la Truccabimbi”, che trasformerà i bimbi, con le sue pitture, in personaggi della loro fantasia. Ci saranno anche Smemo, Skanzio e Pikkio, famosi personaggi dello Zecchino d'Oro, che porteranno il loro brano “Katalicammello” molto in voga tra i bambini e organizzeranno il "Karaoke dello Zecchino", divertendo e coinvolgendo i bambini in scherzi, canti e balli di ogni tipo.
<br />Come sempre non mancheranno i pupazzi, l'animazione e il rinfresco con dolci e bibite gratuite per tutti.
La serata verrà ripresa integralmente con 5 telecamere, e ritrasmessa sui maxischermi posti in varie parti della Darsena: Piazza d'Alaggio, Palazzina Assonautica, zona distributore benzina Via Gramsci, Piazza Brandale e proiezioni speciali su alcune facciate dei palazzi zona Darsena.</p>]]></description>
<link>http://www.visitriviera.info/it/what-to-do/events/topic.php?id=2</link>
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<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 01:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Capodanno nel Porto Antico</title>
<category>Eventi e Manifestazioni in Liguria</category>
<description><![CDATA[A Genova dal 2-/20 al 2-/20<br /><p>Porto Antico e De Ferrari, come sempre, ospitano gli eventi adatti alle folle. Al Porto Antico, dopo i Pan.Optikum - cioè dopo la mezzanotte - si esibiranno i Bastard Sons of Dioniso, giovanissima rock band emersa trionfalmente dal talent show X-Factor l'anno passato, e infine il dj Massimo Miclini, colonna portante di Radio Deejay.</p>
<p>A De Ferrari sarà il volto di MTV Paola Maugeri a presentare la serata. Si parte alle 21 con la Marching Band Los Brutos, e a seguire Marco Fusi and Ensemble, figura emergente del jazz nostrano, non esente da contaminazioni balcaniche e arabe. Sarà poi il momento di Sonics, e le loro evoluzioni a 15 metri d'altezza immerse in un'atmosfera onirica. Dopo la mezzanotte salirà sul palco Cisco, ex frontman dei Modena City Ramblers, da tempo impegnato sulla scena musicale come solista.</p>
<p>In piazza Banchi una folta line up di gruppi per tutti i gusti. L'inizio è fissato alle 21 con i Bit Nik e le loro cover anni '60, '70. Li seguiranno i Fratelli di Taglia, i Cartavetro e i Vicious. Un lungo dj-set che parte dalle 23 è la proposta dei giardini Baltimora, mentre a Palazzo Ducale si svolgerà il una manifestazione a pagamento tra arte, musica (tango) e disco. La mostra Henry Cartier Bresson rimarrà aperta fino alle 2 di notte.</p>]]></description>
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<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 01:00:00 +0100</pubDate>
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