Il Confuoco a Savona

Il demone nero di Moneglia

Nel 1396 i frati francescani di Moneglia ricevettero il lascito testamentario di Monna Benvenuta, moglie del ricco mercante Leonardo di Solarolo, per erigere una chiesa a San Giorgio.
Nei secoli i frati arricchirono la chiesa acquistando e commissionando numerose opere tra cui un polittico dedicato a San Ludovico da Tolosa, dipinto dal pittore genovese Giovanni Barbagelata nel 1503, che raffigurava ai lati anche i santissimi Ambrogio, Stefano, Nicola e Antonio abate.
Tuttavia prima dell'alba del 7 gennaio 1550 la pala d'altare non presentava la bestia nera che oggi appare ai piedi di Sant'Antonio.

Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio un bufera imperversava su Moneglia. Il vento fracassava i rami degli alberi, mentre il mare in burrasca scuoteva le barche alla fonda.
Un fulmine squassò il tetto della chiesa di San Giorgio e la tempesta strappò via la croce del campanile. Quando il lampo della folgore si spense un ghignante piccolo demone nero sedeva al posto della croce. In quella notte il demone imperversò tra i vicoli del borgo seminando terrore e distruzione. Gli abitanti si armarono di amuleti, forconi, torce e armi e si misero all'inseguimento della creatura.
Il demonio ormai braccato tentò un'ultima fuga e si tramutò in una bestia nera rifugiandosi all'interno della chiesa ai piedi di Sant'Antonio abate, protettore degli animali. Il santo tuttavia lo riconobbe lo immobilizzò con il suo lungo bastone. Ancora oggi quel demonio trasfigurato giace là tremante di paura.




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