Millesimo
Riviera delle Palme
La storia di Millesimo inizia il 9 novembre 1206, quando il marchese Enrico II Del Carretto, apud pontem Millesimi, fa redigere l'atto di fondazione del Comune, accompagnandolo a tutta una serie di franchigie e immunità per chi avesse scelto di abitare all'interno del borgo.
Il nome del paese è tuttora oggetto di disputa.
Tra le ipotesi formulate la più affascinante è quella che prende spunto da un diploma imperiale del 917, in cui gli abitanti del luogo sono definiti plebs melosina (dal greco mélos), per indicare la loro indole dolce e la loro attitudine al canto.
Un'altra ipotesi è invece quella derivata dal nome dialettale del paese "Mrésciu", collegando la sua radice al termine locale mré, che designa le aree soggette alle inondazioni del fiume Bormida; in seguito il nome sarebbe passato, per estensione, a identificare l'intero borgo.
Infine vuole la leggenda che Millesimo sia stata fondata in epoca romana da un soldato della legione di Pompeo che, stanco per le lunghe marce che lo vedevano sempre ultimo della fila, e quindi miles imus, al ritorno dalla Spagna non volle più proseguire e si fermò qui.
La caratteristica forma triangolare del centro storico di Millesimo, avente come vertice il castello e come base il palazzo dei Del Carretto, è ben visibile dall'alto, e in tutte le carte d'epoca ed è sicuramente l'attrazione turistica principale del paese.
Simbolo del borgo ligure è uno dei pochi esempi in Italia di ponte fortificato. Il corpo originario risale al XII secolo e si trova citato nell'atto di fondazione del borgo. La torretta serviva come porta sorvegliata per l'accesso a Millesimo dal lato occidentale.
Poco distante dal ponte si trova la casa presso la quale il marchese Enrico II del Carretto firmò nel 1206 l'atto di fondazione del borgo.
Edificato da Enrico II a difesa dell'abitato, con i castelli di Cengio, Cosseria e Roccavignale costituiva un quadrilatero a protezione della via tra Piemonte e Liguria attraverso le Langhe. La torre in pietra, il maschio e la parete est sono le parti più antiche, risalenti alla seconda metà del XIII secolo. Nel 1989 fu acquistato dal Comune che dieci anni dopo ne iniziò l'opera di restauro e recupero funzionale.
Circondata da un magnifico giardino ai piedi del castello, fu edificata nel 1855 da Giuseppe Scarzella che quattro anni prima aveva acquistato i ruderi del castello e il relativo lotto di terreno per costruirvi una residenza estiva. La villa venne ampliata dal figlio ingegnere Alberto Scarzella, sindaco di Millesimo dal 1888 al 1913.
Acquistata dal Comune nel 1989, è ora sede del Museo Napoleonico e del Centro visitatori del Bric Tana e della Valle dei Tre Re.
Nell'atrio spicca un arco di pietra arenaria perfettamente conservato. Nel 1882 i Del Carretto lo cedettero al Comune di Millesimo.
Nella sala consiliare, oltre a pregevoli armature, si trova l'altare presso il quale, il 17 agosto 1809, Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, assistette alla Messa. Nella sala della Giunta, al piano superiore, il 15 o 16 aprile 1796 il Bonaparte ricevette le bandiere strappate ai Piemontesi dopo la presa del castello di Cosseria.
Di proprietà dei monaci di S. Antonio Abate, era uno dei tre monasteri esistenti in Millesimo. Fu consacrata nel 1467 da Pietro del Carretto, primo Vescovo di Alba. Nell'interno si trovano opere pregevoli: l'acquasantiera in marmo bianco del 1484, l'altare maggiore (eretto nel 1723, quando la chiesa fu prolungata con il coro) e la statua della Madonna del Carmine, che viene portata in processione alla festa patronale il 16 luglio, e il crocifisso, opera barocca della scuola del Maragliano.
Appena al di fuori del centro storico. E' un edificio a pianta basilicale del XII secolo, di stile romanico, diviso in tre navate da archi a tutto sesto e dotato di un campanile a cinque ordini del XV secolo. Questa pieve si trova citata su un documento del 998 con la denominazione di S. Petri de Melesino. Dopo secoli di incuria e di abbandono durante i quali è stata anche cimitero del paese, a partire dal 1960 è stata restaurata e restituita al culto. L'interno presenta una pregevole vasca battesimale risalente alle origini della chiesa e interessanti affreschi in stile gotico, oggetto di una recente campagna di recupero.
Proprietà dei monaci del Monastero di S. Pietro di Savigliano, fu acquistato dal marchese Enrico II del Carretto e donato nel 1216 alle monache dell'ordine cistercense di Santa Maria de Betton (in Savoia).
Accanto all'originale chiesa romanica, trasformata nel '600 in forme barocche, nel XV secolo fu aggiunto il chiostro con eleganti capitelli in pietra arenaria. In un cortile adiacente alla chiesa si trova un interessante affresco del XIV secolo, rappresentante la Madonna, S. Stefano e la famiglia del Carretto. Nel 1802 il monastero venne soppresso e da allora è proprietà privata. Durante i primi anni del '900, per volontà del proprietario, il marchese Carlo Centurione Scotto, i Coppedè ne curarono la ristrutturazione secondo i modelli del revival gotico-rinascimentale.
La stazione più vicina è a Carcare, sulla linea che la collega alla vicina Savona.
Il paese è servito dal casello autostradale sulla A6 (E717) Torino - Savona o Verdemare.
La TPL assicura i collegamenti verso la provincia di Savona.
Msetutta [cucina tradizionale - carta 55€/80€] - email - località Monastero, 8
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