Sant'Olcese, Riviera ligure di Levante, Liguria
Sant'Olcese

Sant'Olcese si trova in val Polcevera, lungo il torrente Sardorella, a circa 20 chilometri a nord di Genova.

La chiesa parrocchiale di Sant'Olcese dà il nome al comune. Citata per la prima volta in un documento storico del 1143, probabilmente la costruzione della prima chiesa risale forse all'opera dei monaci colombaniani. Ricostruita nel 1387 a tre navate fu solennemente consacrata nel 1635. Conserva i resti mortali del santo omonimo, in un'urna di legno dorato, dal 1823.

La chiesa parrocchiale di Santa Margherita, nella frazione di Casanova, risalente all'XI secolo.

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Comago. Una prima cappella sembrerebbe risalente al 407, secondo una lapide presso la chiesa di Sant'Olcese, la prima citazione dell'edificio risale al 19 febbraio del 1191. Gli ultimi restauri risalgono al 1890.

Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Manesseno. Citata in un atto notarile del 1 febbraio del 1188 e suffraganea della comunità di Sant'Olcese, fu dal 1411 unita alla parrocchia di Comago e quindi autonoma dall'aprile del 1639. La struttura è composta da tre navate a croce latina. Conserva opere di Anton Maria Maragliano, Achille de Lorenzi e Luigi Gainotti.

Chiesa parrocchiale dei Santi Rocco e Sebastiano nella frazione di Trensasco. Nella frazione di Trensasco si ha notizia dal 1581 di una cappella intitolata ai Santi Sebastiano e Rocco, succursale della parrocchia di S. Margherita di Casanova. La chiesa attuale fu costruita nel 1870 nei pressi della primitiva cappella ed eretta in parrocchia nel 1951.

La settecentesca villa Serra di Comago, a poca distanza dal torrente Secca, è affiancata dalla palazzina neogotica fatta costruire nel 1851 dal marchese Orso Serra. Il complesso architettonico è circondato da un grande parco all’inglese, anch’esso realizzato alla metà del XIX secolo, quando il marchese Orso Serra decise di operare una radicale trasformazione delle proprietà acquistate dalla famiglia Pinelli. Dopo i primi lavori di restauro durati un decennio, il parco è stato riaperto al pubblico nel 1992. I lavori di restauro sono stati completati nel 2004.

Nel territorio del comune di Sant'Olcese si trova il forte Diamante, che domina il versante sinistro della valle del Sardorella dalla vetta del monte omonimo (667 m s.l.m.), ed è la più arretrata delle strutture difensive che circondavano la città di Genova. Fu costruito nella seconda metà del Settecento e poi completato e trasformato nei primi decenni dell'Ottocento. Il monte, in posizione dominante tra la val Polcevera e la val Bisagno costituiva un ottimo posto di osservazione e pare che già nel XIV secolo vi sorgesse una fortificazione, successivamente distrutta.
Durante la guerra di successione austriaca, nel 1747, vi si trovavano postazioni militari provvisorie e la zona fu teatro di scontri tra i difensori di Genova e gli austriaci.
Subito dopo questa guerra fu decisa la costruzione dell'attuale forte (poi ampliato e modificato dopo il 1815, quando la Liguria entrò a far parte del regno sabaudo). Il 30 aprile 1800, durante il blocco di Genova da parte di austriaci ed inglesi mentre la città era occupata dalle truppe napoleoniche, nella zona del forte avvenne una violenta battaglia tra le truppe austriache di Hoenzollern e quelle francesi del Generalissimo Andrè Massena; queste ultime ebbero la meglio grazie anche ai rinforzi mandati in soccorso dagli occupanti del forte comandati dal Capitano Bertrand. Definitivamente dismesso dal demanio militare nel 1914, il forte andò incontro ad un progressivo degrado, fino al recente, ma modestissimo e parziale restauro, a cura del Comune santolcesino.
Durante la Resistenza, il vicino Monte Sella fu teatro, il 14 aprile 1945, di un feroce scontro fra una centinaio di soldati nazisti e la Brigata Partigiana "Balilla", una quarantina di uomini, comandata da Angelo Scala detto 'Battista'; i partigiani, subirono 2 morti (Zamperini e Faggioni) ma ebbero la meglio sui tedeschi facendone strage e ricacciandoli a valle. Per la durezza della Brigata 'Ballila', i tedeschi non azzardarono alcuna rappresaglia. Oggi, presso il luogo della battaglia, è una piccola chiesetta in memoria dei partigiani e di tutti coloro che persero la vita nello scontro del 14 aprile 1945.
Nei mesi precedenti altri scontri minori ebbero luogo nella zona di Busalletta, quando i Partigiani attaccarono forze nazi-fasciste viaggianti sul treno a scartamento ridotto che unisce Genova a Casella.

Il sentiero botanico di Ciaè è un percorso naturalistico creato negli anni ottanta dai volontari della Guardia Antincendi di Sant'Olcese. Partendo dalla località Ronco, presso il paese di Sant'Olcese, il sentiero scende nella valle del rio Pernecco (affluente del Secca) e raggiunge il borgo di Ciaè, ormai abbandonato da anni, dove in un'antica costruzione presso un ponte tardo medievale, anch'esso restaurato, è stato realizzato un rifugio attrezzato con 14 posti letto. Numerosi cartelli esposti lungo il percorso descrivono le specie arboree, tipiche dei boschi liguri, presenti nell'area.