Il Confuoco a Savona
   

Intorno al 485 i Vandali dominavano l'Africa settentrionale. Il loro re si chiamava Unnerico, il quale perseguitò a lungo i cristiani. Anche due santi vescovi, Vindemmiale e Eugenio stavano per essere uccisi. In attesa del martirio languivano in carcere.

Tuttavia alla vigilia dell'esecuzione, un angelo venne ad essi e gli ordinò di alzarsi e fuggire sullo scoglio davanti all'isola di Gerba dove Dio gli avrebbe dimostrato il suo volere.

I due fuggirono guidati dall'angelo e appena saliti sullo scoglio videro una luce intensa e una voce imperiosa che disse: - Andiamo!
L'isolotto si mosse.

Attraversarono il Mediterraneo ed infine giunsere nel Mar Ligure di fronte alle coste savonesi.

Un semplice sentiero nell'isolotto (che si nota ancora oggi) permise ai due vescovi di raggiungere la barchetta con cu erano giunti sullo scoglio. Intanto una folla proveniente da Spotorno sino a Celle si era radunata per assistere al prodigio.

Tempo dopo Vindemmiale si congedò per portare la parola di Dio sull'isola di Corsica.

Per Eugenio fu un amaro allontanamento. Nel corso degli anni Eugenio visse sull'isola portato a riva da un brav'uomo, il primo che aveva battezzato e che sempre gli era stato devoto.

Quando infine il vescovo santo spirò la sua anima volò in celo e il suo corpo si conservò intatto nei secoli.

La gente costruì una chiesa sull'isola dove vi fu venerato con estrema devozione.

Il vescovo di Savona, Bernardo, fece erigere un monastero o badia di San Eugenio che, con atto del 992, donò ai monaci benedettini di Lerino. Nel 1252 i monaci se ne andarono lasciando il monastero alla diocesi di Noli.

Il corpo di San Eugenio fu portato a Noli e l'isolotto con le sue costruzioni venne ricoperto di erbe selvatiche.

La notte del 16 Luglio (anniversario della morte del santo) San Eugenio in compagnia del suo fido nocchiero tornò dal Paradiso e dopo che la sua anima torno nel corpo salirono sull'antica barchetta e tornarono all'isolotto di Bergeggi che il santo amava teneramente. Molti dalla costa che avevano osservato il prodigio giunsero sulla riva e lì come voleva la tradizione furono benedetti per l'ultima volta dal santo.