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Manarola, Riviera ligure di Levante, Liguria
Manarola

Manarola nasce dallo spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara e dall'insediamento romano di Volastra si muovono verso il mare per sfruttarne le risorse. Il suo nome deriva, forse, dal latino Manium arula, che significa "piccolo tempio dedicato ai Mani" o forse da "magna roea", una grande ruota di mulino presente in paese, ma l'etimologia rimane ancora molto incerta.

A monte dell'abitato si incontra la piazza pricipale di Manarola che custodisce l'oratorio dei Disciplinati, la Torre campanaria e la parrocchiale di San Lorenzo. Quest'ultima realizzata in stile gotico e risalente al 1338. La facciata della chiesa è caratterizzata da un pregevole rosone attributo a Matteo e Pietro da Campilio, gli stessi autori di quello di San Pietro di Corniglia. Sotto il rosone si apre il portale di forma ogivale, con alcune decorazioni trecentesche. L'interno della chiesa è strutturato su tre navate con quella centrale doppia rispetto alle laterali. Entrando, a sinistra si incontra subito il fonte battesimale ai cui piedi è poggiata una antica misura genovese di capacità per aridi. Nella navata di sinistra si trova un trittico proveniente da Volastra risalente al XV secolo che raffigura San Lorenzo tra i Ss. Antonio abate e Bernardino. Sull'arco della navata centrale è situato un crocifisso della seconda metà del '400, mentre alla parete dietro l'altare maggiore si trova un pregevole polittico (Madonna e santi) dello stesso periodo.

Il castello un tempo baluardo difensivo contro le incursioni dei pirati saraceni, intorno al quale era sorto il nucleo centrale del paese, nei secoli è stato trasformato in abitazione privata, ma è tuttora ben riconoscibile per la sua struttura arrotondata in pietra. La porta di accesso è visibile in Via del Baluardo.

Punta Bonfiglio. In una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo, su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi ed aperto nel 1968 che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese. Impressi sulla facciata sono i versi finali della poesia Liguria di Vincenzo Cardarelli:

"O aperti ai venti e all'onde
liguri cimiteri!
Una rosea tristezza vi colora
quando di sera, simile ad un fiore
che marcisce, la grande luce
si va sfacendo e muore."

Via Belvedere. Molto suggestivo l'ultimo tratto della via che costituisce un vero è proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere:

"Riviere,
bastano pochi stocchi d'erbaspada
penduli da un ciglione
sul delirio del mare."

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