Mostra Expanded Dimensions

Belvedere Castelletto
   

Genova, tradizionalmente crocevia di idee e culture, con la mostra Expanded Dimensions si fa vedere come epicentro vibrante dell’attività di giovani artisti di tutta Europa, esploratori di dimensioni multiculturali che in questa città si sono incontrati condividendo le loro storie, le loro ricerche e le loro ambizioni.

Giovedì 12 ottobre dalle 17 alle 22.30 l'inaugurazione della mostra, visitabile dal 13 al 31 ottobre nell’Atelier di Leonard Sherifi affacciato nel suggestivo belvedere di Spianata Castelletto. I cinque artisti protagonisti della mostra collettiva sono Tvrtko Buric, Simon Claviere-Schiele, Enrico Ingenito, Elton Kore e Leonard Sherifi. Eccoli presentati, nelle parole della gallerista Stella Seitun:

Nell'opera del croato Tvrtko Buric la linea è sempre protagonista. A inchiostro nero o estesa alla terza dimensione con il plexiglas, come si è visto nelle grandi installazioni ospitate negli anni scorsi a Palazzo Ducale (Post Human; Line Life) e a Palazzo Bianco (Historical Landscape). Ora vi è tuttavia un’evoluzione del suo linguaggio. Su una lastra di plexiglas interamente inchiostrata di nero la linea è quasi invisibile. Lo schermo del quadro è diventato monocromo, come un televisore spento. Ma in realtà sporgenze e frammenti di ogni sorta, lì innestati, sprigionano un'energia dirompente e fuoriescono dal quadro per conquistare lo spazio circostante. Quello che resta dietro di loro sono tracce di trasparenze e sfumature, le ceneri di un'esistenza che brucia altrove. Spente le luci, si può leggere l’ombra più nera del nero. Qui nasce la terza dimensione.

Anche l'opera del francese Simon Claviere-Schiele, già riconosciuta a livello internazionale, è apparsa sulla scena artistica genovese. Chi ha potuto visitare la monografica allestitagli nelle sale di Palazzo Bianco, I piaceri del velo - spiritosa e intelligente rivisitazione in chiave pop della tradizione e della cultura genovese -, potrà ora scoprire il lato più intimo della sua opera. Non più la ricchezza immaginaria e cromatica dei suoi foulard di seta, ma un’incisione dal carattere unico, Carborundum. Il formato monumentale dà risalto alla gestualità di un segno largo ma preciso, circolare ma libero. Si tratta di una tecnica calcografica con polvere di carburo di silicio in cui confluiscono disegno, pittura e variazioni materiche delicate e brillanti. Vi si legge la mappa mentale di un viaggio sconosciuto, un’immagine che assomiglia anche a una struttura vertebrale o a un'elica di un DNA paradossalmente chiusa in sé stessa. L’opera dà il messaggio di un viaggio verso lo sconosciuto che magicamente riconduce al punto di partenza.

L’opera pittorica del genovese Enrico Ingenito, già apprezzata in Italia e all’estero - a Genova con la personale Viraggio1 a Palazzo Lomellino -, è un viaggio di ricerca sull'immagine delle città di mezza Europa. Non si tratta di vedute canoniche o tradizionali, ma di luoghi della memoria. Alberi, strade, skyline urbani sono trasfigurati in immagini del passato, sedimentate, filtrate da marcate timbriche primarie. Il colore si tinge della patina del tempo. Il velo del ricordo appare come dall’obiettivo di un fotografo. Così la pittura di Ingenito, dissolta in aloni aurorali, guarda al paesaggio attraverso le lenti della memoria restituendolo in forma di pura luce.

Vario e internazionale è il profilo dell’artista albanese Elton Kore, di recente presente a Genova in una collettiva al Galata Museo del Mare (Fra cielo e mare). I suoi ultimi lavori pittorici, a volte vere e proprie installazioni, guardano al deterioramento e spesso all’incongruità dell’architettura e del contesto urbano contemporaneo. In Untitled, un interessante trittico a carboncino sviluppato su sei metri di lunghezza, ci pone la domanda lecorbusiana: l’architettura per l’uomo è a misura d’uomo? In realtà Kore ci mostra lo scarno ambiente di una stanza, la cui unica presenza è una finestra, una cornice che non apre, ma chiude al mondo. Non c’è nulla di naturale in questa scatola umana. Non si può vivere lì dentro così come qualche relitto di albero non può sopravvivere lì fuori. Se l’alloggio è lo specchio della coscienza di un popolo quest’opera parla del senso di solitudine, simbolico e reale, dell’uomo moderno.

Leonard Sherifi, anch’egli di origini albanesi ma genovese di adozione, si è visto più volte nelle nostre sale, a Palazzo Ducale (Product Human), Palazzo Verde (The Spring Storm) e Abc Arte di via XX Settembre (Re-Pet). Abituati al suo eclettismo e alla sua curiosità, resteremo particolarmente colpiti dalle sue ultime opere, Atmosphere, visioni delicatissime e quasi impalpabili a mezza via tra pittura, scultura e atmosfera. Leonard fa vedere la luce come un Piero della Francesca nei bagliori argentei sulle lance di Arezzo. È la luce mentale di un paesaggio interiore che si chiude in geometrie come in stanze inabitate da tante solitudini. In Tree Angle leggiamo tutto ciò che c’è di astratto nella natura in un’opera fatta di soli elementi naturali, semplici e fragili rami che compongono una complessa impalcatura di angoli concavi e convessi dall'effetto misterioso e straniante.

Orari: da martedì a domenica, dalle 16 alle 19.
Per informazioni: 3201417010.