La Spezia, Riviera ligure di Levante, Liguria

La Spezia

   

La città sorge su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti; diretta conseguenza di ciò è la presenza di numerosi quartieri collinari e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana, che negli anni venti ha richiesto addirittura lo sbancamento del colle dei Cappuccini (dove sorge l'attuale Piazza Europa) per consentire al centro storico lo sviluppo possibile verso est, in direzione della piana di Migliarina, poiché l'area ad ovest è occupata dall'Arsenale Militare.

Tale sviluppo urbanistico ha richiesto ingenti opere di bonifica; infatti dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale era un tempo un'ampia zona paludosa, detta gli Stagnoni.

Il golfo che protegge la città ha una estensione di circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa 2.210 metri con due passaggi, quello di ponente di circa 400 metri e quello di levante di circa 200 metri. L'insenatura del golfo ha una profondità di 4,6 km ed una larghezza di 3,2 km.

Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalla furia delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che alla Spezia venisse costruito uno dei piùgrandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo.

In città sono presenti tre piste ciclabili.
2 Giugno - Fabiano Basso. Per 1,5 km. Ciclostradale (congiunzione con via Fieschi).
Via Fieschi. Per 1 km. Ciclostradale (congiunzione con 2 Giugno - Fabiano Basso).
Viale Italia. Per 3 km. Ciclabile.

La cattedrale di Cristo Re sorge sulla collina un tempo sede del Convento dei Cappuccini e domina con la sua imponente mole la centralissima Piazza Europa.
La Spezia divenne sede di Diocesi nel 1929 e fu in quella occasione che venne indetto un concorso per il progetto della nuova cattedrale. L'architetto Brenno del Giudice presentò il progetto risultato vincitore, ma che tuttavia venne accantonato fino al 1956, quando venne nuovamente presa in considerazione la realizzazione della cattedrale.
Il nuovo progetto fu affidato ad Adalberto Libera; alla morte di Libera (1963), il progetto, già in fase di realizzazione, venne affidato a Cesare Galeazzi che vi apportò alcune modifiche. La cattedrale, con la sua caratteristica forma circolare, venne consacrata nel 1975.
Contrariamente alla tradizione che vuole le chiese a croce romana o greca, la circolarità di questo tempio richiama l'ostia usata per la celebrazione della messa: l'eucarestia è il sacramento che inserisce in Cristo e quindi entrare in chiesa per i fedeli equivale ad entrare a far parte della famiglia del Salvatore, che ne è il centro con la sua Parola e il suo Sacrificio (sul presbisterio domina la Croce che è illuminata dall'unica fonte di luce proveniente dal lucernario posto al centro della copertura dell'edificio).
L'interno è circondato da dodici massicce colonne che recano i nomi degli Apostoli. L'altare, il pulpito e il tabernacolo sono opera della scultrice Lia Godano che ha usato il marmo statuario delle Alpi Apuane, ben visibili dalla Spezia. La Chiesa è priva di affreschi; un programma di mosaici era previsto nel primo progetto di Brenno del Giudice, ma poi non venne realizzato.
Dal 1983, nella cripta sono state composte le spoglie della mistica spezzina Itala Mela di cui è in corso la causa di beatificazione. Vi è sepolto anche Giovanni Costantini, primo vescovo della Diocesi.

La chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta risale al XIII secolo (il primo documento in cui viene fatto riferimento alla chiesa è datato 1343); da quel momento in poi la chiesa figura come un'importante istituzione negli affari della comunità locale.
A causa della sua posizione centrale la chiesa conserva un interessante patrimonio artistico, nel quale sono confluite anche alcune opere provenienti da altre istituzioni religiose soppresse nel corso degli anni, come ad esempio il convento francescano che venne annesso all'Arsenale.
Tra queste opere ricordiamo L'incoronazione della Vergine di Andrea della Robbia, La Moltiplicazione dei Pani di Giovanni Battista Casoni ed Il Martirio di San Bartolomeo di Luca Cambiaso, e l'imponente Crocifisso di scuola ligure e risalente al XV secolo.
La chiesa è stata duramente colpita dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. Nel dopoguerra è stata restaurata e dotata di una nuova facciata.

Santi Andrea e Cipriano, progettata dall'architetto Franco Oliva (1932-1934), sorge in via Vittorio Veneto nel complesso dell'Ospedale Civile Sant'Andrea. L'edificio, con facciata a capanna, è posto su di un piano rialzato con paramento a un bugnato grezzo. L'entrata ha un protiro sormontato da due statue di Angeli, opera dello scultore spezzino Augusto Magli, al quale si deve anche la Via Crucis in bronzo all'interno della chiesa.

La chiesa dei Santi Giovanni e Agostino si trova arroccata alle spalle di Piazza S. Agostino e venne edificata nel XVI secolo, originariamente come un oratorio per il ricovero dei defunti. L'edificio ha una singola navata assai ricca di decorazioni del XVIII e del XIX secolo, il risultato è un contrasto tra l'austerità della parte esterna e lo sfarzo delle decorazioni barocche presenti nella navata e nell'abside.

La chiesa di Santa Maria della Neve sorge sul viale Garibaldi nel centro storico cittadino. La sua costruzione risale alla fine del XIX secolo su progetto dell'architetto torinese Giuseppe Ferrari d'Orsara.

La chiesa di Santa Maria della Salute, detta anche Madonna della Scorza, sorge in piazza Brin.

La chiesa di Santa Rita ospita un grande mosaico dell'artista spezzino contemporaneo Ferdinando Carotenuto.

Il Santuario della Madonna dell'Olmo si trova sulle pendici del monte Santa Croce, il colle che sovrasta il paese di Fabiano, sul lato occidentale dell'ampio Golfo della Spezia, a circa 280 m sul livello del mare. L'inizio del culto verso l'immagine della Madonna dell'Olmo risale al 1690 circa, quando un'effigie della Vergine con il Bambino, dipinta su una lastra d'ardesia, era collocata su un muro a secco lungo la via: qui i viandanti sostavano per la preghiera. Del quadro (cm 47 x cm 63) non si conoscono né l'autore, né l'epoca d'origine, che, tuttavia, può collocarsi intorno alla suddetta data d'inizio della pubblica venerazione: esso raffigura la Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù; alla sua destra vi è san Giuseppe e alla sinistra, un altro santo che fu identificato, originariamente, in San Giovanni; piùtardi si pensò a sant'Antonio da Padova o a san Tommaso d'Aquino. La piùrecente tradizione parrocchiale, infine, ha potuto identificarlo in san Nicola da Tolentino, a causa dei segni iconografici con i quali egli è rappresentato, ovvero la stella sul petto ed il giglio sulla mano sinistra.
In origine, e poi per molto tempo, la Madonna venerata in quest'effigie, non era conosciuta come "Madonna dell'Olmo", bensì con il titolo di "Madonna del Monte", perché il luogo ove era posta si trova sul Monte Santa Croce, o anche "Madonna della Costa", da allora nome della località. Il titolo dell'Olmo si affermò in epoca molto tarda, quando già esisteva la primitiva Chiesa: esso derivò, secondo le testimonianze dei parroci di allora, da una grossa pianta d'olmo, che si trovava nel piazzale del tempio.
Il 6 giugno 1659, con un atto notarile, il sindaco A. Carassale e alcuni agenti della corte diFabiano, si impegnarono, in nome della popolazione, a costruire una chiesa in onore della Beata Vergine Maria; la costruzione della chiesa durò otto anni. Per oltre centosettanta anni il numero dei pellegrini andava progressivamente crescendo, sicché le dimensioni dell'oratorio si rivelarono insufficienti.
Fu così che, il 1º giugno 1838, in una storica riunione, tutti i capifamiglia della parrocchia, convocati dal parroco Don Battista Borachia e dal presidente della Fabbriceria, il conte Gerolamo Federici, all'unanimità presero la decisione di costruire una chiesa piùgrande e piùbella, un santuario, appunto, anche per riconoscenza alla Madonna, per la sua intercessione nell'epidemia del 1817.
La Chiesa è stata, specialmente nel dopoguerra, ma anche tuttora, oggetto di culto e di venerazione. La seconda domenica di maggio, i devoti della Madonna del'Olmo, sono soliti effettuare un pellegrinaggio. Un tempo la salita era percorsa a piedi, partendo dalla località dei Buggi o da Fabiano Basso e percorrendo un viottolo in salita, fino ad arrivare al Santuario. Oggi il percorso si abbrevia arrivando ad oltre la metà del cammino, salendo per la Strada Litoranea sino nei pressi della chiesa di Fabiano Alto, là dove la strada incrocia l'antico sentiero. Ed era, ed è tuttora, una fila ininterrotta di fedeli che pregando, spesso in ginocchio, sale l'erta del Monte Santa Croce per raggiungere dopo non poca fatica la spianata della Chiesa. E risulta che i miracoli non sono stati pochi.

La chiesa di Sant'Andrea a Fabiano Alto è stata definita "un contenitore modesto" perché, in effetti, la struttura esterna non è certamente di pregio. Ma è l'interno che compensa questa "modestia".
C'era un tempo una Madonna col Bambino del Trecento, in marmo, oggi trasferita al Museo Diocesano. Ma nella Chiesa si trovano almento tre dipinti, due su tela ed uno su ardesia degni di nota. Recentemente è stata restaurata una tela di Sant'Elena di cui si ignora come sia arrivata nella Chiesa. Comunque misura 155 - 115 centimetri, tela assai rada, cornice antica dorata a foglia, attribuibile a Francesco Guarino, (1611,1654), considerato uno dei protagonisti della scuola napoletana del secolo XVII.
Infine la Chiesa di Sant'Andrea è da ricordare perché vi viene ricoverata la Statua della Madonna dell'Olmo che viene portata, la seconda domenica di maggio, in pellegrinaggio al vicino Santuario della Madonna dell'Olmo, che si raggiunge con un'arrampicata lungo un sentiero a scale sul Monte Santa Croce.

La chiesa di Santo Stefano di Marinasco è una delle antiche pievi del Golfo.

Tra i palazzi che meritano una visita alla Spezia ricordiamo l'Ex albergo Croce di Malta costruito nel 1875 che ospitò per molti anni la famiglia reale dei Savoia e il Palazzo delle Poste Centrali, il Palazzo delle Poste, il Palazzo di Giustizia, Palazzo Maggiani, Palazzo Doria e Palazzo Castagnola.

Il Teatro Civico venne inaugurato nel 1846, il primo teatro appositamente edificato a tale scopo nella città, da un progetto venne redatto dall'architetto ticinese Ippolito Cremona, interprete del neoclassicismo genovese.
Dopo alcune modifiche apportate alla fine del secolo, il teatro, ormai inadatto alle esigenze di una città in continua crescita, venne abbattuto per essere sostituito da un nuovo edificio teatrale rispondente alle nuove necessità. Il nuovo progetto è affidato all'architetto Franco Oliva, mentre lo scultore Augusto Magli è autore dell'apparato decorativo. I lavori del nuovo teatro vengono terminati nel 1933.

Il Castello San Giorgio è la piùantica costruzione militare della città, in posizione collinare, è il Castello San Giorgio, la cui prima fase costruttiva è antecedente al XIII secolo. La Repubblica genovese costruì inoltre varie altre fortificazioni nel golfo a difesa dalle incursioni mussulmane.

In città sono presenti numerosi musei degni di nota: il Museo Civico Archeologico "Ubaldo Formentini", il Museo Civico "Amedeo Lia", il Museo Diocesano della Spezia, il Museo Nazionale dei Trasporti, la Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo, il Museo Civico Etnografico "Giovanni Podenzana", il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea (CAMeC) e il Museo Tecnico Navale.