Il Confuoco a Savona
   

Adelasia o Alassia era figlia di Ottone I il Grande imperatore di Germania.
Si dice che fosse bellissima, di alto ingegno e di una pietà esemplare. Un giorno tuttavia un cavaliere chiamato Cavaliere Nero insultò la fanciulla definendola di facili costumi.

Adelasia indignata si offri di provare la sua innocenza mediante un singolar tenzone.

Aleramo, scudiero dell'imperatore, si presentò come campione della fanciulla e lo scontro lo vide trionfare sul Cavaliere Nero. Nonostante ciò il Cavaliere Nero insinuò ancora che tra Adelasia e Aleramo ci fosse una passione colpevole.

La ragazza esasperata chiese di ricorrere alla prova del fuoco. Quattro servi dunque approntarono la pira e provarono a darvi fuoco senza successo. Venne allora distesa davanti ad Adelasia una scia di carboni ardenti. E la ragazza riuscì a superare anche questi incolume. Dopo questi prodigi il Cavaliere Nero fugge. A questo punto Alassia sicura della sua innocenza decise di lasciare suo padre (reo di non averle creduto sino alla prova del fuoco) e partì con Aleramo verso un luogo solitario e di riposo.

Dopo un lungo viaggio i due giunsero nella baia di Alassio. Dove vissero un'esistenza semplice e felice.

Molti anni dopo vennero a conosenza che Ottone I sarebbe venuto in visita alla città di Albenga e che la città in suo onore avrebbe organizzato un torneo.

Al torneo si presentò un cavaliere sconosciuto con una croce vermiglia segnata sul cuore. Dopo innumerevoli scontri fu proprio questo cavaliere a vincere il torneo.

Venne dunque presentato al cospetto di Ottone I. Si scoprì così che il cavaliere era Aleramo. Ottone I pieno di meraviglia e di gioia per poter nuovamente riabbracciare la figlia. Ormai i vecchi rancori del passato si erano estinti. Aleramo venne nominato marchese e come primo suo atto, perché il ricordo della sua amata potesse durare in eterno, battezzo quel luogo Alassio.

Sempre a proposito di Aleramo si dice che durante una cavalcata fu costretto a fermarsi per ferrare il suo cavallo con un mattone. Da questo fatto deriverebbe il nome della sua marca Mun Fra (ovvero Monferrato).