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Ville di Genova, Riviera ligure di Levante, Liguria

Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera

La Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera è una villa nobiliare genovese ubicata nel quartiere di Voltri sul colle Castellaro. Si è sviluppata in seguito all'annessione successiva di diverse proprietà.

Il corpo più antico denominato "Paraxo" era stato fatto costruire dalla famiglia aristocratica Mandillo. Il corpo centrale, sormontato al centro dallo stemma dei Brignole, corrisponde al nucleo originario seicentesco mentre le due ali sono state aggiunte in un secondo tempo.

Contrariamente ai canoni abituali, l'ingresso principale non è situato al centro dell'edificio ma sotto un portico posto sotto l'ala ad oriente. Gli interni conservano affreschi settecenteschi e decorazioni in stile rococò. Di particolare pregio la Sala delle Conchiglie. Sul retro trova spazio un interessante giardino d'inverno.

La villa, collocata su una terrazza a mezza costa a cui si accede da due monumentali scale simmetriche, ha anche delle dependance: il Caffè, la Latteria e il Castello Belvedere che dopo anni di decadenza sono state ristrutturate utilizzando i finanziamenti elargiti in occasione delle manifestazioni colombiane del 1992.

Nel 1675 la villa fu acquistata dai Brignole Sale che dopo lavori di ampliamento la rinominarono Villa Grande.

Le ristrutturazioni successive più importanti avvennero nel 1780 quando il voltrese Giuseppe Canepa decorò gli interni della villa in stile rococò, e nel 1876, quando Maria Brignole Sale De Ferrari, duchessa di Galliera, fece realizzare il vasto giardino romantico genovese. Nel 1888 la duchessa la lasciò in eredità perpetua all'Opera Pia Brignole Sale. Dal 1931 è in uso al Comune di Genova, inizialmente in affitto e poi in proprietà tranne il palazzo e l'antistante giardino.

Negli anni ha ospitato diversi ospiti illustri tra cui: Luigia Maria Adelaide di Borbone, Maria Cristina di Savoia, Ferdinando II di Borbone, re Carlo Alberto , la regina Maria Teresa d'Asburgo e gli imperatori Francesco Giuseppe d'Austria e Guglielmo II di Germania.

Il parco della villa, attualmente adibita dal comune a parco urbano si estende per circa 32 ettari.

E'è costituito da una parte a giardino, nei dintorni della villa, con elementi botanici classici dei giardini dell'epoca quali cedri, cipressi, ippocastani, magnolie, e palme con innesti di vegetazione tipica ligure quali pini marittimi e lecci ed un'altra tipicamente agricola con olivi e alberi da frutto e abitazioni contadine. Tra le specie della flora spontanea si segnalano crocus biflorus, iris foetidissima e l'orchidacea spiranthes spiralis, entità piuttosto rare in Liguria.

In una spianata erbosa si trova un recinto per i daini, vera attrazione del parco. Subito fuori di due dei cancelli del parco vi sono due chiese: il convento San Francesco, ora in disuso, in basso e il Santuario Madonna delle Grazie (intitolato anche a san Nicolò) in cima alla collina.

Villetta Di Negro

Villetta Di Negro è un parco pubblico di Genova. è situato a poco distanza dalla centrale piazza Corvetto, a poche decine di metri dal Palazzo del Governo il cui ingresso è posto su via Roma.

Nel piazzale antistante l'accesso al parco si trova una statua eretta in onore di Giuseppe Mazzini, grande genovese e padre della Patria.

Villetta Dinegro si sviluppa lungo una serie di viali che salgono lungo i lati di una collinetta, dalla cui cima è possibile ammirare il centro città. Ospita al suo interno il Museo d'Arte Orientale intitolato ad Edoardo Chiossone.

Villa Durazzo-Pallavicini

La Villa Durazzo-Pallavicini si trova a Pegli, quartiere residenziale del ponente di Genova. Il parco romantico annesso alla villa, comprendente anche il Museo di Archeologia Ligure, è uno tra i maggiori giardini storici a livello europeo.

Fu costruito per volere del nipote della marchesa Clelia Durazzo, Ignazio Alessandro Pallavicini, il quale ne affidò la progettazione e la completa realizzazione a Michele Canzio, fratello di Stefano Canzio e scenografo del Teatro Carlo Felice nonché maestro presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti.

I lavori che furono realizzati tra il 1840 e il 1846, anno dell'inaugurazione ufficiale anche se proseguirono ancora qualche tempo, diedero compimento ad un'opera considerata oggi tra le più alte espressioni di giardino romantico ottocentesco, grazie all'interpretazione del Canzio che, disponendo le diverse scenografie, ha saputo comporre un itinerario di ispirazione melodrammatica, per mezzo di un racconto che si svolge in un prologo e tre atti di quattro scene ciascuno. Ci si trova quindi a viaggiare attraverso sentieri contornati da architetture neoclassiche, o di stile neo-gotico o rustiche, contornate da palme, piante esotiche, lecci e allori.

Il prologo tramite due viali porta al primo atto incentrato sulla natura. Qui è presente una delle più antiche collezioni italiane di camelie la cui fioritura è ovviamente visibile in primavera.

Il secondo atto nella zona alta, ora non visitabile, raffigura il succedersi della storia tramite finte rovine medioevali (edicola dedicata alla Madonna, castello trecentesco, mausoleo del signore).

Il terzo atto è quello della Purificazione. Tramite le grotte (oggi chiuse al pubblico) raffiguranti gli inferi si arriva alla scenografia del Lago grande, immagine catartica del Paradiso: qui la maestria scenografica del Canzio si rivela in pieno, col tempio neoclassico di Diana e il ponticello in stile orientale.

Infine, oltre a numerose opere d'arte scultoree, attribuite per lo più a Giovanni Battista Cevasco, si contano numerosissimi esemplari di vegetali assai rari.

Nonostante l'aggressione dell'urbanizzazione e dell'industrializzazione (sotto al parco è stata scavata una galleria autostradale), villa Durazzo-Pallavicini resta uno dei migliori esempi delle residenze di villa nobiliare, che nei secoli passati furono tradizione delle potenti famiglie genovesi.

La villa è facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Genova-Pegli.

Villa Giustiniani-Cambiaso

La villa Giustiniani-Cambiaso o semplicemente villa Cambiaso è stata una storica dimora nobiliare genovese del quartiere residenziale di Albaro, nei pressi di via Montallegro, nel comune di Genova. L'edificio è corredato da un parco pubblico, una porzione ben più ridotta rispetto al vasto parco che anticamente circondava la villa quasi fino a raggiungere il mare. L'antica dimora, divenuta di proprietà del Comune di Genova nel 1921, è oggi sede della facoltà di ingegneria dell'Università degli Studi di Genova.

Villa Imperiale

Villa Imperiale è una delle più antiche e prestigiose ville con parco genovesi rinascimentali.

Situata nel popolare quartiere di San Fruttuoso, nella parte a levante del centro storico, è di proprietà del Comune ed è adibita, assieme al parco circostante, a struttura pubblica e giardino.

Ospita un centro sociale per anziani, è la sede della Biblioteca Comunale "Lercari" e, in passato, della Biblioteca Internazionale per Ragazzi "Edmondo De Amicis" (trasferita ai Magazzini del Cotone nel Porto Antico); vi ha sede anche una scuola materna intitolata a Gianni Rodari. In estate vi si tengono rappresentazioni teatrali e, in un'arena appositamente allestita, serate di programmazione cinematografica.

In anni recenti il palazzo è stato completamente ristrutturato, restaurato e restituito all'antico splendore, su progetto di un gruppo di architetti napoletani (Ezio De Felice, Renato Carrelli, Roberto Fedele, Bruno Discepolo, Alessandra Fasanaro).

Palazzo del Principe

Il Palazzo del Principe di Genova, situato in via Adua 6, è uno dei principali edifici storici cittadini.

Fu edificato in località Fassolo e, quale villa-residenza strettamente privata del principe ammiraglio Andrea Doria, che pure vi ricevette sovrani e diplomatici di ogni nazione, non fu mai censito nei cinque Rolli istituiti dalla Repubblica per definire le dimore destinate ad ospitare gli illustri ospiti della città. Questo era dovuto al fatto che la sua ubicazione era esterna alle mura della città.

Dalla sua reggia, Andrea Doria, come ben ricorda Paolo Lingua nella sua Breve storia dei genovesi, poteva avere un controllo sulla città (in particolare sull'ingresso dalla zona del Faro, ovvero la collina dove sorge la lanterna) pur mantenendosi ad adeguata distanza dal Palazzo Ducale dove l'oligarchia aristocratica decideva ufficialmente le sorti della città e dei suoi abitanti.

Oggi di proprietà privata, il Palazzo di Fassolo è adibito a istituzione museale.

Villa delle Peschiere di Tobia Pallavicino

La Villa Pallavicini, detta delle Peschiere, è una delle ville del XVI secolo di Genova. Si trova in via San Bartolomeo degli Armeni, luogo che nel Cinquecento, pur restanto incluso nella cerchia delle Mura Nuove di Genova, era esterno all'abitato. Si tratta pertanto di una villa del tipo del palazzo suburbano.

Viene attribuita a Galeazzo Alessi a cominciare dal Soprani, che per essa introduce alcuni dubbi sulla paternità progettuale, cioè "su alcune riforme e alcune aggiunte" portate da Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco.

In villa Pallavicino Galeazzo Alessi proietta gli ordini architettonici nel paesaggio, con una serie di terrazzamenti scenografici, dove appaiono in tutte le loro versioni: dall'ordine rustico a quello corinzio, con una serie di serliane che accompagna il visitatore in un crescendo trionfale, dal basso verso l'alto, dalla città alla villa.

Il Bergamasco interviene nella villa ufficialmente come pittore, assieme a Luca Cambiaso.

La costruzione del palazzo o villa suburbana viene completata tra il 1550 e il 1556.

Villa Piaggio

Villa Piaggio è una dimora storica di Genova, situata sulle pendici collinari di Carbonara, poco distante dal quartiere di Castelletto. Ha due differenti accessi: uno, aperto nel XIX secolo, da corso Firenze ed un altro, quello originario, da via Pertinace.

Dal 1971 di proprietà del Comune, la villa ospita, fra le altre istituzioni, le sedi dell'Istituto Internazionale delle Comunicazioni (IIC) e della Infotransport (Associazionenazionale per l'Informatica nei Trasporti).

Il complesso, di alto valore architettonico e culturale, è stato destinato anche ad altri usi sociali fra cui il distretto della polizia municipale, mentre il parco è stato adibito a giardino pubblico.

Villa Piaggio è di fatto un insieme di aggregazioni successive e frutto dell'ampliamento di più unità.

Secondo una valutazione catastale che risale al 1798, risultava una delle ville più importanti all'interno della cinta muraria che costituiva il primario sistema di fortificazioni nella Genova secentesca.

Villa Rossi Martini

Villa Rossi Martini è una villa nobiliare genovese situata nel quartiere genovese di Sestri Ponente.

Più cononosciuta con il semplice appellativo di Villa Rossi fu fatta costruire dalla nobile famiglia dei Lomellini nel XVII secolo venne presto ceduta ai Centurione Spinola.

Nel 1855 venne acquistata all'asta dalla famiglia Rossi-Martini, nobile famiglia genovese di banchieri, che ne ampliarono il bel parco.

Nel 1931 il Conte Alberto Rossi la vendette al Comune di Genova che l'aprì al pubblico e adibì l'edificio principale come scuola primaria femminile "Anita Garibaldi". Chiuso l'istituto scolastico ad inizio degli anni duemila, da qualche anno è diventata una scuola materna.

Tra i personaggi illustri che hanno soggiornato nella villa si ricorda, nel 1893, Elisabetta Wittelsbach, moglie dell'imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Giuseppe, la famosa principessa Sissi.

Il bel parco, giunto ad oggi praticamente integro, misura 40.425 m2 e rappresenta il polmone verde del quartiere di Sestri Ponente ed è anche utilizzato per manifestazioni culturali e di svago, nonché concerti, specialmente nella stagione estiva. Nello spiazzo antistante la villa è stata realizzata parecchi anni fa una pista circolare in cemento per il pattinaggio a rotelle.

Villa Saluzzo Bombrini

Villa Saluzzo Bombrini, conosciuta anche come il Paradiso è una delle principali ville genovesi. è un tipico esempio architettonico di quello che verrà successivamente definito manierismo seicentesco.

Situata alla confluenza delle vie Albaro e Francesco Pozzo, nel signorile quartiere di Albaro, fu edificata su progetto dell'architetto Andrea Ceresola detto il Vannone sul finire del XVI secolo per essere adibita a residenza di villeggiatura della famiglia Saluzzo.

Il giardino è collegato al piazzale superiore attraverso rampe di scale e vialetti. L'asse di ingresso che conduce alla villa, congiunto da una stretta salita, è leggermente sfalsato rispetto al portone principale che porge sull'atrio principale.

Il corpo architettonico, progettato volutamente in stile pre-alessiano, privilegia la forma allungata rispetto all'altezza, con una doppia loggia angolare aperta sul paesaggio circostante (quella di ponente, unico caso nelle ville genovesi, si estende per l'intera profondità dell'edificio). Gli interni, articolati su un piano terra, un piano nobile ed un mezzanino, sono impreziositi da affreschi e decorazioni di Gio Andrea Ansaldo, Lazzaro Tavarone e Bernardo Castello.

Villa Spinola Dufour

La Villa Spinola Dufour a Cornigliano è un edificio complesso, quadrangolare, costituito da due ville distinte, contigue. E' un interessante esempio di villa genovese prealessiana.

Il volume, allungato sul percorso principale, è contraddistinto da due torri e rivolto verso il mare. Presenta elementi quattrocenteschi e cinquecenteschi. Originariamente proprietà, come molte altre ville di Cornigliano, della famiglia Spinola, passò ai Dufour alla metà del 1800. Qui visse e prese ispirazione Maurizio Dufour, noto architetto genovese.

Attualmente la villa di ponente ha funzione di oratorio parrocchiale, mentre quella di levante è di proprietà privata.

Ville del polo museale di Nervi

Villa Luxoro

In via Mafalda di Savoia 3, sede del Museo Giannettino Luxoro.

Villa Saluzzo Serra

In via Capolungo 3, sede della Galleria d'Arte Moderna "Principe Odone di Savoia".

Villa Grimaldi Fassio

In via Capolungo 9, sede delle Raccolte Frugone.

Villa Rosazza

Villa Rosazza è situata a Di Negro che, insieme al quartiere di San Teodoro, fa parte del municipio II Centro-Ovest di Genova (tra Sampierdarena e Genova).

La villa fu costruita dalla famiglia Di Negro nel XVI Sec. Villa Di Negro, Durazzo, Rosazza, denominata "lo Scoglietto" dal colle ad ovest della città alle pendici del quale sorge, conserva tuttora, nonostante le molteplici trasformazioni del tessuto edilizio nel quale è inserita, i caratteri tipici della villa litoranea, edificata tra il mare, il giardino e il grande parco sul colle retrostante. Il contesto in cui l'edificio è inserito, infatti, appare oggi sensibilmente mutato da quella che era la situazione originaria a causa dei numerosi interventi di urbanizzazione che, a partire dal piano di fabbricazione del 1816 e intensificandosi nella seconda metà dell'Ottocento con la costruzione della linea ferroviaria, determinarono la pesante mutilazione dei terrazzamenti a giardino sul lato a mare; per ovviare alla chiusura del collegamento della villa alla sottostante Via Milano vengono costruiti una doppia scala e un sottopasso, soluzione che trovò molti consensi nel periodo della sua realizzazione. Intatti rimasero, invece, i terrazzamenti a monte e il grande parco, oggi acquisito in proprietà dal Comune.

L'interno della Villa ospita un pregevole ninfeo edificato nel 1400 contemporaneamente alla realizzazione dei terrazzamenti e restaurato solo esternamente nell'800.

Villa Lomellini Rostan

La Villa Lomellini Rostan (o "dei Tagliafichi", dal progettista del giardino Emanuele Andrea Tagliafichi), costruita nel cinquecento, è una villa nobiliare situata nel quartiere di Multedo.

In essa hanno soggiornato, nel corso dei secoli, regnanti e nobili di tutta Europa.

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