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Bordighera

Da sempre Bordighera, Burdighéa in ligure, è una delle mete più ambite dal turismo estivo.


Riviera dei Fiori
© Foto di Shance Aylown. Altre foto su Flickr.

Il borgo nacque intorno al V secolo a.C. grazie alla presenza dei Liguri, i quali si dedicarono all'agricoltura e alla pastorizia abitando in villaggi fortificati costruiti sulla sommità delle alture, in posizione strategica. Testimoni del fatto storico sono i due villaggi, che gli archeologi hanno denominato castellari, nel territorio di Bordighera. Il primo è nella zona di Montenero, mentre l'altro a Sapergo di fronte alla frazione Sasso, presso l'attuale casello dell'autostrada. Quello di Sapergo, scoperto nel 1970, ha restituito tracce di muri a secco dell'epoca preromana, accanto ad altre murature di epoca romana e medievale.

In epoca romana fu aperta la Via Julia Augusta, nel 13 a.C., per collegare la Liguria alla Gallia, lungo il percorso dell'attuale Via Aurelia. Proprio di quest'epoca è il ritrovamento, nel 1955, di una tomba di epoca imperiale testimone di un probabile insediamento agricolo dell'Impero Romano nella zona.

Nei primi anni del V secolo un religioso eremita di nome Ampelio (che diverrà poi Sant'Ampelio) approdò su queste coste proveniente dalla Tebaide portando in dono - secondo la leggenda della cristianità - noccioli di dattero. Forse anche grazie a questa figura religiosa Bordighera assumerà poi il nome di Regina delle palme, dando al comune una connotazione esotica.

Nel 1296 in una bolla di papa Bonifacio VIII si cita il nome Burdigheta (da cui Bordighera) derivante forse dalla parola francese bordigue, traducibile in italiano in pescaia, ovvero una laguna artificiale chiusa da paratie di canne, utilizzata all'epoca dai pescatori che probabilmente già abitavano la collina sopra Capo Sant'Ampelio. Sempre dalla bolla si apprende che Burdigheta è una piccola città alle dipendenze di Ventimiglia.

Il 2 settembre 1470 alcune famiglie di Castrum Sancti Nicolai, oggi Borghetto San Nicolò (frazione odierna di Bordighera) si riuniscono nella chiesa parrocchiale e decidono di riedificare la città precedentemente abbandonata. Questa assemblea segna l'atto di fondazione di Bordighera in stile moderno: un borgo fortificato, alto sopra il colle che guarda il mare.

Nel 1543 i Turchi assediano la città di Nizza, spingendosi poi verso la Riviera Ligure, assediando prima Bordighera poi Seborga e Coldirodi catturando uomini, donne e bambini.

Nel 1797 Napoleone Bonaparte scende in Liguria, annettendola al Primo Impero francese e costituendo la Repubblica Ligure. Bordighera entrò a far parte della Giurisdizione delle Palme, compresa tra Taggia e Ventimiglia con capoluogo Sanremo.

Nel 1815 il Congresso di Vienna assegnò la Liguria al Regno di Sardegna e la stessa Bordighera passò alla Divisione di Nizza, in provincia di Sanremo. Passerà poi al Regno d'Italia nel 1861 sotto la Provincia di Imperia creata al tempo del Fascismo. A Bordighera avvenne il 12 febbraio del 1941 un incontro tra Benito Mussolini, allora capo del governo, e il caudillo Francisco Franco per discutere l'entrata in guerra della Spagna affianco dell'Asse.

Attrazioni e Monumenti

Bordighera Alta o Città Vecchia

Il centro storico bordigotto ha mantenuto ancora oggi l'antico borgo fortificato costruito con forma pentagonale irregolare e cinto da poderose mura del tardo medioevo, successivamente rinforzate nel Cinquecento. Per accedere alla città vecchia bisognava usufruire delle tre porte; la Porta del Capo, Porta Soprana e Porta Sottana. Quella "Soprana", chiamata anche della Maddalena, è posta ad oriente del borgo e fu aperta nel 1780. Ad occidente quella "Sottana" fu costruita nel 1470 e in seguito rifatta in epoca barocca con il sovrastante stemma genovese di San Giorgio. Il centro storico è attraversato da una fitta rete di vicoli e piazzette, schema classico dei borghi liguri, distribuiti adiacenti alle due vie principali: la Via Lunga e la Via Dritta.

Frazione Sasso

La frazione di Sasso fu un antico villaggio fondato, secondo alcune fonti storiche locali, dagli abitanti della vicina Taggia su una piattaforma di roccia posta a 219 metri sul livello del mare. Il borgo è costituito principalmente da case-torri, circondate da piante di ulivi e palme, e racchiuso dai resti di una cinta muraria eretta per la difesa del villaggio. Nel 1686 Sasso si distinse, così come altri villaggi e borghi vicini, per la ribellione contro Ventimiglia che portò alla costituzione della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi (formata dai nuclei di Bordighera, Borghetto San Nicolò, Sasso, Vallebona, Camporosso, Vallecrosia, San Biagio e Soldano).
Tra le opere architettoniche presenti sul luogo di pregio è la chiesa di San Pietro e Paolo, eretta nel XVIII secolo. Al suo interno è conservato nella volta un affresco di Maurizio Carrega e una pala dell'altare maggiore. A Sasso morì il 3 maggio del 1969 la scrittrice e giornalista Irene Brin.

Frazione Borghetto San Nicolò

Le origini di Borghetto San Nicolò, oggi frazione di Bordighera, ma comune autonomo fino agli anni venti del Novecento, sono certamente anteriori all'XI secolo, al quale risalgono le sue prime citazioni nei documenti d'archivio. Fu proprio nella chiesa parrocchiale di Borghetto San Nicolò, tuttora esistente, che il 2 settembre del 1470 si riunirono le famiglie che fondarono Bordighera.
Molte di queste famiglie erano appunto originarie di Borghetto San Nicolò. L'avvenimento è oggi ricordato da una lapide posta nel 1970 sulla facciata della chiesa parrocchiale, nel cinquecentenario dell'avvenimento. Vicino alla parrocchiale è presente un oratorio tardo barocco, posto sotto il livello stradale, intitolato all'Annunziata. Anche Borghetto San Nicolò fece parte della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi.

Chiesa di Santa Maria Maddalena

Eretta nel XVII secolo antistante la piazza del Popolo, fu consacrata nel 1617 e in seguito ristrutturata nel 1866 abbellendola con nuove decorazioni in stucco e oro zecchino. Secondo i racconti locali i lavori di ristrutturazione furono pagati dagli stessi abitanti, grazie alla donazione spontanea di vari monili consegnati al parroco e successivamente fusi. La facciata, decorata con stucchi in stile rococò, è del 1906.
Al di sopra del portale è presente un affresco raffigurante la Maria Maddalena, opera del 1742 di Giacomo Raimondo e in seguito rifatto nel 1922 da Luigi Morgari. Gli stucchi, datati al 1670, sono opera di Francesco Marvaldi mentre il lampadario posto al centro della volta è dono della regina Margherita di Savoia.
Sull'altare maggiore è presente una statua in marmo del XVIII secolo, la Maddalena in Gloria, disegnata da Filippo Parodi e forse scolpita dal figlio Domenico Parodi tra il 1714 e il 1717. La statua lignea della Madonna del Rosario del 1702 è invece collocata sull'altare del Rosario, mentre la celebre statua in cera in cui sono poste le reliquie di sant'Ampelio - patrono di Bordighera - è posizionata nel secondo altare sulla destra della chiesa.
Il campanile, separato dalla chiesa, svetta sopra una loggia del tardo medioevo, dominando il profilo della Città Vecchia con la guglia decorata con tegole di maiolica dipinta. Anticamente fu una torre di avvistamento medievale, usata dagli abitanti per scorgere nel mare eventuali imbarcazioni piratesche, frequenti nel periodo. La torre fu in seguito sopraelevata e trasformata nel XVIII secolo nell'attuale campanile.

Chiesa dell'Immacolata Concezione o di Terrasanta

Chiesa di Sant'Ampelio

La nascita del nuovo tempio religioso, intitolato all'Immacolata Concezione, fu decisa nel 1883 dall'allora parroco della Città Vecchia, padre Giacomo Viale, il quale affidò il progetto all'architetto Charles Garnier. L'interno della parrocchiale, illuminato da vetrate di manifattura francese, fu decorato da vari artisti francesi come il parigino Poinsot che dipinse la cupola o Marcel Jambon per i dipinti murali. è inoltre conservato una tela raffigurante la Deposizione del pittore belga Jules Pierre Van Biesbroeck di Gand e un dipinto de La morte di San Giuseppe.

Chiesa Evangelica Valdese

Il terreno dove oggi sorge la chiesa fu acquistato nel 1901 da Moritz von Bernus, fondatore a Francoforte di un'associazione sanitaria che frequente soggiornò a Bordighera, e già nel 1904 i lavori di edificazione furono ultimati potendo così inaugurare lo stabile il 20 marzo dello stesso anno. L'intento dei fondatori non fu quello di un edificio riservato alla religione luterana tedesca, ma aperto ad ogni culto religioso tanto che fu messa a disposizione a diversi credenti di ogni nazionalità e religione. Oggi la chiesa evangelica valdese è teatro, oltre alle proprie celebrazioni religiose, di concerti e conferenze in collaborazione con l'amministrazione comunale bordigotta e altre diverse associazioni culturali.

Chiesa Anglicana

La fondazione della chiesa risale al 1863 grazie ai primi ospiti inglesi che qui soggiornarono quasi stabilmente. La comunità fu talmente numerosa che il vescovo anglicano di Gibilterra dovette provvedere nel nominare un pastore, da porre come guida spirituale. In principio la chiesa fu una cappella privata situata nel parco di Villa Rosa, grazie alla concessione della proprietaria dello stabile mrs Fanshawe Walker. In seguito la donna donerà il terreno circostante potendo così dare inizio ai lavori di costruzione del tempio anglicano, assumendo l'attuale aspetto di fine Ottocento. Le funzioni religiose furono celebrate fino a pochi anni fa, poiché oggi la chiesa è divenuta di proprietà comunale che, dopo un accurato restauro, utilizza lo stabile come centro culturale polivalente per mostre o concerti.

Oratorio di San Bartolomeo

La struttura, intitolata a San Bartolomeo, fu eretta nel corso del XV secolo nel centro storico adiacente la chiesa parrocchiale della Maddalena. L'oratorio è celebre, come documenta una lapide posta sulla facciata, per la riunione del 3 marzo 1673 dei rappresentanti dei borghi di Camporosso, Vallecrosia, San Biagio, Soldano, Borghetto San Nicolò, Vallebona, Sasso e Bordighera che decretò la separazione da Ventimiglia e l'istituzione della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi. All'interno è conservata una statua in legno processionale del 1865, raffigurante il santo, scolpita da Agostino Vignola

Palazzo Comunale

Il palazzo fu progettato dall'architetto francese Charles Garnier. Dapprima lo stabile fu sede della locale scuola e solo dopo fu scelto come sede municipale di Bordighera. All'interno del palazzo sono conservati alcuni interessanti dipinti, opera di artisti italiani e stranieri del XIX e XX secolo tra i quali Pompeo Mariani (1857 - 1927), Giuseppe Piana (1864 - 1956), Giuseppe Balbo (1902 - 1980), Gianantonio Porcheddu (1920 - 1974) e Friedrich von Kleudgen (1846 - 1924). Sulla facciata dell'edificio è raffigurato lo stemma della cittadina rivierasca, un leone rampante su un albero di pino.

Palazzo del Parco

In origine fu adibito all'attività alberghiera e dopo vari restauri fu quindi trasformato nell'attuale teatro con diverse sale espositive. Già sede storica del celebre Salone Internazionale dell'Umorismo fu negli anni cinquanta teatro di quattro importanti rassegne di pittura americana. Tra le varie personalità che parteciparono alla rassegna pittorica vi fu, nel 1953, il collezionista Peggy Guggenheim che offrì alla mostra diversi capolavori della pittura dei maestri d'arte statunitensi tra i quali Jackson Pollock, Man Ray, Sebastian Matta, Mark Rothko e Arshil Gorky. Nel giardino che circonda il palazzo, vi è un importante collezione di palme e altre specie botaniche, tra cui alcuni esemplari centenari di Cycas revoluta.

Villa Margherita

La villa, sita nella cornice di Via Romana, fu la residenza privata della regina Margherita di Savoia che sovente frequentò Bordighera e la Liguria. Costruita nel 1914 in stile neoclassico, su decisione della stessa regina, fu inaugurata il 25 febbraio del 1916 divenendo la residenza ufficiale durante la stagione invernale. Nell'aprile del 1925 qui si incontreranno il principe ed erede al trono Umberto e la principessa Maria José del Belgio. In seguito al decesso di Margherita, avvenuto il 4 gennaio 1926, la villa verrà donata da Casa Savoia all'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, tuttora gestita dall'ente come casa di soggiorno.

Villa Garnier

Lungomare Argentina

La passeggiata a mare pedonale più lunga della Riviera è un rettilineo lungo all'incirca due chilometri, costeggiante la spiaggia e la ferrovia. Il percorso è fiancheggiato da diversi filari di Araucaria excelsa e da variopinti giardini con piante grasse e fiori. Il lungomare fu inaugurato da Evita Perón (da cui deriverebbe l'intitolazione Argentina), che qui trascorse diverse giornate nel luglio del 1947. Lungo la passeggiata è ubicato il Chiosco della Musica, già sede di concerti musicali.

Giardino Esotico Pallanca

Il giardino è posto lungo un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con le tipiche fasce e terrazze liguri popolate da diversi tipi di piante. Fu realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca ed il suo patrimonio naturalistico è completo di tremiladuecento specie di piante, tra i quali la preziosa collezione di cactus e succulente. La pianta più antica è una Copiapoa - originaria del Cile - che ha trecento anni.

Via Romana

La via segue il percorso della celebre e antica Via Julia Augusta, voluta dall'imperatore romano Augusto nel 13 a.C. per collegare la Liguria con la Gallia. Nel corso del XIX secolo fu semplicemente una mulattiera fiorita, oggi è un elegante viale ombreggiato da una fila di platani e costeggiato da eleganti ville e alberghi del Novecento in stile liberty. Alla sua sistemazione partecipò come consulente urbanistico l'architetto Charles Garnier.

I giardini Lowe e i giardini Moreno

Musei

Museo-Biblioteca "C. Bichnell"

Arrivare e muoversi

Treno

La città è servita dalla stazione ferroviaria che la collega alla Francia e a Genova.

Auto

La città è servita dal casello autostradale sulla A10 (E80) Genova - Ventimiglia o AutoFiori.

Trasporti pubblici

La Riviera Trasporti assicura i collegamenti verso la provincia di Imperia.

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