Sarzana
Golfo dei Poeti ed Entroterra spezzina
Grazie alla sua posizione, Sarzana è dalla sua fondazione crocevia di importanti vie di comunicazione tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia-Romagna. Sin dall'antichità fu centro agricolo, commerciale e strategico di grande rilievo, e già in età medievale importante centro religioso e giuridico, con la sede vescovile e del tribunale.
Sarzana sorge nella parte terminale della vallata del Magra, a pochi chilometri dall'estuario del fiume, in una zona relativamente pianeggiante ad est del fiume, detta appunto Piana di Sarzana. La città sorge ai piedi della collina di Sarzanello, un rilievo di circa 150 metri s.l.m. Il sistema orografico circostante è rappresentato dalle asperità che diradano dalle vicine Alpi Apuane. Il comune è inserito nel Parco naturale regionale di Montemarcello - Magra.
Nei pressi di Sarzana scorre il fiume Magra, il cui bacino è alimentato anche dall'affluente sarzanese del torrente Calcandola. Oltre al fiume sono presenti due specchi d'acqua, di dimensioni modeste, detti "Bozi", termine dialettale che indica la pozzanghera, in questo caso l'acquitrino, e che quindi rimanda alle piccole dimensioni dei due laghetti.
Il centro abitato si trova a pochissimi chilometri dal mare e dal confine con la regione Toscana. La sua posizione geografica ha fatto di Sarzana una vera e propria terra di confine, un punto di contatto tra usanze, tradizioni e storie differenti.
Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Centro; presso la frazione di Luni del comune di Ortonovo è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Luni, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua piana.
La cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu edificata sull'area dove sorgeva la Pieve di San Basilio a partire dal 1204. Il lavori di costruzione terminarono nel 1474 con il compimento della parte superiore della facciata ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta. Successivamente alla conclusione dei lavori, nel 1735 furono poste sulla facciata le statue di Sant'Eutichiano al centro, di Sergio IV a sinistra e di Niccolò V a destra. La chiesa è in stile romanico-gotico, con la facciata in marmo bianco, il portale con sovrastante rosone gotico e fiancheggiata da due corpi laterali del XVII secolo. A destra c'è il campanile merlato, aperto in progressione da monofore e quadrifore, unico resto dell'antica Pieve di San Basilio. L'impianto è a croce latina suddiviso in tre navate, divise tra loro da ampie arcate costituite da pilastri ottagonali raccordati da archi a tutto sesto. Il soffitto è a cassettoni in legno, intagliato da Pietro Giambelli tra il 1662 ed il 1670. Il crocifisso di Maestro Guglielmo. Al suo interno sono custoditi dipinti del Solimena e del Fiasella, come la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, il Martirio di Sant'Andrea e La Strage degli Innocenti, opere scultoree rinascimentali come l'ancona della Purificazione e la Incoronazione, di Leonardo e Francesco Riccomanni, una terracotta della scuola di Luca Della Robbia. La cattedrale sarzanese è conosciuta soprattutto perché ospita la più antica croce dipinta italiana, opera del Maestro Guglielmo, datata 1138 e definita opera fondamentale della pittura romanica. Il crocifisso di Mastro Guglielmo, sebbene ridipinto nel corpo e nel volto nel XIV secolo, segna un famoso esempio dall'iconografia del Christus triumphans prima dell'affermarsi dell'iconografia del Christus patiens; vi è ritratto un Gesù con espressione più umana e sofferente, tipica della spiritualità dell'epoca. La Chiesa è famosa per la reliquia del sangue di Gesù Cristo, raccolto durante la crocefissione. La reliquia è custodita nella cappella "del preziosissimo sangue" a destra dell'altare maggiore.
La Pieve di Sant'Andrea è l'edificio sacro più antico di Sarzana, risalente tra il X secolo ed il XI secolo, ricordata per la prima volta come sede del Sinodo del 1137. Venne costruita in tre fasi distinguibili da alcuni elementi sia architettonici che testamentari: la bifora di facciata, ornata da una testa apotropaica, risale al primo periodo; gli Statuti del 1330 menzionano un'opera di ristrutturazione con la demolizione di una parte della chiesa e il rialzamento della torre campanaria; l'ultima fase risale al 1579 quando l'intera costruzione venne ampliata e ristrutturata, stravolgendo l'impianto romanico, con l'accorpamento delle tre navate in un'unica aula mono absidata e voltata a botte. La facciata è decorata da un portale cinquecentesco con stipiti ornati da due cariatidi a seno scoperto, sormontato dalla stella ad otto punte, il sidus, simbolo degli Anziani del comune di Sarzana. Furono rimosse le aggiunte barocche del XVII secolo, riportando l'edificio al suo aspetto medievale. All'interno si trovano sculture marmoree del XIV e XV secolo, raffiguranti il patrono di Sarzana, Sant'Andrea, ed i santi Pietro e Paolo, una fonte battesimale decagonale con basamento marmoreo di Giovanni Morelli da Carrara, e una Vocazione di Santi Giacomo e Giovanni del Fiasella ed altri dipinti. I recenti scavi, all'interno della Pieve, hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione dei metalli, una serie di reperti.
La chiesa di San Francesco sorge su una piazza appena fuori delle mura. La prima notizia documentata dell'edificio religioso risale al 1238, ma la tradizione vuole che San Francesco stesso passò da Sarzana e fondò il convento. Alla fine del XIII secolo il convento era ancora in costruzione, mentre nel XV fu ampliato con il dormitorio ed il chiostro. La chiesa presenta una facciata a capanna, aperta da un finestrone semicircolare che illumina l'interno. Sopra il portale, una lunetta del XVII secolo rappresenta la Vergine con il Bambino. L'architrave in marmo raffigura San Bernardino da Siena circondato dal cordone francescano, segno della presenza dei frati Minori Osservanti, che presero il posto dei francescani nel 1462. L'impianto è a croce latina. Nel transetto sinistro si trova il monumento sepolcrale del 1328 di Guarnerio degli Antelminelli, del pisano Giovanni di Balduccio, figlio di Castruccio Castracani e frontalmente si trova la tomba del vescovo Bernabò Malaspina (1338). Sulla porta della sacrestia è possibile ammirare una lunetta affrescata che rappresenta il Cristo in pietà fra Santa Chiara e San Francesco, attribuita a Priamo della Quercia, fratello del più noto Jacopo. Nel primo altare destro, Si conserva anche l' Adorazione dei pastori del Fiasella. La cappella centrale ospita il coro ligneo e l'altare maggiore settecentesco, ornato di putti marmorei con le statue di San Francesco e Sant'Antonio. Tela, Madonna in trono e santi, di Antonio da Carpena detto il Carpenino. Una tela di Tommaso Clerici del 1656, raffigurante l'Adorazione dei Magi, domina a controfacciata dell'edificio. L'oratorio della Misericordia.
La chiesa si trova nell'omonima via del Carmine, al di là delle mura, tra il lato sud della muraglia quattrocentesca e l'oratorio della SS. Trinità del XVII secolo. La chiesa fu edificata lungo la strada d'accesso alla porta della Dogana, quando si consolidò il quartiere esterno alle mura rinascimentali, soprattutto dopo il 1748 a seguito del disarmo delle fortificazioni della città. Presenta una pianta centrale, ad aula unica, con quattro ampie cappelle in corrispondenza degli assi principali. L'interno custodisce sopra l'altare maggiore una suggestiva Madonna con il Bambino e i SS. Carlo Borromeo, Bernardino da Siena e Antonio di Padova opera del pittore vicentino Francesco Maffei, uno dei più importanti pittori veneti del XVII secolo.
Uno dei simboli di Sarzana è la fortificazione militare che sorge sulla vicina collina di Sarzanello, da cui appunto prende la denominazione, e domina la vallata del Magra. Antica sede vescovile, la Fortezza fu per secoli presidio militare della vallata, centro nevralgico e strategico, fu spesso al centro delle contese militari della zona. Attualmente la Fortezza è visitabile solo negli orari di apertura, mentre l'intera collinetta è liberamente accessibile ed è un punto panoramico suggestivo su tutta la vallata. Sovente la Fortezza ospita eventi culturali come mostre o eventi musicali.
La Cittadella o Fortezza Firmafede fu la prima fortificazione cittadina sarzanese e fu edificata nel 1249, con la cinta muraria della città, grazie all'aiuto dei Pisani alleati della città. Nel 1324 Castruccio Castracani apportò numerose e rilevanti modifiche ai sistemi difensivi e successivamente il complesso fu distrutto dai Fiorentini, guidati da Lorenzo de' Medici, nel 1487 durante la "Guerra di Serrezzana". La Cittadella attuale fu realizzata sui ruderi della precedente per ordine di Lorenzo de' Medici che si avvalse del lavoro dei migliori architetti militari fiorentini dell'epoca come Giuliano da Sangallo, Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca da Caprina. Nel 1494 i Genovesi rientrarono in possesso di Sarzana, grazie alla vendita della stessa da parte di Carlo VIII al Banco di San Giorgio, e completarono i lavori della cittadella, oggetto di ulteriori modifiche e rafforzamenti nel XV secolo e XVI secolo. Nel secolo scorso il complesso venne utilizzato come carcere, mentre oggi è utilizzata come sede di manifestazioni culturali e mostre. Costituita da un corpo di fabbrica principale, di forma quadrilaterale regolare, con al suo interno un maschio centrale, è circondata da un imponente sistema murario di difesa, a cui è frapposto un ampio e profondo fossato. L'accesso principale avviene tramite un percorso che passa attraverso un ponte in pietra che conduce al portone principale, il quale si apre un cortile interno molto ampio, laterale al corpo centrale.
Il Torrione Testaforte, fu costruito nel 1513 dal podestà sarzanese Luchino Stella. Sul torrione la famiglia Carpena costruì successivamente la propria residenza, Villa Carpena appunto. Il torrione si congiunge con la Cittadella attraverso un camminamento che sormonta porta Porta Romana, l'accesso meridionale della città.
Dalla parte opposta, percorrendo l'attuale via Mazzini si arriva all'altra porta della città: Porta Parma. Tale accesso è l'anello di congiunzione tra altri due torrioni: il Torrione genovese o di S.Giorgio ed il Torrione Stella. Sul bastione del primo è ancora visibile San Giorgio che uccide il drago, simbolo e testimonianza della presenza genovese in città. A pochi metri dalla porta parte una strada lastricata in ciottolato detta via Torrione Genovese, che ripercorre le antiche mura fino a raggiungere in piazza San Giorgio, antica sede della dogana. Dalla parte opposta a via Torrione Genovese, si dipana via Torrione San Francesco che conduce al torrione omonimo, anch'esso edificato nel 1513 e ulteriore bastione a difesa della zona settentrionale della città.
L'antica Piazza della Calcandola (oggi Piazza Matteotti) rappresenta senz'altro il cuore del Centro Storico Monumentale di Sarzana. In questo luogo la mattina del 6 ottobre del 1306, ante missam, Dante Alighieri ricevette la procura in bianco da Franceschino Malaspina, marchese di Mulazzo, che sarebbe valsa la mattina stessa la pace con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla. Si tratta dell'unico luogo certo (assieme al palazzo vescovile di Castelnuovo Magra, teatro del trattato di pace) della presenza di Dante di tutta la biografia dell'esilio (vedi anche, qui, il paragrafo "Storia"). Nel 1906 la piazza fu teatro delle prime celebrazioni ufficiali dell'Anno Dantesco e vi fu affissa la celebre epigrafe, dettata da Achille Pellizzari, che si conclude con lo splendido verso Orma di Dante non si cancella.
(1840), costituito da una facciata composita e sobria, ha al suo interno le sale tutte affrescate. Il giardino con il pozzo dell'antico convento delle Clarisse, su una parte del quale è sorto il palazzo, costituisce un elemento architettonico originale. Tutto l'isolato era occupato dalla chiesa e dal convento, con un'area di pertinenza che occupava parte della vicina piazza Garibaldi. Soppresso il convento, l'edificio fu residenza privata, locanda della posta ed infine Palazzo Neri. Villa Carpena sul Torrione Testaforte.
(1783), è un significativo esempio di classicismo settecentesco che nella sua struttura essenziale prelude all'avvento del Neoclassicismo. Nella facciata scompare ogni elemento decorativo e rimane solo la geometria delle cornici, in gioco composito curvilineo e triangolare dei timpani. Nell'atrio e nello scalone si trova il gusto scenografico barocco, che torna ad animare lo spazio, grazie al gioco di colonne e balaustre che filtrano la luce proveniente dal cortile interno.
(1819), è un raro esempio di architettura neoclassica, realizzato su progetto di Carlo Barabino. Nel palazzo sarzanese viene espresso un classicismo costruito, ragionato attraverso l'uso del bugnato appiattito. Sul tetto l'altana forma un tempietto classico.
(1720), è una costruzione che si erge secondo un impianto tardo rinascimentale toscano e ha nella facciata la sua forma più originale. Già il basamento in bugne appiattite è ornato da splendide grate in ferro battuto. Al piano nobile il ritmo è scandito dalle cornici delle finestre e dall'alternanza dei timpani curvilinei con quelli triangolari, motivo ripetuto con più leggerezza all'ultimo piano.
Oltre ai citati esempi architettonici, sono presenti significati elementi come Palazzo Remedi (XVII secolo), Palazzo Tusini, Palazzo De Benedetti e il Palazzo del Comune (sec. XV - XVIII).
Fuori delle mura si trova il complesso di Villa Ollandini, mentre Villa Carpena, sorge su uno dei torrioni perimetrali del centro storico, nella fattispecie Torrione Testaforte.
La stazione ferroviaria la collega alla vicina La Spezia e al resto d'Italia.
La città è servita dall'uscita autostradale sulla A12 (E80) Genova - Livorno - Rosignano o Autostrada Azzurra.
La ATC assicura i collegamenti verso la provincia della Spezia.
E' presente una pista ciclabile di 6 km tra Sarzana e Marinella di Sarzana.
La Cantina del Vescovo [cucina ligure] - cantinadelvescovo.it - via Mazzini, 82
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