Porto Venere, Riviera ligure di Levante, Liguria
Porto Venere

Anche se le origini più antiche del borgo vengono fatte risalire sino al VI secolo a.C., le prime datazioni storiche di Porto Venere risalgono a Claudio Tolomeo (150 d.C.) e all'Itinerario Marittimo dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.C.

Il nome del borgo (Portus Veneris) derivava da un tempio dedicato alla dea Venere, sito esattamente nel luogo in cui ora sorge la Chiesa di San Pietro. Il nome era probabilmente legato al fatto che, secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel faraglione. Oppure, ci piace crederlo, perché Porto Venere era una località bellissima e romantica anche allora.

Il borgo originario (castrum vetus), abitato da antichi pescatori, era sito nell'attuale piazzale Spallanzani ed è oggi interamente scomparso. Da località di pescatori, Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina, ma fu assalita e distrutta da Longobardi nel 643 d.C. I pochi reperti romani, consistenti in alcune murature rinvenute sotto il piazzale Spallanzani, si rifanno all'assorto periodo cristiano-monastico dei monaci di san Colombano, con l'antica Chiesa di San Pietro della diocesi di Luni.

Sono datati 1113 i documenti che testimoniano la costruzione del primo Castello; nel 1130 viene costruita la chiesa di San Lorenzo e nel 1139 il borgo nuovo. Sono del 1161 le mura che racchiudono entrambi i borghi, vecchio e nuovo, ed è infine nel 1162 che viene sancito formalmente il passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova, confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo. Nel XV secolo, con l'assalto degli aragonesi, viene meno il dualismo tra i due borghi; il borgo vecchio viene distrutto e lascia libero lo spazio che ancora oggi si può osservare tra il borgo nuovo e la chiesa di San Pietro.

Dal 1997 Porto Venere, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Nei dintorni di Porto Venere è possibile ammirare alcune grotte marine, tra cui la famosa Grotta Byron nella cala dell'Arpaia.

Il Castello Doria di Porto Venere è un'antica fortificazione del comune ligure di Porto Venere, nel Golfo dei Poeti, in provincia della Spezia. La fortezza è situata su un'altura rocciosa che domina il borgo marinaro ed è una delle piùmaestose architetture militari della Repubblica di Genova nel Levante ligure.

La chiesa di San Lorenzo venne eretta nel 1098 da parte dei genovesi, seguendo lo stile romanico, in un luogo dove in antichità sorgeva probabilmente un tempio dedicato a Giove. Nel 1340 vi si sviluppò un incendio, nel 1494 venne parzialmente distrutta ad opera degli aragonesi e subì alcuni restauri tra il 1494 e il 1582. Questi interventi di restauro consistettero nella sostituzione delle colonne in marmo portoro con colonne in marmo bianco, nella demolizione della torre nolare del presbiterio e relativa sostituzione con cupola ottagonale, ricostruzione del campanile a fianco dell'abside e sostituzione di quest'ultimo con un coro quadrato allungato.

La caratteristica chiesa di San Pietro venne consacrata ufficialmente nel 1198. La parte a fasce bianche e nere risale al XIII secolo, e venne restaurata tra il 1931 e il 1935. Questa parte è stata derivata da un corpo piùantico, che consiste nella chiesa primitiva, mentre a sinistra il campanile è basato sulla cappella sinistra del presbiterio. La chiesa originaria è un'opera di tipo siriaco del V secolo, con pianta rettangolare e abside semicircolare. Due archi a tutto sesto mettono in comunicazione questo spazio con la chiesa gotica. Quest'ultima a sua volta ha il tetto in legno strutturale ed il presbiterio è diviso in tre cappelle, coperto da volte ad ogiva ed a crociera, impostate su pilastri polistili.

Il Santuario della Madonna Bianca, già chiesa parrocchiale di San Lorenzo, è un antico santuario mariano situato in posizione dominante il centro storico e l'adiacente golfo fa parte della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie è un antico santuario-convento situato nella frazione de Le Grazie su un seno di mare, circondato alle spalle da un vasto uliveto, fa parte della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato ed è raggiungibile tramite la strada provinciale 530 collegante La Spezia con Porto Venere.

A Porto Venere sono presenti due musei, il Museo della Chiesa di S. Lorenzo e l'Antiquarium del Varignano.

Isola Palmaria

L'isola Palmaria con la sua superficie di 6,5 km², è la piùgrande delle tre isole del Golfo della Spezia e dell'intero territorio ligure; le altre due isole, Tino e Tinetto, si incontrano scendendo di pochissime centinaia di metri in linea retta verso Sud.

L'isola ha una forma triangolare: i lati che si affacciano verso Porto Venere e il Golfo della Spezia sono quelli piùantropizzati e degradano dolcemente sino al livello del mare, ricoperti dalla tipica vegetazione mediterranea; il lato che guarda verso Ovest, ossia verso il mare aperto, è caratterizzato invece da alte falesie a picco sull'acqua, nelle quali si aprono molteplici grotte. I lati piùantropizzati vedono la presenza di alcune abitazioni private, di una trattoria (in località Pozzale) e soprattutto di stabilimenti balneari, sia pubblici sia riservati ai dipendenti di Marina Militare e Aeronautica Militare.

Per quanto riguarda il lato occidentale, ovvero quello piùdifficilmente accessibile, sono degne di nota la Grotta Azzurra, visitabile in barca, e la Grotta dei Colombi, che si può raggiungere solo calandosi con delle corde. Quest'ultima in particolare si è rivelata molto importante nello studio delle vicende storiche del Golfo, in quanto al suo interno sono state ritrovate ossa fossili di animali pleistocenici, quali il camoscio e il gufo delle nevi, ma soprattutto resti di sepolture umane, che attestano la presenza dell'uomo ad almeno cinquemila anni fa.

Sull'isola sono presenti inoltre molte costruzioni di carattere storico: sulla sommità, inaccessibili in quanto territorio militare, il Forte Umberto I e il Forte Cavour; presso punta Scuola, un carcere dell'inizio del Novecento da pochi anni parzialmente ristrutturato e convertito a museo; sparsi nell'intero territorio dell'isola, svariati bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e resti di postazioni d'artiglieria costiera e contraerea per lo piùinaccessibili in quanto abbandonati e sommersi dalla vegetazione. Vicino al forte Umberto I è presente un Semaforo.

Degna di nota, infine, è la presenza (nella parte meridionale dell'isola, denominata Pozzale) di una cava abbandonata, utilizzata un tempo per l'estrazione del pregiato marmo nero con striature dorate detto portoro. Sono ancora presenti i resti delle gru e dei paranchi utilizzati per la movimentazione dei blocchi di marmo, nonché i muri delle abitazioni dei minatori.

Isola Tino

L'isola del Tino può essere considerata, fra le tre isole del Golfo, come quella "intermedia", sia come dimensioni, sia come posizione.

A Nord infatti troviamo l'isola Palmaria, la piùestesa, mentre a Sud vi è l'isolotto del Tinetto, di dimensioni piùridotte. Entrambe le isole citate distano dal Tino solo alcune decine di metri.

La superficie dell'isola è di 127.000 m2 ed il suo perimetro di quasi 2 km.

San Venerio, nato nell'isola della Palmaria, patrono del Golfo della Spezia e, dal 1961, il protettore dei fanalisti d'Italia, ovvero coloro i quali si occupano del funzionamento dei fari marittimi, visse in eremitaggio sull'isola sino alla sua morte, nel 630 e in sua memoria sulla sua tomba fu costruito dapprima un piccolo santuario (VII secolo) e piùtardi un monastero benedettino (XI secolo).

Sulla costa settentrionale dell'isola del Tino si incontrano infatti i resti del monastero e sulla sommità dell'isola è presente un faro.

La superficie dell'isola del Tino è interamente costituita da zona militare. Per tali ragioni sino a poco tempo fa era possibile visitare l'isola solo in due occasioni all'anno: il 13 settembre in occasione della festa di San Venerio e la domenica successiva.

Isola Tinetto

Il Tinetto, rispetto alle tre isole del Golfo, è quella che ha dimensioni piùridotte e che si trova piùa Sud, a poca distanza dal Tino. In realtà il Tinetto è poco piùdi uno scoglio, spoglio di vegetazione; tuttavia esso conserva tracce della presenza di comunità religiose sul suo angusto territorio. Nella parte piùoccidentale vi è infatti il rudere di un piccolo oratorio, risalente al VI secolo; spostandosi verso Est invece si trovano i resti di un edificio piùcomplesso, una chiesa a due navate con celle per i monaci, costruita in varie fasi sino al XI secolo e distrutta definitivamente dai saraceni. Pochi metri a sud dell'isolotto, sulla sommità di uno scoglio semisommerso, un tempo incubo dei diportisti, è stata installata una statua di Stella Maris alta circa due metri.
Immancabile la visita alla Grotta del Tinetto.

Sul Tinetto è presente un rettile endemico assai raro, la lucertola Podarcis muralis tinettoi.
Da diversi anni sul Tinetto è presente una colonia di gabbiani i quali diventano molto aggressivi durante il periodo delle nascite ed è quindi impossibile sbarcare sull'isola.