Chiesa di San Francesco da Paola, Riviera ligure di Ponente, Liguria

Chiese di Savona

   

Oratorio del Cristo Risorto

L'edificio fu in origine costruito a partire dal 1604 come luogo di culto per il monastero delle monache agostiniane della SS. Annunziata che lasciarono il convento il 13 giugno 1887, trasferendosi nel Palazzo Gavotti di Legino. Il monastero fu in parte demolito e trasformato in scuola. La chiesa, per un certo periodo sconsacrata, fu ceduta nel 1906 alla confraternita del Cristo Risorto e venne riperta al culto due anni dopo con l'attuale denominazione di Oratorio del Cristo Risorto.
L'oratorio è oggi inglobato quasi totalmente negli edifici ottocenteschi. Si presenta ad unica navata con volta a botte illuminata da due ampie finestre: una in facciata e l'altra nel presbiterio quadrato sopra l'altare maggiore. L'esterno è semplice e spoglio, dipinto solo nel 1907 dai savonesi A. e F. Bertolotto.
Il maestoso altare maggiore è opera di Filippo Parodi e allievi e risale all'ultimo quarto del XVII secolo, mentre gli altari laterali sono stati realizzati tra il 1775 e il 1782. Al 1757 risale l'organo, costruito dai fratelli Concone. Gli affreschi sopra l'altare maggiore sono una delle opere più significative del savonese Gio Stefano Robatto (1652-1733). Gli effetti illusionistici sulla volta centrale dipinti da Giovanni Battista Natali intorno al 1735 fanno da cornice alle due medaglie di Sebastiano Galeotti (1676-1746). Da notare i quadri degli altari laterali e le tre casse processionali, portate a spalla per le vie di Savona alla sera del Venerdì Santo. Si tratta della Addolorata attribuita a Filippo Martinengo detto il Pastelica (fine XVIII secolo), della Annunciazione di Anton Maria Maragliano (1717 circa) e della monumentale Deposizione di Antonio Brilla. Sopra l'altare maggiore spicca la statua cinquecentesca del Cristo Risorto, ritenuta taumaturgica, che è portata in solenne processione la mattina di Pasqua. Da ammirare con paziente attenzione gli stalli scolpiti di un coro quattrocentesco posti ai lati dell'ingresso e provenienti dalla distrutta Cattedrale del Priamar.

All'incrocio tra la medievale via Pia e l'ottocentesca via Paleocapa.

Santa Rita

Divisa in tre navate, ha campanile in stile romanico.
All'interno è conservata la settecentesca "cassa" lignea de L'Addolorata di Filippo Martinengo, portata in processione la sera del Venerdì Santo per le vie della città.

Piazza della Consolazione

Madonna degli Angeli

La piccola chiesa sorge con la facciata rivolta a est, quasi a guardare la città. Posta a mezza costa lungo le pendici della collina, è raggiungibile solo a piedi sia dal fondovalle che da una strada sterrata che le passa alle spalle. L'edificio ha navata unica con volta a sesto ribassato (quasi piatta) e presbiterio quadrato. Ai lati del piccolo altare due porte, poste sulla parete di fondo, conducono l'una in sacrestia e l'altra nel campanile. La chiesa non presenta pitture o decorazioni e ha un tetto in "ciappe" di ardesia molto deteriorato dal quale filtra acqua piovana all'interno. Per tali motivi l'edificio non è oggi in un buono stato di conservazione.

Nei pressi del forte omonimo

Madonna del Monte

Il santuario è situato sulla strada che collega Zinola con il Colle di Cadibona, punto di demarcazione tra Alpi e Appennini, passaggio obblicato per il valico e l'accesso alle aree padno-piemontesi. La via era quindi ampiamente transitata fino alla costruzione dell'autostrada Torino-Savona.
La chiesetta non ha dimensioni ragguardevoli e presenta una navata unica con facciata rivolta a nord e ricoperta di ardesia. Nel corso degli anni è divenuta il Santuario degli Sportivi, e data la sua posizione, da qui si può dominare con la vista sia la città di Savona che la rada di Vado Ligure.

Via Nostra Signora del Monte

Madonna della Neve

La chiesa fu edificata nel 1863, forse in sostituzione di un precedente edificio, con abside rivolto verso il mare. Divisa in tre navate, presenta un bell'affresco sulla volta della navata centrale raffigurante il miracolo della Madonna della Neve. L'edificio risulta oggi soffocato dai palazzi adiacenti, sviluppatisi nel corso del XX secolo

Via Saredo

Sant'Andrea Apostolo

La chiesa costruita nel 1714 ha una monumentale facciata barocca. Nell'interno si conservano una Madonna del Buon Consiglio di Defendente Ferrari (XV secolo), Altare Maggiore del 1716 barocco, affreschi alla volta (fatti della vita di San ignazio) del pittore fiorentino Sigismondo Betti.
Nell'archivio parrocchiale: San Niccolò da Bari, piccolo dipinto su rame di stile bizantino del XV secolo, proveniente dalla Cattedrale di Santa Lucia di Costantinopoli.

Piazza Consoli del Comune

San Giovanni Battista

Situata in Via Mistrangelo è stata costruita nel 1567, ha una interessante faccita barocca del 1735. Nell'interno sono conservate una Adorazione dei magi attribuita al pittore fiammingo Hans Memling, un presepe del genovese Antonio Semino, una Madonna recante l'immagine di San Domenico (da qui il nome dato alla chiesa) del genovese Paolo Girolamo Piola, una Madonna della Misericordia del savonese Bartolomeo Guidobono.
Sulla volta si possono ammirare gli affreschi del Brusco.

Via Mistrangelo

Oratorio dei SS. Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla

In origine l'edificio, come tutti gli oratori della città, sorgeva sulla collina del Priamar. Dopo la conquista genovese e la demolizione di tutta l'area operata nel corso del XVI secolo per fare spazio alla fortezza, l'oratorio fu ricostruito vicino alla nuova cattedrale di Savona. Distrutto da un incendio nel 1650 e ricostruito nel XVIII secolo, fu definitivamente espropriato e demolito nel XIX secolo. Venne infine riedificato nelle forme e nel luogo attuali, tra il 1888 e il 1890 su progetto dei savonesi Giuseppe Cortese e Nicolò Campora. La struttura è a navata unica. Nell'abside spicca la pala di Paolo Gerolamo Brusco raffigurante San Giovanni Battista e il Cristo al Limbo. Lungo le pareti si possono ammirare 10 delle 12 tele ovali originarie sulla vita del Battista, dipinte da Giovanni Agostino Ratti nel 1745. Di Antonio Brilla sono invece le statue sulla facciata esterna e un crocefisso ligneo. L'oratorio ospita ben 4 "casse" della Processione del Venerdì Santo di Savona: la Promessa del Redentore di Filippo Martinengo del 1777, Gesù legato alla colonna di ignoto autore del 1720 circa, L'orazione nell'orto (1728) e Cristo spirante (1727-1738), entrambe opera di Anton Maria Maragliano e della sua scuola.

Via Guidobono

Santa Lucia

Vi risiede la Confraternita dei SS. Agostino e Monica.
La piccola chiesa a navata unica e presbiterio quadrato è forse il rifacimento seicentesco di un più arcaico edificio di epoca imprecisata di cui si vede ancora il profilo nell'attuale sacrestia con terrazzino semicircolare che ricalca l'antico abside. In una bella stampa del Settecento ci appare già nelle forme attuali. Sia l'interno che l'esterno sono semplici e lineari e privi di decorazioni sfarzose. Un dipinto in facciata e una tela all'interno dietro l'unico altare, riproducono l'immagine di Santa Lucia a cui il luogo di culto è dedicato. Sono qui conservate due "casse" per la Processione del Venerdì Santo di Savona. Si tratta de L'incoronazione di spine di Anton Maria Maragliano del 1710 e de Il bacio di Giuda di Giuseppe Runggaldier del 1926. La chiesa è meta di devozione e pellegrinaggio da parte dei savonesi il giorno 13 dicembre, data in cui si tiene la fiera di Santa Lucia in via Paleocapa, l'arteria principale della città. Prima che venisse costruito negli anni Trenta il sottostante viadotto della Via Aurelia, la chiesa si trovava a picco sul mare e salutava sia chi entrava a Savona via terra che via mare. Per tali motivi spesso vi si recava per trovarvi ispirazione il poeta Gabriello Chiabrera, a cui il luogo fu sempre molto caro.

Via Santa Lucia

Cappella di San Martino

La cappella sorge sulla sponda sinistra del torrente Letimbro, all'imboccatura di un ponte medievale e specularmente alla cappella di Santa Maria posta sull'altro capo del ponte, lungo la riva destra. L'edificio dovrebbe risalire all'XI secolo e conserva il campanile originale, mentre il resto della struttura, ad unica navata con pronao sull'ingresso, è frutto di un rifacimento ottocentesco. Interessante al suo interno una lapide commemorativa della costruzione del suddetto ponte, datata 1264. Si tratta di una rappresentazione di Dio Padre affiancato da due angeli ed è uno dei pochi esempi di scultura medievale in Savona. Nella parte inferiore un'iscrizone riporta il nome di Simone Doria, podestà di Savonain quell'anno.

Via Santuario

Oratorio di Nostra Signora di Castello

L'oratorio è sede della più antica confraternita di Savona (1260), qui trasferitasi dopo che gli edifici religiosi sulla collina del Priamar (luogo originario ove risiedevano tutte le confraternite savonesi) vennero demoliti per lasciare posto alla fortezza genovese. In origine l'oratorio fu costruito dietro la Cattedrale di Nostra Signora di Castello, da cui nè derivò l'intitolazione conservata fino ai giorni nostri. L'edificio attuale è il rifacimento (databile al 1755) di uno precedente del XVI secolo, distrutto in gran parte da un incendio. L'acquisto del terreno per la prima costruzione fu infatti portato a termine tra il 1544 e il 1563, come ricorda una iscrizione su ardesia ancora esistente in loco. Tra il 1863 e il 1895 l'oratorio fu inglobato nei nuovi edifici civili, così come lo vediamo oggi.
La struttura è a navata unica con volta a botte e presbiterio semicircolare, decorata all'interno da stucchi rococò di Giuseppe Petonti (bergamasco) dal profilo molto semplice e sobrio, restaurati nel 2008. Le pareti laterali e la facciata sono rifasciate internamente dagli stalli lignei su cui siedono i confratelli. L'altare risale al 1920 circa e ha la porta del tabernacolo in argento sbalzato. Ai suoi lati, nelle mura del presbiterio, si aprono due loggette decorate da Agostino Ratti, mentre sopra di esso si impone il grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea del 1490, sopravissuto alla distruzione dell'antica cattedrale del Priamar. Sono presenti inoltre tre casse processionali portate a spalla durante la tradizionale processione del Venerdì Santo. La prima è La pietà di Stefano Murialdo del 1833. La seconda è La deposizione dalla croce di Filippo Martinengo e risale al 1793. La terza è Il Cristo morto sulla croce, di scuola romana della metà del Cinquecento, donato nel 1728 dai Della Rovere. Vi sono poi due crocefissi processionali: fine XVIII secolo e seconda metà XIX secolo con canti in argento del 1838. In controfacciata troviamo una tela della Madonna di Misericordia di Paolo Gerolamo Brusco e dietro di essa, l'organo a canne Agati di Pistoia del 1863. Altre tele fanno bella mostra lungo le pareti e risalgono al XVIII secolo e XIX secolo. Non mancano un inginocchiatoio secentesco finemente intagliato, alcuni reliquari e 6 Mazze Pastorali del priore e vicepriore. Due risalgono al 1920, due sono in argento della prime metà del XIX secolo e la terza coppia sono opera di Stefano Brilla e risalgono alla seconda metà dell'Ottocento. Da segnalare infine il prezioso Reliquario della Santa Croce in argento a tratti dorato, opera degli orafi Giusti di Savona del 1722 e scampato alle depredazioni napoleoniche.

Piazza Sisto IV

San Pietro

Costruita dai Padri Carmelitani Scalzi e inizialmente dedicata alla Madonna del carmelo, fu nel 1802 intitolata a San Pietro a seguito della demolizione di una chiesa presso il porto dedicata a tale santo.
L'edificio è lungo 30 metri e largo 16 a navata unica in stile barocco, progettato dal savonese Battista Testa. L'interno si presenta riccamente affrescato e dorato per opera del Brusco, del Buscaglia e di Delucchi. Vi sono conservate tele di Domenico Parodi, Agostino Ratti e Domenico Piola. L'organo, utilizzato anche per concerti, fu costruito dai Fratelli Agati nel 1857.

Via Untoria

Oratorio dei Santissimi Pietro e Caterina

In origine l'edificio, come tutti gli oratori della città, sorgeva sulla collina del Priamar. Dopo la conquista genovese e la demolizione di tutta l'area operata nel corso del XVI secolo per fare spazio alla fortezza, l'oratorio fu ricostruito vicino alla nuova cattedrale di Savona a partire dal 1544. Demolito nel 1724 fu ricostruito nel 1729 e decorato dai savonesi Paolo Gerolamo Brusco, Giuseppe Bozzano e Carlo Giuseppe Ratti, dei quali si conservano ancora alcune opere. Demolito nuovamente nel 1882, la confraternita venne infine trasferita nell'edificio attuale, un tempo chiesa della SS. Concezione facente parte di un complesso conventuale ora scomparso. L'oratorio ha pianta ellittica sormontata da cupola con presbiterio e due cappelle laterali. Sopra l'altare spicca una Madonna con bambino e santi titolari della prima metà del XVII secolo, mentre nelle cappelle laterali sono conservate due tele del Ratti: Santa Caterina liberata dalla tortura e Disputa di Santa Caterina. Nell'oratorio trovano sede anche tre "casse" per la Processione del Venerdì Santo di Savona: La Flagellazione e Cristo cade sotto la croce, entrambe di scuola napoletana acquistate nel 1623. La terza, Hecce Homo, è il rifacimento del 1978 operato da Renata Cuneo di una precedente opera secentesca distrutta da un bombardamento nel 1944.

Via dei Mille