Castelvecchio di Rocca Barbena, Riviera ligure di Ponente, Liguria
   

E' nel XI sec. che sorge il castello, posto lungo il tragitto che congiunge la costa del Ponente ligure alle prime, fertili pianure piemontesi attraverso il colle di San Bernardo; la via è un passaggio obbligato per mercanti, pellegrini ed eserciti.

Il castello, inserito in età carolingia nella marca arduinica (compresa tra Ventimiglia e Torino), passa nel 1100 ca. con Bonifacio del Vasto, capostipite dei Clavesana, alla marca aleramica, che si estende da Savona al Monferrato. E' il principale centro di difesa militare della vallata fino al 1248, anno di fondazione di Zuccarello.

Nel 1326 il feudo di Castelvecchio passa per via matrimoniale dai Clavesana ai Del Carretto e viene compreso nel Terziere del Finale (la regione tra Savona e Finale Ligure sottoposta ai marchesi Del Carretto già dal XII secolo).

Carlo I Del Carretto (il padre di Ilaria) cede al fratello Lazzarino i suoi beni nel Finalese per dar vita a un autonomo marchesato nel 1397. Assunto il titolo di primo marchese di Zuccarello, Carlo sposta in quest'ultimo castello la sede marchionale, provocando la decadenza di Castelvecchio.

Durante il XVI-XVII sec. il castello torna ad essere abitato dai Del Carretto in un momento molto difficile della loro storia. Aspre contese ereditarie inducono il marchese Giò Andrea a vendere nel 1567 un terzo del feudo alla Repubblica di Genova, che nel 1624 acquista la parte restante scatenando l'immediata reazione dei Savoia e dei francesi, loro alleati. In quello stesso anno le milizie savoiarde si impadroniscono del castello, come già avevano fatto nel 1614 durante la guerra del Monferrato e come accadrà nel 1672. Nel corso di quest'ultimo assedio, viene bombardata dall'artiglieria genovese l'ala nord ovest del castello, che si presenta tuttora diroccata. Dopo pochi anni Castelvecchio torna in mano ai genovesi.

Nel 1746 si registra un nuovo assalto al castello, questa volta ad opera degli austro-piemontesi. Con la caduta di Napoleone, Castelvecchio segue le sorti della Liguria passando sotto il Regno di Sardegna.

Il vecchio castello prende il nome dal monte, alto 1142 metri, che lo sovrasta.
Costruito dai Clavesana nel XI secolo, quando ancora il luogo si chiamava Vallis Cohedani, toponimo misterioso che identificava una delle principali "vie del sale", in grado di mettere in comunicazione la pianura piemontese con la Liguria di ponente attraverso lo scambio di olio, vino, grano, legname. Ottenuta l'investitura imperiale del feudo, i Del Carretto hanno improntato di sé Castelvecchio come tutta questa parte di Liguria.

L'accesso al castello si inerpica per le strette e tortuose viuzze che si diramano dal carruggio principale.
Alla famiglia che oggi lo abita si devono gli interventi conservativi che lo hanno riportato a nuova vita.

Il borgo si caratterizza per le antiche case in pietra, per i portali in tufo, i tetti a terrazza e i sottotetti ad arco (vîsà) in cui si essiccavano fichi e funghi, per le sagome dei forni sporgenti dai muri delle case, dove veniva cotto il pane per la comunità, e per le cornici bianche alla finestre, che richiamano motivi dell'area alpino-provenzale.

Le case fortezza, collegate da archi in funzione antisismica sulle vie interne, si conciliano con l'aspetto mediterraneo delle coperture a terrazza, che conservano forse il ricordo delle origini: i primi abitanti pare fossero saliti fin qui dalla costa per sfuggire alle incursioni saracene. Tra le case arroccate alle pendici del castello c'è quella in cui Bjõrn Afzelius componeva le sue canzoni.

La chiesa dell'Assunta, pur avendo subito rifacimenti in periodo barocco, mantiene il campanile con cuspide dell'edificio originario.

L'oratorio dei Disciplinanti, si affaccia in piazza della Torre, dove un tempo era innalzata la forca. Dalla strada che conduce al cimitero si può raggiungere il poggio su cui è edificato il santuario della Madonna delle Grazie (sec. XVII). Da qui è molto bella la vista sul borgo e sul paesaggio, dominato dalle fasce coltivate vicino alle case.