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Via al Porto 46
   

Venerdì 14 luglio 2017, alle ore 18, P46 Gallery (via al Porto 46 - Camogli), in collaborazione con Photo Factory e Top Market Foto Video, invita all'inaugurazione della mostra del fotografo Gordon Parks, Nero Americano con un intervento di Martina Massarente. Gordon Parks, scrittore, poeta, musicista, regista e soprattutto fotografo, ha raccontato le difficoltà di essere nero in un mondo di bianchi. La mostra di Gordon Parks è visitabile dal 15 luglio al 3 settembre 2017 con i seguenti orari: tutti i giorni ore 10.00-13.00, 15.00-18.00; sabato e domenica su appuntamento tel. 339 2487266.

La fotografia non cattura solo le immagini del mondo che ci circonda. Se ben impiegata la macchina fotografica può trasformarsi in un potente strumento di critica socio - politica nonché di indagine culturale, di denuncia e al contempo di difesa. Gordon Parks è riuscito a piegare la macchina fotografica al suo volere sfruttandola per far conoscere la profonda spaccatura che ha diviso il territorio americano dall’interno: il mondo ghettizzato degli afroamericani, le difficoltà di integrazione dei piccoli gruppi sociali che lottano per sopravvivere. Ha raccontato storie, aneddoti e documentato situazioni della storia indimenticabili. E oggi queste immagini sanno ancora parlare al pubblico trasmettendo tutto il proprio potere di riflessione critica sulle ingiustizie, sulla povertà e l’emarginazione.

Genova - Con il suo stile Parks ha superato le barriere del tradizionale fotogiornalismo per analizzare le situazioni dal loro interno: le sue sono immagini di vita quotidiana, di bambini e famiglie colti nei loro momenti più spontanei; ha saputo rappresentare i comportamenti delle persone senza giudicarli, li ha guardati dal basso verso l’alto, quasi come fossero eroi della vita e della sopravvivenza. È su questi temi che Parks rivela tutta la sua contemporaneità, il suo sguardo impietoso e al contempo delicato verso la società e gli individui che la costituiscono. L’attualità dello sguardo di Parks si rivela anche nelle sue modalità di scatto, nella sua tecnica di inquadratura, nella sua concezione della storia da raccontare; è un occhio cinematografico il suo, che racconta le immagini costruendo sapientemente un ritmo quasi musicale.