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Galleria d'Arte Moderna
   

Dal 20 maggio al 24 settembre 2017, presso la Galleria d’Arte Moderna a Genova (Musei di Nervi), è visitabile la mostra Il paesaggio dentro di Roberto Fanari.A cura di Maria Flora Giubilei e Raffaella Resch.Inaugurazione: 20 maggio, ore 16.30. La mostra di Roberto Fanari, Il paesaggio dentro osserverà il seguente orario estivo: da martedì a venerdì: 11-18; sabato e domenica: 12-19. lunedì chiuso.

Info e prenotazioni visite guidate: 010 3726025 / 010 5574739 - 18, biglietteriagam@comune.genova.it.

Roberto Fanari presenta le sue opere (tra sculture in ceramica, rilievi in bronzo, dipinti e una installazioni) studiate appositamente per il Museo, con interventi localizzati in maniera inconsueta nei tre livelli della Villa Saluzzo Serra. Le tele monocrome della serie Paesaggi invisibili si coloreranno di nuovi pigmenti; sorprendenti frammenti di cielo appariranno alle pareti come finestre immaginarie su un paesaggio fantastico; inedite opere ceramiche come foglie o tronchi trasleranno l’essenza spirituale del parco circostante, in una sorta di rilettura interiore del rapporto arte – natura.

L’opera di Roberto Fanari si caratterizza con una ricerca su differenti medium, dalla pittura alla scultura in bronzo, alla ceramica, a partire dall’estrazione di un’immagine iconica specificamente selezionata, rielaborata e riproposta in varianti che la decontestualizzano e al tempo stesso ne potenziano il messaggio. Le immagini, le matrici che informano di sé il presente percorso, rappresentano la visione dell’artista di elementi botanici reinterpretati (tratti tra l’altro dalle incisioni di Carl Wilhelm Kolbe, disegnatore e incisore attivo tra la ilXVIII e il XIX secolo). La perfezione naturalistica della rappresentazione è affondata e per così dire annichilita in una monocromia che affida la ricostruzione visiva dell’immagine al contrasto tra opaco e lucido, creando un inganno o meglio, mettendo in azione un gioco ottico per cui il fruitore è costretto a esplorare l’opera, a muoversi intorno ad essa per poter percepire la scena nella sua interezza. Le opere di Fanari prendono vita nella luce del sole che filtra attraverso le finestre del museo con lo scorrere delle ore del giorno e che, con la diversa incidenza dei raggi sulla tela, rende leggibile (ma anche talvolta inintelleggibile) la pittura.

Con lo stesso rapporto di scarto tra reale e verosimile, percezione e artificio ottico, sono costruiti i labirinti materici che l’artista crea con i Fogli di bronzo e le sculture ceramiche dalle volute contorte, spezzate, frantumate e, talvolta - come i Tronchi - svuotate dalla materia per apparire più verosimili che mai nel loro ruolo di simulacro. Al visitatore, inizialmente disorientato e poi sempre più consapevole, spetta il compito di girare attorno ai dipinti, alle sculture e alle installazioni, perché la visione completa dell’opera sarà affidata alla perspicuità del suo sguardo. L’opera di Roberto Fanari è dotata di una possente capacità evocativa nel ri-orientare la visione, renderla ingenua e primigenia, come se vedessimo per la prima volta.

Elementi estetici primari sono chiamati in causa, riassegnando loro un ruolo percettivo originario, autentico: la figurazione proposta da Fanari è citazione attraverso il filtro della storia dell’arte o della natura, è elaborazione di un’immagine ideale che diventa un simulacro, racchiudendo in sé ogni possibile declinazione iconica della natura e riaccendendone una nuova aisthesis. Per l’osservatore la familiarità con il soggetto è solo ingannevole, perché le modalità di ricezione ne porteranno in luce l’aspetto straniante: il paesaggio è davanti a noi ma è nascosto. Le categorie di visibile e invisibile, pieno e vuoto, reale e immaginario sono messe in contrasto, per far scaturire un diverso coinvolgimento dell’osservatore, a partire da un nuovo assunto poetico dell’artista, che ci obbliga a riempire di senso l’opera d’arte attraverso la nostra diretta partecipazione.

Il progetto espositivo riguarderà l’intero percorso museale sui tre livelli della villa, dove l’artista interverrà con sostituzioni e inserimenti. Al posto di alcuni dipinti della Galleria appariranno i lavori di Fanari a saturare lo spazio così rimasto vuoto; mentre installazioni ceramiche o grandi pitture calate dall’alto sottolineeranno snodi particolari delle sale, inserendosi negli ambienti con un gioco mirato a spiazzare o a ricontestualizzare la visione delle collezioni sotto un nuovo profilo.