I Quinzio in Accademia Giovanni, Antonio Orazio e Tullio Salvatore
Eventi, Sagre e Manifestazioni in Liguria
In occasione dell’esposizione ‘L’Ottocento dei Quinzio tra realismo e colore’, organizzata nell’anno dedicato all’Ottocento dal Comune di Genova, in tre sedi: Musei di Strada Nuova – Palazzo Rosso, Galleria d’Arte Moderna e Accademia Ligustica di Belle Arti, per la prima volta viene proposta al pubblico in Accademia una selezione di alcune tele e di numerosi acquerelli scelti tra gli oltre 400 fogli pervenuti nel 1958, con la donazione del figlio di Tullio Salvatore, il prof. Giovanni Mariano Quinzio.
I fogli prescelti rimandano soprattutto alla formazione dei Quinzio in Accademia, presso la Scuola del nudo, con disegni ad acquerello e ad olio di Antonio Orazio e di Tullio Salvatore.
Opere tutte che documentano la creatività di una “ditta” familiare impegnata nei più importanti cantieri attivi in città e sul territorio tra Ottocento e Novecento, in un’epoca di grandi trasformazioni, e una produzione, quasi incontenibile, di studi e bozzetti, tracciati anche su fogli di fortuna – schede inventariali, registri, frontespizi di pubblicazioni – come attestano molte delle carte conservate in Accademia.
Una frenesia che trova riscontro in un appunto manoscritto – quasi un monito a firma di Giovanni-, conservato tra le carte del fondo: “Lavorare è un dovere indispensabile all’uomo sociale. Ricco o povero, potente o debole, ogni cittadino ozioso è un briccone”.









