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Monterosso al Mare, Riviera ligure di Levante, Liguria
Monterosso al Mare

In seguito alla battaglia dell'anno 1016, il pericolo delle incursioni saracene diminuì e cominciò ad instaurarsi un fenomeno migratorio dai colli verso il mare, da Albereto a Monterosso.

Monterosso fu, probabilmente, il limite ultimo dei possedimenti obertenghi nella zona del Mesco nel secolo XI. Il paese viene nominato per la prima volta in un documento, datato 1056, nel quale Guido degli Obertenghi, figlio di Adalberto II, effettuò alcune donazioni in loco Monte Russo. Monterosso passò sotto il dominio dei Lagneto, successivamente sotto il controllo di Genova, alla quale fu tolta dai pisani.

Nel 1254 Pisa restituì a Genova il castello, e, comunque, la riconquista definitiva da parte di Genova avvenne in breve tempo. Segno indelebile del passato di continue lotte sono rimasti il castello con la sua cinta allungata che comprende tre torri rotonde, la torre Aurora a picco sul mare ed una torre medievale nel centro abitato, situata davanti la parrocchia di San Giovanni Battista.

La parte più antica del borgo è raccolta al di sotto del castello, nella valle del torrente Buranco, successivamente il paese si è sviluppato sull'altra sponda del torrente e sul piano dell'insenatura delimitata a levante dalla punta Corone e a ponente dalla scogliera della torre Aurora.

I lavori per la costruzione della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista iniziarono nel 1282 e terminarono nel 1307. La pianta dell'edificio è basilicale a tre navate che si allargano verso l'altare; la torre campanaria è costituita da una torre merlata a base quadrangolare risalente al periodo medievale. Il portale della chiesa raffigura, nella lunetta in alto, un affresco del Battesimo di Cristo; il portale lievemente strombato presenta quattro serie di colonnine in marmo.

Sopra Monterosso, alla quota di 418 metri sul livello del mare, si trova il santuario di Nostra Signora del Soviore di Monterosso, le cui origini risalgono al periodo romanico.

Il Castello è un'opera genovese di tarda realizzazione, le mura del lato più lungo sono in rovina. Si notano delle aggiunte probabilmente non posteriori al secolo XVIII; la sua area è attualmente in gran parte occupata dal cimitero.

Punta Mesco. Il monte che chiude il golfo davanti a Monterosso, a destra guardando il mare. Immerso nel Parco Nazionale delle Cinque Terre molto suggestive sono le sue scogliere. Una bellissima passeggiata di circa 1h15 (verso Levanto) permette di raggiungere il cosiddetto "Semaforo": un vecchio faro segnaletico abbandonato da cui si gode di una vista spettacolare a picco sul mare (stupenda al tramonto). A 100mt circa si possono anche visitare i ruderi di una vecchia e suggestiva chiesa.

La Statua del Gigante è un'imponente e suggestiva struttura in cemento armato, appoggiata ad uno sperone di roccia, realizzata nel 1910 dall'architetto Francesco Levacher e dallo scultore Arrigo Minerbi, alta 14 metri e pesante 1700 quintali, raffigurante Nettuno. La statua, che adornava Villa Pastine insieme ad una grande terrazza a forma di conchiglia, fu rovinata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La statua sovrasta l'omonima spiaggia, e la villa in cui ha trascorso parte della vita e delle vacanze estive il Premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale.

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