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Spotorno, Riviera ligure di Ponente, Liguria
Spotorno

Spotorno offre un centro storico piccolo, ma molto grazioso e delle belle spiagge sabbiose e larghe pur cui la località è famosa.

Attestato nel XII secolo come Spelturnum e Spolturnum, il nome deriva dal latino spelta con il suffisso -urnum che forma i nomi di associazioni vegetali; il significato è quello di "luogo dove si coltiva la spelta".

Nel XII secolo il borgo era sotto il dominio dei marchesi Del Carretto e passò quindi sotto il vescovo di Savona. Fu distrutto nel 1227 da Noli, alleata con Genova contro Savona. Papa Urbano VI lo cedette alla Repubblica di Genova e dal 1385 vi ebbe sede un podestà. Nel 1582 ottenne un proprio statuto (Capitoli della Magnifica Comunità di Spotorno).

L'economia del paese si basava sul commercio marittimo verso Francia, Sicilia, Sardegna e sulla produzione di calce, di cui si conservano i resti delle antiche fornaci.

Nel 1872 il territorio comunale fu attraversato dalla ferrovia tra Genova e Nizza e all'inizio del XX secolo si sviluppò il turismo, con la costruzione di alberghi e stabilimenti balneari. Nel 1953 vi venne girato il film La spiaggia di Alberto Lattuada.

La cittadina mostra alcuni monumenti di pregio che meritano una visita.

Castello vescovile, del XII secolo, distrutto nel 1227 e ricostruito nel XIV-XVI secolo, oggi in rovina. Si trova sulla collina che domina il paese e aveva pianta quadrangolare.

Torri di avvistamento, del XVI secolo, tra cui quelle di Sant'Antonio (a Levante) e di Coreallo (a Ponente).

La chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, costruita nel 1585, con facciata affrescata e a una sola navata e con cappelle laterali. Ospita diversi dipinti seicenteschi e settecenteschi: Immacolata Concezione, di Giovanni Lorenzo Bertolotto; Apparizione del Bambino Gesù a San Filippo Neri del 1687, di Giovanni Andrea Carlone; Battesimo di Cristo alla presenza di Santa Lucia, probabilmente di Bernardo Castello; Madonna con il Bambino e i santi Pietro e San Paolo, di Giovanni Andrea De Ferrari; Annunciazione della Vergine del 1760, di Giuseppe Galeotti; Madonna con il Bambino, San Pietro, San Bernardo e devoti e Madonna e i santi Giuseppe, Erasmo, Chiara e le anima purganti, di Giovanni Battista Merano; Madonna con il Bambino tra i santi Antonio da Padova e Francesco del 1667, di Domenico Piola; Storie della Madonna, di Giovanni Agostino Ratti.
Nell'altare della cappella del Santissimo Crocifisso la scultura con il Crocifisso di Anton Maria Maragliano si colloca sullo sfondo della tela di Domenico Parodi con "Madonna, santa Maria Maddalena e San Giovanni in compianto".
Nella parrocchia si conservano inoltre una collezione di tessuti e argenti della stessa epoca dei dipinti.

L'oratorio della Santissima Annunziata, sede della confraternita omonima, probabilmente della metà del XVII secolo, conserva dipinti di Giulio Benso e ancora di Domenico Piola e di Giovanni Battista Merano e moltissimi ex voto di marinai.

L'oratorio di Santa Caterina, sede della Confraternita dei Battuti.

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