Visible Light/Luce Visibile

Museo di Arte Contemporanea Villa Croce
   

Dal primo luglio al 24 settembre 2017, il Museo di Arte Contemporanea Villa Croce, presenta Visible Light/Luce Visibile, la prima mostra personale in un museo dell’artista americana Jennifer Guidi. Inaugurazione 30 giugno, ore 18.

Visible Light/Luce Visibile è un nuovo nucleo di lavori che indagano luce, colore ed energia. Le opere in mostra si sviluppano a partire dalle precedenti ricerche artistiche di Jennifer Guidi sulla materia e sulla superficie pittorica, attraverso una propria pratica d’incisione, per riflettere sul concetto di colore e sugli effetti duraturi che generano sul corpo e sulla mente. Le grandi tele di Jennifer Guidi invadono le stanze della villa con colori saturi attraverso composizioni astratte che ricordano i mandala orientali e creano nuove forme di interazione tra i toni vibranti di colore e lo spazio che li accoglie evocando molteplici esperienze sensoriali.

Jennifer Guidi inizia a lavorare come pittrice figurativa rappresentando persone, piante e altri elementi ispirati a fotografie scattate da lei stessa, dal 2012 la sua palette si fa più astratta ed onirica. Quello stesso anno, durante un viaggio in Marocco alla ricerca dei tappeti berberi, l’artista è rimasta impressionata soprattutto dal retro di questi manufatti dove la fitta trama fatta di punti e di nodi crea bassorilievi tonali. Nel tentativo di riprodurre su carta queste composizioni astratte, Guidi ha trovato nella ripetizione del segno e nel movimento delle mani l’ispirazione per i suoi nuovi lavori che hanno qualcosa di psichedelico e di spirituale.

Sviluppando una tecnica assolutamente personale, attraverso l’utilizzo della sabbia su tela, questa giovane artista infrange la distinzione tra pittura e scultura coniugando la sua ricerca sul gesto e sul colore per creare sculture bidimensionali in cui texture e luce scavano la materia per scoprire colori e disegni.

Le opere esposte in mostra sono dipinte con i toni dell’arcobaleno, una forma legata alla rifrazioni della luce, e sono realizzate con uno strato iniziale di sabbia e pittura acrilica distribuita sull’intera tela. Utilizzando degli strumenti speciali, sulla superficie ancora umida vengono incise centinaia di piccole cavità che si irradiano da un punto centrale dove ombra e luce creano il disegno di un mandala. In alcune opere, queste indentature vengono riempite di vernice, mentre in altre il procedimento si ripete attraverso l’aggiunta di nuovi strati di acrilico e sabbia, intensificando l’effetto optical e aumentando la densità materica. Tutti i colori di questi dipinti derivano dallo spettro di luce composto dai toni dell’arcobaleno che viene quindi scomposto in colori distinti per generare in ogni stanza diverse sensazioni attraverso le diverse combinazioni di toni.

Sebbene il risultato formale ricordi le pitture di Turner o gli Infinity Net di Yayoi Kusama o i Concetti Spaziali di Lucio Fontana, Jennifer Guidi fonde insieme la ritmicità delle indentature alla delicatezza di un gesto legato alla tradizione della tessitura o del ricamo. Mentre l’occhio si muove seguendo la struttura dinamica e concentrica del dipinto, si ha l’impressione che la grande tela stia respirando, come se ci fosse un lieve movimento. Perdendo così il punto focale della composizione, lo spettatore s’immerge in un campo visivo dove si scorgono, avvolti nella luce, paesaggi o fenomeni naturali sottoposti a impercettibili cambiamenti come arcobaleni, albe, tramonti o deserti.

Il rigore formale e procedurale, contemporaneamente arcaico e futurista, di questi dipinti nasce in modo intuitivo senza un disegno preparatorio, semplicemente ripetendo lo stesso gesto in modo automatico come nel ricamo o nei mandala e diventando per l’artista una sorta di mantra con un risultato che supera i confini della realtà oggettiva per entrare in un paesaggio meditativo.

In occasione della mostra verrà presentato un catalogo edito da Mousse Publishing con un intervista di Ali Subotnik a Jennifer Guidi e testo critico di Ilaria Bonacossa.