Albisola Superiore, Riviera ligure di Ponente, Liguria
Albisola Superiore

Albisola Superiore sorge sull'altra riva del torrente Sansobbia, che la divide da Albissola Marina. Nonostante oggi sia una rinomata località turistica estiva nella Riviera delle Palme, il nucleo della cittadina sorge più verso l'entroterra. Scavi archeologici hanno riportato alla luce alcuni resti dell'antico insediamento di Alba Docilia, di epoca romana.

Nonostante la ridotta dimensione della cittadina, Albisola raccoglie numerosi monumenti degni di nota.

Il Castello di Albisola fu edificato nell'antica località di Castellaro e il primo documento citante il castello è risalente al 1121 o al 1222; si suppone, però, che la sua edificazione sia molto più anteriore a tale data. Il castello fu al centro delle lotte di dominio tra la Repubblica di Genova e Savona e furono proprio i Genovesi ad espugnare il maniero, controllato dai Savonesi, e dopo un lungo assedio, nel 1227.
A seguito della sottomissione di Savona nei confronti di Genova, nel 1250, le proprietà terriere di Albisola e quindi anche il castello passarono sotto il controllo genovese.

Villa romana. I resti di una villa risalente all'Impero romano sono ancora oggi visibili nei pressi della locale stazione ferroviaria e adiacente alla chiesa di San Pietro. Secondo gli studi, effettuati dagli storici dopo l'eccezionale ritrovamento archeologico, potrebbero collegarsi ad una dimora residenziale avente una superficie di circa novemila metri quadrati. Il suo uso era, oltre che come abitazione, destinata ad uso agricolo con apposite stanze e vani per tale scopo.
Gli appartamenti destinati ad uso privato della famiglia erano molto probabilmente abbelliti da pavimenti con decorazione musiva e soffitti affrescati; proprio quest'ultimi elementi decorativi, come sostengono gli studi e supportati dai numerosi resti, potrebbero avere avuto il massimo splendore artistico tra il I e II secolo.

La chiesa di San Nicolò venne eretta ai piedi di un'altura nel XVII secolo. Al suo interno sono conservati affreschi del XVIII secolo del Brusco ed un pulpito ligneo barocco del 1655. Sono inoltre custodite sculture del barocco di Anton Maria Maragliano e dello Schiaffino. All'interno della sacrestia, una raccolta archeologica, espone reperti provenienti dagli scavi locali databili dal III secolo al V secolo.

La chiesa di San Pietro fu edificata adiacente i ritrovamenti archeologici di Villa romana, Alba Docilia, utilizzando proprio i muri di un vano dell'ala residenziale della villa imperiale romana. La chiesa, intitolata all'apostolo Pietro, fu interessata dal terremoto del 1887 (Terremoto di Diano Marina) che causò danni all'antica struttura in stile romanico. La ricostruzione dell'edificio fu affidata all'architetto Alfredo D'Andrade conservando lo stesso stile architettonico; la facciata presenta, come nei canoni dello stile medievale, un piccolo pronao con ai lati due leoni.
Al suo interno si conservano tre dipinti: San Pietro e Paolo del 1895 della pittrice Giovanna Lomellini d'Aragona, la Madonna della Misericordia di Antonio Siri, e il Cristo in Croce, nella parte sinistra dell'abside, del pittore Toni Salem. Conserva inoltre una scultura lignea raffigurante la Madonna, del XV secolo, e un bassorilievo di Giacomo Manzù.

La chiesa di Santa Maria Maddalena situata nella parte meridionale della frazione di Ellera, in località detta "dell'Eremita" su un'ansa del torrente Sansobbia, l'attuale edificio religioso di santa Maria Maddalena è risalente al 1590. Secondo alcune fonti e studi sulla struttura la sua edificazione potrebbe essere databile alla seconda metà del X secolo anche se la prima citazione di tale edificio è risalente ad un atto del 1179.
L'edificio religioso si presenta ad oggi parzialmente in rovina, ma sono comunque visitabili le tre stanze, di cui due comunicanti, aventi un soffitto affrescato di color azzurro con stelle dorate. Il campanile è invece databile ad un'epoca posteriore rispetto all'attigua chiesa.

La chiesa della Madonna del Carmine, sita nella piazza omonima, fu edificata verso la fine del XVIII secolo. L'interno presenta una volta a crociera dal vicino campanile con inserti di materiale in cotto e ceramica. L'edificio è stato recentemente interessato ad interventi di restauro.

La chiesa di Nostra Signora Stella Maris eretta negli anni trenta del XX secolo nella località di Albisola Capo presenta una struttura a pianta latina. Tra le opere conservate all'interno della parrocchiale, oltre all'argenteo-dorato tabernacolo di Giacomo Manzù, vi è una statua in legno ritraente la Madonna col Bambino del XVII secolo.

La chiesa di San Matteo è stata edificata negli anni novanta del Novecento ed intitolata a san Matteo. All'interno è conservato un crocifisso in ceramica dell'artista Toni Salem mentre nel seminterrato è stato allestito un presepe meccanico permanente, realizzato da Renato Picone e raffigurante il paese di Albisola Superiore verso la fine del XIX secolo.

Meritano una visita Villa Gavotti e Villa Balbi, risalente al XVI secolo.

La cittadina conserva il Museo "Manlio Trucco" dedicato al fiorente artigianato della ceramica.

Un pista ciclopedonale di 3,2 km collega Albisola alla vicina Celle Ligure.

Santuario della Madonna della Pace

Il Santuario della Madonna della Pace è un antico santuario mariano situato ad Albisola Superiore sulla strada provinciale del Sassello.

L'apparizione

Il 18 ottobre del 1482 si svolse sul luogo dove oggi sorge il santuario una violenta lite, e dove si arrivò allo scontro, tra gli abitanti delle due comunità di Albisola e Stella.
Il motivo del contenzioso fu legato per lo più ai confini territoriali e del pascolo e cercarono di sedare l'imminente rivolta le più alte cariche politiche e religiose dell'epoca. I tentativi di pacificazione avviati dai due podestà di Savona e Varazze, dal Senato della Repubblica di Genova e dal vescovo di Savona furono totalmente inutili tanto che le due comunità arrivarono alla scontro armato diretto.

Secondo la tradizione sul campo di battaglia apparve all'improvviso all'orizzonte una nube luminosa e nel mentre si udì per tre volte, da una "voce dolcissima" come racconta la leggenda paesana, la parola "Pace". Le due comunità che videro nel fatto un "intervento miracoloso" della Vergine Maria cessarono la battaglia e le ostilità, giurando e mantenendo nel tempo la pace tra i borghi vicini.

Sul luogo del presunto evento miracoloso fu edificata in seguito una piccola cappella, corrispondente all'odierna cripta del santuario, e nel 1578 fu edificato l'attuale edificio per il continuo afflusso di devoti intitolandolo proprio alla Madonna della Pace. Il santuario verrà consacrato dal vescovo di Noli il 22 ottobre del 1716.

La storia

Dopo la sua edificazione, il santuario fu affidato prima al clero secolare e in seguito all'Ordine dei Frati Minori Conventuali scalzi.
Dal 1628 al 1805 fu invece proprietà dell'Ordine di Sant'Agostino. A partire da tale data, dove la Liguria subì la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, la chiesa divenne proprietà del Comune di Albisola che nel 1820 affidò l'edificio religioso agli Osservanti Riformati di San Francesco d'Assisi.

Tra il 1884 e il 1907 contrasti tra l'ordine religioso francescano e il Comune porteranno i primi a lasciare il santuario e affidando pertanto la struttura ai Redentoristi fino al 1914; da tale data il santuario viene abbandonato da quest'ultimi divenendo così luogo di rifugio dei profughi della Prima guerra mondiale dalle terre irredente.

Al termine del primo conflitto bellico, nel 1919, la proprietà passò ai Padri Dehoniani che stabilirono al santuario la sede del locale convento e del loro noviziato per aspiranti religiosi e missionari.

La struttura

La struttura dell'edificio subì una notevole modifica in occasione del 400° centenario nel 1882; l'ingresso venne trasferito sulla nuova strada e venne completamente rifatta la facciata esterna. Nei lavori venne inoltre aggiunto un nuovo corpo absidato dove anticamente vi era l'originale ingresso alla struttura.

Al suo interno, diviso in tre navate, sono affrescate diverse opere pittoriche raffiguranti per lo più le scene della battaglia; nella volta della navate centrale è affrescata la raffigurazione dello scontro del 1482, mentre nel catino dell'abside vi è un'opera ritraente la Madonna col Bambino che porge un ramoscello di ulivo a simboleggiare il volere della pace tra le due comunità.

Il presbiterio è decorato con una tela del pittore Giovanni Battista Paggi raffigurante L'Annunciazione, mentre all'interno della navata sinistra, coevo alla prima cappella, si trova un affresco de L'Apparizione della Madonna della Pace attribuito forse al pittore fra Simone Dondo da Carnoli di Voltri; l'affresco è stato qui trasportato nel 1845 dall'antica e originaria cappella-cripta del 1482. Sempre all'interno della stessa navata sono presenti ai lati scene di vita della Vergine Maria, mentre nella volta sono raffigurati gli eventi storici del santuario.

La cripta

Il soffitto dell'antica cappella è stata decorata dal pittore G.B. Picchio, allievo del Paggi, nel 1632 con la raffigurazione dell'Assunzione della Vergine e la Trinità in gloria. All'interno della cripta è presente una statua in marmo avente per soggetto la Madonna col Bambino databile alla seconda metà del XVII secolo e forse attribuita allo scultore Filippo Parodi, quest'ultimo allievo del celebre Gian Lorenzo Bernini.