Finale Ligure
Riviera delle Palme
Le numerose caverne ritrovate nel territorio del Finalese hanno permesso agli storici di datare i primi insediamenti umani già nel Paleolitico.
Durante l'epoca romana il territorio di Finale Ligure, segnava il confine tra le popolazioni dei Liguri Sabazi e dei Liguri Ingauni, le antiche tribù presenti nel ponente ligure già in epoca preistorica. La più antica testimonianza cristiana in Liguria fu scoperta a Perti. Anche dopo le invasioni barbariche il finalese rimase sotto controllo bizantino fino alla conquista da parte di Rotari nel 641. La presenza bizantina è stata documentata dagli scavi archeologici a Varigotti e nel castrum di Sant'Antonino.
La prima testimonianza scritta del territorio finalese risale al 967, quando l'imperatore Ottone I in un diploma donò ad Aleramo del Monferrato molte terre, fra cui il castello di Orco, sopra Finale. Il finalese fu ereditato dal discendente di Aleramo, Enrico del Vasto, che ne ottenne l'investitura da Federico Barbarossa nel 1162, assieme ad altre terre della marca di Savona.
La famiglia marchionale dei Del Carretto, discendente da Enrico, qui costituì il potente Marchesato di Finale, annettendosi altri feudi minori, ma si scontrò (soprattutto per contrasti commerciali) con la Repubblica di Genova, proprietaria della quasi totalità dei porti della Liguria. Genova riuscì ad imporre ai Del Carretto le convenzioni commerciali del 1290 e del 1340. Nel 1385 la repubblica divenne addirittura proprietaria di metà del feudo, con la sentenza emessa dal doge Antoniotto I Adorno.
Questa imposizione non fu più accettata dai Del Carretto, non appena ottennero la protezione dei Visconti prima e degli Sforza poi. Tra il 1447 e il 1448 Genova invase il Marchesato e distrusse Finalborgo e Castel Gavone. Due anni dopo, però, Finale tornò ai carretteschi.
Nel 1496 Alfonso I Del Carretto ottenne da Massimiliano I la totale investitura del Marchesato, confermata nel 1529 da Carlo V. Nel 1558, facendo leva sul malgoverno di Alfonso II Del Carretto e sulla ribellione di alcuni finalesi, Genova invase nuovamente il marchesato. Seguirono alcuni decenni di turbolenza politica, fomentata dalla Spagna, che finalmente riuscì ad impadronirsi del Finale nel 1602. Il Finalese, comunque, rimase formalmente un feudo imperiale anche se feudatario ne era direttamente il re di Spagna. Ed era un possedimento importante[senza fonte], in quanto punto finale di una striscia di territorio imperiale che passando dal milanese alla Valtellina arrivava fino ai Paesi Bassi.
Nel 1713 la Repubblica di Genova acquistò dall'imperatore il dominio utile del Marchesato, divenendone il feudatario ed esercitando il proprio potere tramite un governatore. Il dominio genovese fu confermato nella pace di Aquisgrana del 1748, nonostante le ambizioni dei Savoia, che si erano impadroniti del marchesato di Finale nel biennio precedente. Divenne parte integrante del Regno di Sardegna nel 1815 e del Regno d'Italia nel 1861.
Nel 1927 avviene la creazione del comune di Finale Ligure, dalla fusione di tre preesistenti comuni: Finalborgo, Finale Marina e Finale Pia.
Per la sua importanza storica dal 2007 Finale Ligure è insignita con Decreto del Presidente della Repubblica con il titolo di Città.
Finalborgo è una delle frazioni che compongono il comune di Finale Ligure. Ebbe il maggior sviluppo durante il medioevo, quando era la capitale del Marchesato di Finale, governato dai Del Carretto e sotto la Spagna (XVII secolo). Il borgo è considerato uno dei borghi medioevali più belli d'Italia.
Varigotti è apprezzata meta del turismo: il maggior flusso di villeggianti si registra nel periodo estivo anche se sono numerosi i visitatori che amano trascorrere in questa località periodi di riposo anche nella stagione invernale, che vede un clima usualmente mite e gradevole.
La lunga spiaggia di sabbia situata a est del borgo, in località Malpasso, è detta Baia dei Saraceni ed è considerata tra le più belle della Riviera Ligure di Ponente.
Molto frequentata è anche la spiaggia allungata ad ovest del promontorio di Punta Crena: larga e fitta di stabilimenti balneari, ha anche quella che viene considerata la più ampia singola spiaggia libera (intesa come spazio fra stabilimenti) della Liguria. In effetti si ritiene che l'abitato stesso di Varigotti, fino all'interramento del porto (che sorgeva dove oggi si trova la Baia dei Saraceni) si trovasse sul versate est della montagna e sull'attigua selletta, dove sopravvivono resti medievali datati al XV secolo. Fu successivamente che l'abitato si distese in modo pressoché esclusivo dall'altro lato. L'apertura della moderna Aurelia nell'Otto-Novecento e l'esplodere del turismo di massa fecero il resto.
Imponente parrocchiale che sorge a Finale Marina.
A Finalpia e attigua abbazia benedettina del Cinquecento.
Pregevole edificio religioso a Finalborgo.
Costruita a partire dall'XI secolo nella frazione di Perti.
Costruita nel Medioevo presenta, come la chiesa di Sant'Eusebio, parti in stile romanico. La cripta è del XII secolo.
Sita a Calvisio Vecchio fu costruita nel XII secolo, ma successivamente rifatta in stile barocco.
Sita nella frazione di Gorra presenta un campanile gotico, cuspidato e con tre piani di bifore, del Trecento.
Parrocchiale di Varigotti.
A Capo Noli
Eretta in località Perti conserva affreschi del 1493 oltre che al portale del XVI secolo.
Fondato nel 1359 e ricostruito, dopo due secoli, con l'aggiunta dei due chiostri rinascimentali è oggi sede del museo civico. Nell'adiacente Chiesa conventuale, ora trasformata in auditorium, sono presenti affreschi del XV secolo.
Nella frazione di Perti.
Era la sede dei marchesi Del Carretto di Finale a partire dal XII secolo. Nonostante la demolizione di buona parte del castello effettuata nel 1713 dalla Repubblica di Genova, la splendida Torre dei Diamanti (1492?), carenata e bugnata, costituisce uno straordinario esempio di architettura signorile ispirata dall'architetto militare Francesco di Giorgio.
Tipica fortezza spagnola, costruita nel 1640-1645, domina tuttora Finalborgo.
Innalzato inizialmente dalla Repubblica di Genova nel 1365 in funzione anticarrettesca, venne modificato e circondato da altre fortezze, oggi demolite, dagli spagnoli nel XVII secolo.
Ubicata ad occidente del promontorio della Caprazoppa ha restituito numerose sepolture, fra cui quella di un ragazzo di sedici o diciassette anni, chiamato il Giovane Principe, risalente al Paleolitico superiore. Secondo le ricerche e gli studi effettuati sul corpo del giovane sembra che la sua morte sia dovuta ad un attacco di una belva circa 24 mila anni fa.
Una delle più vaste nel comprensorio locale e provinciale, sono stati rinvenuti al suo interno importanti materiali del Neolitico, facendo presupporre di quanto il territorio del Finalese fosse già un centro creativo molto importante. Sono stati inoltre rinvenute forme esclusive di ceramica a bocca quadrilobata.
La città è servita dalla stazione ferroviaria che la collega a Savona, Genova e la Francia.
La città è servita dal casello autostradale sulla A10 (E80) Genova - Ventimiglia o AutoFiori.
La TPL assicura il collegamento da e verso la provincia di Savona.
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