Castelnuovo Magra, Riviera ligure di Levante, Liguria

Castelnuovo Magra

   

Castelnuovo Magra è un antico borgo ligure situato sul monte Bastione, un colle che digrada verso la piana del fiume Magra.
La sua posizione regala una splendida vista una panoramica a 360° sulla vallata, tale da consentire una visuale che va dalla costa tirrenica del Mar Ligure alla val di Vara. Nelle giornate particolarmente limpide si possono scorgere le isole della Gorgona e della Capraia, fino alla sagoma della Corsica.

Il centro storico e le frazioni-località di Marciano e Colombiera si trovano nella zona più centrale, in posizione collinare e pianeggiante.
L'altitudine massima del territorio è di 698 m s.l.m. presso la zona a nord, ai confini con Fosdinovo e quindi con la Toscana, dove è ubicata la frazione di Vallecchia.
A sud, sul confine con la frazione sarzanese di San Lazzaro, c'è Molicciara, la cui area è attraversata dal torrente Bettigna e dall'ottocentesco canale Lunense.

Il territorio di Castelnuovo Magra fu da sempre legato storicamente e culturalmente alla zona della bassa Lunigiana, area a cavallo delle odierne province della Spezia e di Massa e Carrara, facente parte durante l'epoca imperiale romana della giurisdizione di Luni (II secolo a.C.[4]), quest'ultima importante città commerciale dell'impero. Tracce di una probabile presenza umana in epoca romana sono testimoniate, oltreché a diverse sepolture in terra castelnovese, appartenenti all'area occidentale della necropoli di Luni, da alcuni rinvenimenti edilizi di una domus agricola imperiale nella zona delle Colline del Sole.
Con la caduta dell'impero di Roma tutto il territorio venne assoggettato al forte controllo dei conti-vescovi di Luni[4] che fecero del borgo una delle loro sedi vescovile. In questo periodo medievale sorsero nell'odierno territorio castelnovese i primi villaggi e borghi fortificati; tra questi il castrum de monte Leonis, ubicato tra le frazioni di Marciano e Vallecchia, citato nel Codice Pelavicino del 4 marzo 1096.
La nascita del primitivo borgo di Castelnuovo è presumibilmente indicata in un periodo tra il 1187 e il 1203, anno in cui ufficialmente compare in un atto il nome del borgo per la prima volta. Fu infatti la guerra tra il vescovo di Luni Gualtiero II e i marchesi Malaspina, grandi feudatari della Lunigiana, sul finire del XII secolo, che portò lo stesso vescovo alla decisione di edificare tra la zona di Fosdinovo e Carrara un presidio difensivo e di controllo delle principali vie di comunicazione del feudo, tra queste la via Francigena dei pellegrini.

Tra i luoghi di interesse a Castelnuovo Magra segnaliamo il Castello di Castelnuovo Magra, la cui costruzione, svettante sul borgo, fu voluta dal vescovo di Luni Enrico da Fucecchio verso la fine del XIII secolo. Già residenza nobiliare vescovile fu nel XV secolo e ancora nel XVI secolo convertito all'uso militare-difensivo dalle successive proprietà fiorentine e in seguito genovesi.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Castelnuovo. L'edificio fu eretto in stile tardo rinascimentale nel XVII secolo sulle fondazioni di una precedente costruzione. Tra le opere di pregio qui conservate il dipinto della Crocifissione, nella cappella sinistra in testa alla navata, del pittore fiammingo Pieter Brueghel il Giovane e forse copia di un'omonima tavola dipinta dal padre Pieter Bruegel il Vecchio e andata dispersa; l'opera, curiosamente, colpisce per la presenza di quattro croci sul Calvario.
L'Oratorio dei Rossi o del Santissimo Sacramento nel centro storico castelnovese, di fianco alla parrocchiale. Conserva un crocifisso, sull'altare maggiore, che la tradizione locale vuole sia stato sottratto da alcuni soldati di Castelnuovo a Fornovo nell'agguato del 6 luglio 1495 alla carovana di Carlo VIII di Francia.
L'Oratorio dei Bianchi o dell'Assunta nel centro storico, caratterizzato dalla facciata in stile rinascimentale, fu edificato nel XVI secolo nel cuore del medievale "Borghetto". Al suo interno, ad unica navata, sono conservati gli scranni dei confratelli in legno di noce del coro settecentesco.
La Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù tra le frazioni di Colombiera e Molicciara. Edificata negli anni trenta del XX secolo, l'apertura al culto avvenne il 6 ottobre 1935 e l'intitolazione nel 1939; la sua comunità parrocchiale è considerata tra le più vaste della diocesi spezzina.
Il Palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, nel centro storico castelnovese, sede attuale del municipio. Il palazzo fu riadattato negli spazi di un preesistente edificio nel corso del XIX secolo dal marchese Amati per la moglie, duchessa Caetani di Sermoneta. Nella sala consigliare, già sala di rappresentanza del palazzo, sono presenti cicli di affreschi realizzati agli inizi dell'Ottocento dal pittore Bontemps. Le sale delle cantine, risalenti al XVI secolo, ospitano dal 1996 l'Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana. Esternamente, il giardino pensile del XVIII secolo. Il palazzo ospita, inoltre, l'archivio storico comunale contenente atti e documenti a partire dal XVI secolo.
Villa Baracchini nella frazione di Molicciara. Edificata nel XVII secolo, la proprietà dell'edificio passò dalla famiglia genovese dei De Mari ai Podestà Lucciardi e ancora ai Cecchinelli e ai Samengo. Gli affreschi interni sono opera del pittore spezzino Luigi Agretti.
Il Monumento ai caduti opera dello scultore carrarese Nardo Dunchi.