Palio Storico di Albenga

Piazza San Michele
   

LA STORIA DEL PALIO

Il Palio Storico di Albenga nasce nel 2010, come una sfida tra le quattro zone in cui era ed è diviso il centro storico albenganese, da una felice idea dell'Associazione MareEventi subito accolta dall'allora Sindaco Rosy Guarnieri, quest'anno prematuramente scomparsa, e prende il nome di "Palio dei Rioni".
Nel 2012 l'Amministrazione Comunale, visto il successo, la fa diventare a tutti gli effetti una sua manifestazione e nel 2013 ne tramuta il nome in "Palio Storico dei Rioni" disciplinandone tutti gli aspetti in un apposito regolamento, approvato all'unanimità da tutto il Consiglio Comunale. Nel 2016 l'attuale Amministrazione, per una maggiore coerenza storica, chiama i "Rioni" con il loro antico nome di "Quartieri" e la manifestazione prende il nome di "Palio Storico di Albenga". Lo stendardo da consegnare ai vincitori viene affidato tramite un concorso di idee. Quest'anno il drappo che rappresenta San Verano e il Drago, è opera del pittore Umberto Padovani.

Quest'anno il periodo di ambientazione sarà come di consueto il 1227, anno in cui trovandosi l'Imperatore Federico II a Cremona inviò il Legato Imperiale Ottone I duca di Baviera ad Albenga per dimostrare l'appoggio del Sacro Romano Impero alla città e garantirne la tutela contro gli intrighi della Repubblica di Genova .
La festa che riporterà Albenga nel Medioevo prenderà il via giovedì 19 luglio per concludersi domenica 22 vedrà i quattro quartieri (Sant'Eulalia, San Giovanni, Santa Maria e San Siro) scontrarsi in varie competizioni per la conquista del "Palio" .
Nella splendida cornice medievale del Centro Storico di Albenga i giochi saranno impreziositi da un ulteriore capitolo della Storia del XIII secolo, la Duecentesca affronterà il grande tema dei Templari e del loro passaggio in Albenga.
Lo spettacolo di grande fascino vedrà oltre alla ricerca del Gral, alcuni elementi essenziali quali fuoco, musica, mistero, danze e combattimenti.
Tra i figuranti anche personaggi dei quartieri. Una rievocazione che lascerà gli spettatori, col fiato sospeso.



I QUARTIERI DELLA CITTÀ

A CURA DI JOSEPHA COSTA RESTAGNO
DA: N. LAMBOGLIA, ALBENGA ROMANA E MEDIEVALE, ALBENGA, ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI;
J. COSTA RESTAGNO, ALBENGA. TOPOGRAFIA MEDIOEVALE. IMMAGINI DELLA CITTA', ALBENGA-BORDIGHERA 1979, ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI.

La città romana e medievale è tuttora il centro della vita urbana e il suo aspetto è in parte quello dei secoli XII-XIV, nel periodo più florido dell'indipendenza comunale, di cui sono imponente testimonianza le numerose torri che dominavano e controllavano le strade. L'impianto urbano è ancora in gran parte quello della città romana cui si è sovrapposto l'abitato medievale, e nelle case, palazzi e logge è molto frequente scorgere strutture, spesso monumentali, del medioevo.
Albenga costituisce infatti un esempio, unico in Liguria, di continuità urbana fra la romanità, il medioevo e l'età moderna: la città continua e mantiene quasi intatto l'impianto edilizio di oltre venti secoli fa; infatti la fondazione delle prime mura è stata datata da scavi stratigrafici all'inizio del I secolo a. C.
La città nel medioevo era organizzata secondo la divisione in quattro quartieri, che prendevano il nome da chiese che vi sorgevano.

SAN GIOVANNI

o Torlata a nord-ovest, prende il nome dal Battistero o chiesa di San Giovanni, insigne monumento del V secolo e, nel medioevo, da una turris lata, una grande torre identificabile con il complesso di torre e case dei Cepollini, che ancor oggi domina l'incrocio tra la via delle Medaglie d'Oro (l'antico cardine massimo della città romana), via Torlaro e via Mariettina Lengueglia. Nel quartiere sono ancora presenti due porte nella cinta muraria: porta Molino a nord, dove giungeva alla città il percorso della litoranea romana, la via Iulia Augusta, e che era fiancheggiata dal grosso mulino cittadino; e porta Torlaro ad ovest, da cui entrava in città il traffico commerciale e di viandanti proveniente dalle valli e dal Piemonte. Vi sorgono tuttora importanti palazzi e la sede episcopale, nonché, al confine con il quartiere di Santa Maria, le maestose strutture, sia medievali sia rinascimentali, della piazza dei Leoni. Il quartiere di Torlaro ha vinto la prima edizione del Palio nel 2010 e l'ultima nel 2016.

SAN SIRO

comprende la parte sud occidentale della città e prende il nome da una chiesetta oggi scomparsa, dedicata al vescovo genovese Siro, il cui sito è segnato da una piccola piazza. Nel quartiere, ricco di palazzi nobiliari lungo gli assi di via delle Medaglie d‘Oro e di via Roma, sorge nel Duecento il convento di San Domenico; i frati Predicatori, noti per lo studio e la cultura, ospitavano la biblioteca e l'archivio del Comune e, nella chiesa, le cappelle di molte famiglie importanti; nel loro refettorio si adunava di solito il Corpo dei nobili. All'estremità sud della via delle Medaglie d'Oro, cardine massimo dell'impianto romano, si apre la porta d'Arroscia, oltre la quale, in seguito alla deviazione del fiume nel sito attuale, venne costruito il ponte supranus, sostituito nel Cinquecento dal ponte di Branca. Il quartiere di San Siro ha vinto il Palio nel 2011 e nel 2017.

SANT'EULALIA

comprende la parte sud orientale del centro antico e prende il nome da una chiesetta oggi scomparsa, ricordata dalla via Sant'Eulalia. A questa santa è dedicata la cattedrale di Barcellona ed è probabile che il suo culto fosse legato al monastero benedettino di San Martino della Gallinaria, che in Catalogna possedeva numerosi vasti beni; l' isola è prospiciente il quartiere. Qui, lungo il fiume, come nel vicino quartiere di San Siro, erano numerose le concerie e le industrie del cuoio, di cui abbiamo una importante documentazione d'archivio e testimonianze archeologiche. Qui si apriva nelle mura la porta Pertuxii o del Pertugio, da cui si raggiungeva la zona del porto romano e di Vadino; dopo la deviazione del fiume, lo si attraversava con un ponte detto subtranus, poi demolito dalle piene ricorrenti. Nel quartiere esisteva già nel medioevo un ospedale gestito appunto dai calzolai e conciatori, vicino al vasto monastero delle Clarisse; in seguito alla soppressione dei beni ecclesiastici nel primo Ottocento, nel monastero fu trasferito l'Ospedale di Santa Maria di Misericordia, collegato con l'ospedale dei calzolai. L'attuale piazza delle Erbe, nel medioevo platea Canapis, ospitava il mercato della canapa, pianta molto coltivata nella piana fra Cinque e Settecento. Era anche, più di recente, chiamata "piazza dei pesci", per la vendita del pesce sull'apposita grande lastra di marmo. Questo quartiere era abitato da commercianti e artigiani ma anche da importanti famiglie nobili, come del resto avveniva in tutti i quartieri cittadini. Il quartiere di Sant'Eulalia ha vinto il Palio del 2014.

SANTA MARIA

comprende la parte nord orientale della città e prende il nome dall'antica chiesa medievale, ricostruita nel Seicento, di Santa Maria in Fontibus, dalla sorgente che si trova sotto l'altar maggiore. Si tratta del quartiere che ha subito più degli altri pesanti sventramenti: all'inizio del Novecento venivano demoliti i chiostri esistenti tra la Cattedrale e Santa Maria e sventrata buona parte del decumano romano, dalla porta Marina alla piazza San Michele; negli anni Trenta del Novecento veniva distrutto il complesso dell'antico Castrum con le due possenti torri di ingresso alla città dal mare, nonché le strutture dell'ex monastero di San Tommaso già trasformate in Teatro cittadino, demolizioni seguite dalla costruzione di un enorme palazzo. Sulla parte absidale della chiesa di Santa Maria affacciano i resti trecenteschi del convento di San Francesco, anch'esso abolito nel primo Ottocento: rimangono all'esterno l'arco di un portale e all'interno il chiostro, quasi completamente conservato. Verso le mura, le stradine parallele conservano le strutture di una zona di edilizia medievale più semplice, molto interessante, tipica dei quartieri artigiani e commerciali, per ritornare alle maestose strutture, sia medievali sia rinascimentali, della piazza dei Leoni. Il quartiere di Santa Maria detiene ben tre vittorie: 2012, 2013 e 2015.



I GIOCHI DEL PALIO

Tiro con l'Arco: con arco e freccia in scontri diretti si deve centrare, regolando potenza e velocità, il bersaglio. Si terrà nel cortile delle scuole di Piazza Paccini. A partire dalle ore 18.00 gli arcieri dei Luporum Filii saranno a disposizione del pubblico con il loro banco didattico e per far provare gli archi.

Tiro alla Fune, gioco di origine contadina che vede contrapposte due squadre composte da 5 giocatori, che si sfidano in una gara di forza. Scatena il tipo più acceso sia tra le squadre che tra i spettatori.

La famiglia medievale va in guerra... a cavallo torna il gioco della famiglia con l'aggiunta del "cavallo". La squadra sarà composta da 4 persone: 1 ragazzino, 1 donna e 2 uomini (1 farà il padre, l'altro sarà il cavallo). Dopo che la donna e il ragazzino gli avranno consegnato la spada e l'elmo, il padre dovrà correre alla stalla, salire in groppa al cavallo e andare verso l'area di guerra, colpire lo scudo del nemico con un fendente e tagliare il traguardo. La sua missione non verrà ultimata finchè non arriverà al traguardo con tutti gli oggetti.

Abbatti le torri: Novità di quest'anno sarà questo gioco donato da viaggiatori di ritorno dal Nord Europa. Scopo del gioco è di abbattere tutte le torri dei quartieri avversari e per ultima, la grande torre di difesa. A sfidarsi saranno squadre composte da 4 giocatori: 2 lanciatori, 1 stratega e il capitano del quartiere. Un gioco di strategia e precisione che terrà giocatori e pubblico con il fiato sospeso fino al lancio dell'ultimo "ariete".

Programma e informazioni su www.paliostoricoalbenga.it.